Cose da fare e non fare in Croazia

Cose da fare:

  • Mangiare in un ristorante a conduzione familiare (konoba), magari in una piccola cittadina (più convenienti e più buoni di quelli delle città medio-grandi) dopo una giornata al mare, scegliendolo a caso e seguendo l’intuito: Il Konoba Gribljia a Sukošan (Trg Ruševac, di fronte al porto) ci ha portato una carne deliziosa, cotta alla brace, che si scioglieva in bocca: un piatto di carne e un contorno per due persone, circa 25 euro (in totale) in un locale semi-elegante;
  • Andare a caso a cercare una spiaggia, avendo una idea generale, e trovarne una in una piccola insenatura, un’acqua cristallina e un riparo dove stare quasi da soli;
  • Vedere il tramonto del sole da Zara, vicino all’organo marino;
  • Sorseggiare un maraschino (nel caso, i prezzi praticati sia per la consumazione che per la bottiglia sono quasi uguali ovunque, inutile girare cercando l’affare);
  • Comprare un centrino da tavola fatto a mano dalle signore che li ricamano sul corso principale della cittadina;
  • Prendere un appartamento, portarsi l’automobile e girare i dintorni;
  • Visitare il Parco di Plitvice: come si dice in questi casi, la foto rende una vaga idea: meglio arrivare presto per evitare le orde di turisti e mettere in conto una giornata per non andare di fretta;
  • Visitare il Palazzo di Diocleziano a Spalato;
  • Visitare Sibenik (Sebenico) e la sua Cattedrale di San Giacomo, poi perdersi nei bianchi, bianchissimi vicoletti di una splendida città di mare;
  • Parlare in italiano, spesso si possono anzi incontrare persone di una certa età (sopratutto sulla costa) che sono contente di poterlo esercitare e ricordano con nostalgia i tempi della dominazione italiana;
  • Fare l’escursione di un giorno alle isole Kornati, comprensiva di pranzo sul battello con i gabbiani che si avvicinano e a cui lanciare gli avanzi di cibo), con sosta per il bagno nel lago salato dell’isola di Dogi Otok;

Cose da non fare:

  • Andare in traghetto con la Jadrolinija. In realtà il traghetto è una idea comoda, viaggiando la notte si guadagnano quasi due giorni di vacanza, e per arrivare a Zara da Ancona ci vogliono sei ore: ma se non si ha la fortuna di avere una cuccetta (che occorre prenotare con mesi di anticipo) si può avere solo una poltrona, che seppur comoda non renderà la dormita agevole (i più coraggiosi si portano direttamente il materassino e dormono per terra, dentro coperta o sui ponti esterni, rendendo il tutto un cinematografo di quelli);
  • Cenare alla Trattoria Canzona di Zara: un’ora di attesa tra il primo ed il secondo, per un secondo di pesce molto mediocre (seguirà letterina a Lonely Planet per chiedergli di toglierli dalla guida);
  • Il Paški Sir (Formaggio Paški) dell’isola di Pag è un pecorino dolce, venduto carissimo per gli standard croati: non è niente di che;
  • Mangiare il gelato: ha un qualche strano sapore, non è affatto il gelato italiano;
  • Prendere il sole con il costume: la Croazia è piena di spiagge per nudisti, e in generale il nudismo è più che tollerato: non abbiate paura di chiedere a chi incontrate per strada dove si trova la spiaggia nudista!

Cose che possono succedere:

  • La visita di due poliziotti nella casa presa in affitto, alla ricerca di un qualche criminale: italiano? ok;
  • La multa (45 kuna,  meno di 7 euro) per non aver pagato il parcheggio: il romano abituato a multe di 36 euro per analoga infrazione  potrebbe sentirsi euforico: evitare troppo l’euforia, le multe possono essere più salate e le auto poste in sosta vietata vengono rimosse senza tanti complimenti;
  • Andare al pronto soccorso e cercare un dottore per “a very intimate problem“: c’è da dire che i medici parlano un buon inglese e spesso anche l’italiano.

Cosa più bella e più importante da fare: nel viaggio di ritorno, abbracciare un uomo che ti piace e fargli una proposta importante (l’alternativa sarebbe stata strozzarlo).

Sulla spiaggia a PagGabbiani

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Pubblicato il 23 agosto 2009, in Fatti miei, viaggi con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Bentornato. Anzi: bentornatI.

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