Legacy

Il modo migliore di fare un viaggio è non portarsi appresso niente. Così, sarai più disposto ad accogliere, elaborare e quindi far tue le esperienze che ti capiteranno; anzi te ne capiteranno che non sarebbero altrimenti succedute.

E’ una cosa che pensavo quando vedevo questi turisti da villaggio vacanze salire sull’aereo (ero l’unico che non sarebbe andato assieme a loro) e non interrompere nemmeno un attimo i soliti discorsi che si fanno tutto il resto dell’anno; credo anzi che mi abbiano visto quasi con pelosa compassione, quando sono sceso dall’aereo e ho preso un taxi e non il pullman che li portava nella prigione dorata, loro erano così fortunati mentre io dovevo arrabbattarmi, eh certo se paghi di più poi hai un servizio migliore.

Per cui mi chiedo che cosa mi dovrei portare appresso e cosa no, se un giorno decidessi di cambiare nazione. Credo sia il punto fondamentale, ma non riesco nemmeno a strutturare la risposta, ci vorrà del tempo.

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Pubblicato il 21 maggio 2009 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Quando un tale cambiamento dà benessere al solo pensiero, al momento di attuarlo ecco che il benessere viene appresso. Portati quello almeno.
    p.s. e anche un maglietta di lana, copritiiiii ;-)

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