Una domanda a Manganelli

Tipo quelle smentite che non smentiscono (da Repubblica.it di oggi):

Sono interrogativi che si pone anche Roberto Maroni, la mattina del 28 agosto. Il ministro chiede al capo della polizia, Antonio Manganelli, di accertare se esista un “fascicolo” che dia conto delle abitudini sessuali di Dino Boffo. Dopo qualche ora, il capo della polizia è in grado di riferire al ministro che “né presso la questura di Terni (luogo dell’inchiesta) né presso la questura di Treviso (luogo di nascita di Boffo) esiste un documento di quel genere” e peraltro, sostiene Manganelli con i suoi collaboratori, “è inutile aggiungere che la polizia non scheda gli omosessuali: tra di noi abbiamo poliziotti diventati poliziotte e poliziotte diventate poliziotti”. “Da galantuomo”, come dice ora il direttore dell’Avvenire, Maroni può così telefonare a Dino Boffo e assicurargli che mai la polizia di Stato lo ha “attenzionato” né esiste alcun fascicolo nelle questure in cui lo si definisce “noto omosessuale”.

Se la Polizia non scheda gli omosessuali, il dottor Manganelli vuole anche escludere che nei verbali ci sia scritto che uno è stato controllato, nell’ambito di un controllo a campione, in una zona frequentata da omosessuali?

E il dottor Manganelli pensa che gli omosessuali siano quegli uomini che diventano donne? O si immagina le lesbiche come pelosone che puzzano d’alcool e ruttano?

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Pubblicato il 30 agosto 2009, in Fatti nostri con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. alla seconda domanda: magari manganelli no, però la gran parte di quelli che tengono per il cavaliere sì. e manganelli (nomen omen?) li serve a puntino.

  2. A me ha colpito anche quel “dopo qualche ora”.
    Se la schedatura non fosse un atto da prassi avrebbe dovuto smentire subito, averlo fatto in seguito potrebbe sembrare a prima vista un atto di scrupolo nel voler controllare ma dà adito anche al sospetto che abbia voluto prendersi il tempo per insabbiare eventuali prove di quelle schedature.
    Cosa dire poi dell’esempio descritto per far capire quanto la polizia non abbia pregiudizi; dalle mie parti si direbbe che è peggio la toppa del buco.

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