Signorina, posso chiederle cosa sta facendo?

Ai vivi dobbiamo rispetto; ai morti solo la verità” (Voltaire).

Mike Bongiorno è stato anche uno di quei presentatori che nel 1994, all’epoca della discesa in campo di Berlusconi, usò la televisione per dire che Berlusconi era uno che le promesse le manteneva, e quindi che l’avrebbe votato. Era uno che durante la campagna elettorale per il referendum sull’abolizione della legge Mammì interrompeva il suo quiz serale per spiegare quanto i quesiti fossero sciagurati, e come Berlusconi fosse uno che non aveva mai licenziato nessuno (falso, ma passim), anzi se ne andavano solo quelli che se ne volevano andare, e che se avesse vinto l’abrogazione selettiva di quella legge poi sarebbe stata miseria per tutti.

Poi, quando il rinnovo del contratto con Mediaset non è arrivato, ha cominciato a lamentarsi e ad andare da Fabio Fazio (il suo degno erede in quanto ad opportunismo). Se fosse rimasto vivo più a lungo, sarebbe probabilmente diventato un simbolo della grande opposizione del grande partito dei grandi democratici.

Poi sì, era comunque uno che aveva una idea di merito e di professionalità, per cui almeno in superficie sembrava che per vincere ai suoi quiz uno dovesse studiare, studiare e studiare, e anzi c’erano le sceneggiate quando qualcuno si comportava in modo poco onesto; sceneggiate lampantemente organizzate, ben sfruttate a fini pubblicitari, ma che almeno davano un’immagine di onestà, non come oggi che se sei scemo allora sei un candidato perfetto per un reality.

Però, nel conto che viene fatto, si dica che è stato un uomo funzionale ad un sistema di potere che ha contribuito a rendere l’Italia quel disastro che è oggi.

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Pubblicato il 8 settembre 2009, in Fatti nostri con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Io lo ricorderò che sevizia Antonella Elia con la cattiveria di chi non si rende conto di esserlo: da “ti si vede il culetto” a “cretina! non devi dire aiii!”. Ci ha regalato grandi cagate, ma anche grandi perle.

  2. Un post che pare una boccata d’ossigeno. Ne avevo bisogno

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