“Noto omosessuale”

Il Giornale di Feltri (che se un direttore ti costa 15 milioni di euro come anticipo e poi 3 milioni di euro l’anno di stipendio, deve sapere come mordere al posto del padrone) racconta come Dino Boffo, il direttore di Avvenire, sia stato condannato per molestie telefoniche, avendo importunato una signora del cui marito si era invaghito.

L’articolo appunto nasce dalla nuova direzione del Giornale, tutta tesa a proteggere Papi dalle accuse: sappiano, i giornalisti italiani, che i dossier girano, e che se vuoi parlare male di Papi qualcosa si troverà pure, mica uno controlla i servizi segreti così, che gli avanza tempo.

Il punto che trovo agghiacchiante è il dispositivo della sentenza “[Dino Boffo] noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni aveva una relazione“.

Non si tratta di un fogliaccio di un commissariato di polizia di provincia, ma di una sentenza della magistratura, in cui riprendendo il tono tipico del regime fascista, si parla di “noto omosessuale” (e che non esistono noti eterosessuali? Per dire Papi è un notissimo eterosessuale) che viene “attenzionato” dalla Polizia per questo. Che vorrà dire, attenzionato? Che l’hanno sopreso mentre assaggiava la banana? Embè? Ci sono molte donne eterosessuali che vengono sorprese in analoga funzione. Oppure vuol dire, quell’attenzionato, che a qualche poliziotto gli è venuta un po’ dura, la sua propria banana, dopo averlo scoperto?

Dino Boffo è probabilmente un poveraccio che fa il cattolico anti-gay quando ama non solo la banana ma tutte le piantagioni del Costarica (in questo, comune a tanti ma tanti ecclesiastici, che se dovessero cacciarlo per questo dovrebbero lasciare dei banchi vuoti anche alla CEI, nel Concistoro e nello stesso entourage più stretto dell’attuale Papa).

Ma è vergognoso che l’orientamento sessuale di una persona debba essere giudicato da una sentenza di un tribunale: in Italia, si condanna per i fatti, non per le propensioni.

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Pubblicato il 28 agosto 2009, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Dileggiare una persona tacciandolo di essere gay è la più antica e infame forma di violenza verbale che il potere fascista ha sempre usato per intimidire ed eliminare gli avversari. Non ci vogliono le bombe o le pistolettate, bensì dire che chi ci sta sulle scatole è omosessuale e per questo suscitare il disprezzo.

    http://italianspot.wordpress.com/2009/08/28/il-giornale-vittorio-feltri-eliminare-gli-avversari-con-l-omofobia/

  2. Vi dirò, in questo caso, chi è male del suo male pianga se stesso.

    • Il punto non è se Dino Boffo diriga un giornalaccio che ha sparato ad alzo zero su noi gay, bensì che tale messaggio sia stato recepito da una istituzione come la magistratura, che è soggetta alla Costituzione e non agli umori popolari.

      • Bisogna anche capire se la magistratura “attenzionasse” Boffo perché gay o perché (come par di capire) stalker o quasi di un uomo.

        Nel primo caso, inutile ogni commento in questa sede.

        Nel secondo, si presentano due casi: se l’indagine era condotta come quella di qualunque stalker eterosessuale o no: se no, vedi il caso delle “attenzioni” solo perché gay, se sì, non trovo nulla da ridire a polizia e magistratura. Pago uguali tasse, chiedo uguali diritti, sono disposta ad avere uguali doveri, eccetera.

        Poi: Feltri è omofobo e usa il tutto per essere omofobo – ma quella è colpa di Feltri.

        E un outing di un omofobo, anche a opera di un altro omofobo… beh, un po’ di soddisfazione la dà sempre.

        • E’ l’inciso del “noto omosessuale” scritto nella *sentenza* che non mi va bene. Era sufficiente dire “Dino Boffo ha importunato la moglie di un uomo di cui si era invaghito” senza dover aggiungere per sovrapprezzo “e poi lo sanno tutti [=la polizia] che è frocio”. Io non credo affatto che nelle sentenze di condanna di uno stupratore ci sia scritto “Bianchini, noto eterosessuale, ha stuprato più donne a Roma”.

          • Ah, mi ero persa il dettaglio che collocava “noto omosessuale” in un atto ufficiale (e non solo chez Feltri), il che a sua volta implica controlli automatici dei cittadini gay.

            A questo punto, d’accordo con te su tutta la linea.

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