Tre cose tre

Due pensieri, ed un fatto. Mi sa che il fatto ha molto a che fare con i pensieri.

Primo pensiero: la vita ci riserva sempre dei sogni migliori.

Secondo pensiero: è molto facile avere paura, e molto rassicurante. Se hai paura del cambiamento, riesci sempre a rimanere nello stesso posto, nella stessa situazione, a fare le stesse cose. Ed è facile. Non è difficile non crescere e non cambiare, anzi, devi fare quasi niente perchè così sia. Sarebbe stato facile per me non scrivere un buon articolo, non averlo accettato in una conferenza, non andare a presentarlo e non ricevere l’interesse degli ascoltatori, con me unico non americano che presentava un lavoro sviluppato in paio di settimane, e altri che presentavano lavori a cui si erano dedicati per anni.

Terzo pensiero (si ho detto che erano due): la terapeuta oggi mi ha detto che è molto orgogliosa di me, e di quanto io sia riuscito a destrutturarmi nell’ultimo anno e poi a ristrutturarmi, vincendo le mie paure. Questo nuovo lavoro, domani firmo il contratto, è un risultato ottenuto da questo intenso lavoro che ho fatto su di me.

Quarto pensiero (si lo so): io ero molto orgoglioso della mia intelligenza quando ero in USA, perchè proprio e in assoluto c’ero andato solo con le mie forze, e con quanto lavoro avessi fatto su di me.

C’è un motivo per cui questi pensieri arrivano adesso, ed è un fatto.

Si è riunito il collegio di dottorato per valutare i lavori di tesi. Nonostante che il mio lavoro fosse stato accettato in due conferenze, hanno avuto molto da ridire, tanto da esprimere un giudizio negativo. Secondo loro, dovrei discutere la tesi l’anno prossimo, lavorandoci nel frattempo, perchè ci sono delle cose che non vanno (aspetto di leggere il verbale per vedere quali siano queste cose: pare che una delle obiezioni sia che un capitolo di rassegna sulle tecnologie  e metodiche sia piuttosto lungo: strano, è proprio come dovrebbero essere dei capitoli monografici nei lavori di tesi). Oh, pacifico, è solo uno scontro tra professori, in cui sono finito in mezzo io, la mia tesi era a dir poco non la peggiore di questa tornata. Quindi ora ho due scelte, la prima è quella di fare come dicono loro, e stare un altro anno in questo schifo, la seconda è chiedere comunque di presentare la tesi alla commissione esterna e vedere cosa succede, potrebbero bocciare la tesi oppure accettarla. In tutto questo, il mio tutor si è dimesso dal collegio di dottorato per protesta, quindi sto pure senza manco un appiglio, e mi hanno affidato un altro tutor. Ho pianto alla notizia, per l’ingiustizia che ho subito, per la gratuita cattiveria dell’atto, perchè nessuno chiederà conto a queste persone di quanto hanno fatto. Dovevano farla pagare al mio tutor, che ci sia andato di mezzo un innocente non gliene frega niente. Questa è l’università italiana, il posto in cui i migliori sono rifiutati.

Meglio per me, che mi sono costruito una vita fuori dall’università, altrimenti ora starei distrutto. Ora invece posso andare a dormire pensando ad un domani, che esiste, e non ha niente a che fare con l’università.

Non so che fare. Una parte di me mi dice di andare alla resa dei conti, fregandomene di tutto e chiudendo la pratica entro Giugno, pazienza se mi bocciano, posso sempre consolarmi con l’approvazione che il mio lavoro ha ricevuto all’estero.  Nessuno mi ha finora assunto perchè avevo o stavo per avere un dottorato, quando poi tra vent’anni farò un concorso in cui mi servirà, mi porrò il problema: così facendo, avrei la mente e il tempo sgombro da ogni preoccupazione  universitaria – che a me già prima di questo episodio mi davano l’orticaria – dedicando le mie energie solo al mio nuovo lavoro. L’altra parte pensa se non sia il caso di essere un po’ attendisti, lasciar calmare le acque, vedere cosa mi dice il nuovo tutor e poi fare il matto e l’ubriaco, come si dice da queste parti, abbozzare e sperare nella clemenza.

Solo che, cosa ho da guadagnare nell’abbozzare? E cosa ho da perdere invece puntando i piedi? E sopratutto, perchè dovrei accettare un’ingiustizia?

Pubblicato il 5 maggio 2009 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Le premesse, i pensieri, così come sono scritti porterebbero a pensare (!!!) che il fatto non sia poi così importante. Sì c’è anche questa novità universitaria non positiva ma il post lo potevi chiudere al quarto pensiero e per il fatto fare un post separato più avanti, con maggior distacco.

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