Ma capita solo a me?

Ieri me ne stavo in spiaggia, quando si è appalesato P., con cui avevo avuto un breve flirt un anno fa; finì dopo un paio di settimane, visto il suo carattere molto permaloso e una sua certa tendenza non solo alla libertà sessuale, ma al farmelo sapere, un comportamento almeno stupido che mi fece passare qualsiasi voglia di frequentarlo.

Appunto, ieri è venuto da me, mi aveva riconosciuto, e così siamo stati un po’ a parlare, anzi un po’ qualche ora.

Così, in questa conversazione, P. mi dice che dopo me ha avuto una relazione, durata sei mesi, che è terminata perchè l’altro era un ragazzo più giovane e più immaturo. Che in questo  tempo ha molto ripensato a me, e che era venuto a salutarmi perchè non poteva che soccombere al mio magnetismo (verbatim), e che si era reso conto di che cosa avesse avuto tra le mani quando ha avuto me, e di che cosa avesse quindi perso; tutto detto da una persona permalosa e con un’alta (e non del tutto immeritata) considerazione di sè.

Era pure evidente che sarebbe ben stato pronto a fare tutto il sesso del mondo con me, e anche se la prospettiva mi ha solleticato, gli ho detto che non sarebbe stato giusto e opportuno nè per lui nè per me.

Non so quanto il suo discorso fosse superficiale, un’adesione ad un improvviso moto dell’anima; che certo se così tanto gli mancavo poteva chiamarmi, piuttosto che struggersi e fare professione di umiltà in spiaggia il giorno che mi ha incrociato. (Sempre il gusto del mondo gay di fare l’eroina sfigata e non l’uomo che affronta la vita.)

So invece che questo meccanismo – ora che ti ho perso so quanto ho perso – è per me quasi una costante, e che pericolosamente solletica una componente presuntuosa di me, che mi fa pensare di essere il miglior partito; cosa che sicuramente non è. Insomma, un po’ mi pare di essere sempre la sora Camilla, che tutti la vogliono ma nessuno se la piglia.

Certo, è evidente che quest’anno non è passato invano, santa psicoterapia sempre benedetta, perchè nella conoscenza che sto avendo adesso non ho messo in piedi esattamente gli stessi meccanismi, non ci sono state le stesse dinamiche, che ci sono stati con P. un anno fa, come lui stesso ha notato, con sorpresa. Però rimangono dei tratti di fondo, che certo non sono ancora domati e ancora mi condizionano.

Uno degli episodi scatenanti che mi hanno fatto cominciare la terapia fu quando O. mi disse: “sei uno schianto a letto, un bono assoluto, di una intelligenza fuori dal comune, di grande sensibilità e dolcezza, quindi non ti voglio più vedere”. E a parte la considerazione quasi banale che non sono queste cose, il punto era che se per lui le ero allora il rapporto avrebbe dovuto proseguire, e non essere “quindi” interrotto. Riscontro che il tempo e il lavoro che faccio su di me non passa invano, se una volta una frase come quella di O. era fonte di turbamento, ora una cosa quasi uguale detta da P. è motivo di riflessione più finalizzata e meno orientata a gonfiare il pavone che è in me.

Però non posso non chiedermi: capita solo a me, oppure è tipico delle relazioni che finiscono il rimpianto buttato addosso all’incolpevole ex?

Pubblicato il 12 luglio 2009, in Fatti miei con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. Bé, non so quanto il discorso possa essere accostabile ai rapporti uomo-donna (immagino parecchio), ma… diciamo che se stessi parlando di questi, ti risponderei che è una storia già sentita :) Io sarei anche più cattivello, pensando che evidentemente ‘sto tizio è rimasto “a piedi” e allora va’ a bussare alle porte che già conosce… :)
    In quanto a condire il tutto con belle parole, bé… ci sono persone che se capiscono che chi hanno di fronte ne restano adulate… sono dei veri campioni ;D

  2. Guarda, per quel poco che ho visto sia il “ti desidero perché ti ho perduto”, sia il “sei troppo perfetto mi metti in imbarazzo”, sia il classicissimo “ripetere sempre gli stessi errori” si possono applicare anche ai rapporti uomo-donna e donna-donna (anzi, il “sei troppo perfetto” pensavo esistesse solo con le donne – allora non c’è proprio scampo). Temo siano di quei meccanismi della mente che vanno con l’essere umano, non con l’essere maschio o femmina, etero o gay.

    E penso che sì, per qualche meravigliosa grazia – che si chiama anche “crescere”, ma non solo – se ne esce. Almeno in parte. E quel che resta, beh, lo si archivia sotto “carattere”. ;-)

    In bocca al lupo per il presente e il futuro.

    (PS: intelligente e dolce lo sei, e pure notevolmente piacevole alla vista. Fidati.)

  3. uh Paolo buon giorno, quanto tempo…
    un saluto rapido :)

    Fabio

  4. santo iddio ma quante pippe mentali, più che sora camilla sembri più un gatto morto, tutti lo annusano ma nessuno lo possiede. Io sono ignorante nei rapporti uomo-uomo dato che sono etero ma voi maschietti state sempre tutti lì a scandagliare il raziocinio mettendolo in un cantuccio da una parte…e dall’altra vi sfogate sessualmente e irrazionalmente come macachi nella stagione degli amori, però poi quando dovete fare 1 più 1, unire la razionalità all’emotivita arrivano le crisi e i dottori.
    Fossi stata nei tuoi panni più che andare dal dottore avrei mandato a quel paese tale O. che pare ti abbia dato del noioso e non altro. Altrimenti ti avrebbe detto ti amo. e sareste sposati.

  5. no no tranquillo che capita a tutti. Ho vagonate di rancori male-espressi sulle spalle :D

    Mi è sfuggita la parte per cui O. è un cretino e tu sei andato a fare terapia :D

  6. Ciao…
    conosco una ragazza che mi ha raccontato che tutte le storie che ha avuto sono tutte state del tipo:
    -non ti merito
    -quando uscivamo insieme non eri tu a sbagliare ma ero io che avevo dei problemi
    -sei stata la migliore che abbia mai avuto
    -dopo che ci siamo lasciate ho capito tante cose.

    Premesso che questa ragazza è giudicata da tutti (e con motivo) una splendida persona potevo io farmela scappare?:-)

    Questo per dire che ci sono persone che si fanno dei problemi quando trovano una persona più stabile di loro, ma ce ne sono anche altre (come me) che le adorano!!!

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