La rete dell’università dell’Aquila

La rete GARR collega le varie università italiane e i centri di ricerca; per molti anni è stata la rete Internet italiana, a cui si collegavano poi i provider.

Questi due grafici (1 e 2) della rete rappresentano il traffico che c’è sul nodo dell’università dell’Aquila. Dal momento del terremoto la rete è finita. C’è stata una leggera ripresa Martedì, forse qualcuno ha provato a riaccendere i sistemi. Il crollo è comunque verticale, segno che è andato giù tutto, se non proprio è finito sotto le macerie. L’unico dato che si impenna è quello sul numero di errori di trasmissione, che al momento del terremoto è esploso. Chi ha costruito la rete del GARR è un genio, punto, ma l’interpretazione di questi dati è che è stato un cataclisma, non una scossa solo un po’ forte. Non so se perchè il CED era magari ospitato nel rettorato, che è tutto crollato.

Le apparecchiature informatiche sono ospitate in grossi armadi (rack), alti anche due metri e mezzo, che solo di intelaiatura pesano 200 kg, e che quando sono pieni superano la mezza tonnellata. Un crollo così repentino si spiega anche con questi armadi che sono stati sbalzati via di mezzo metro o più, e i cavi si sono staccati.

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Pubblicato il 7 aprile 2009, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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