“Furore”

Ho finito di leggere Furore di John Steinbeck. E’ di una bellezza assoluta.

Scritto nel 1939, con l’America appena uscita dalla Grande Depressione, narra le vicende della famiglia Joad, mezzadri dell’Oklhaoma che durante quel difficile periodo della storia americana sono costretti a lasciar la loro terra, falcidiata dalla carestia e sommersa dai debiti, per cercare la fortuna in California.

C’è tutto in questo libro. Il contrasto tra la civiltà contadina e quella industriale, con la disperazione dei coltivatori diretti che non capiscono come si possano lasciar morire di fame le persone quando gli alberi sono così carichi di frutti da piegarsi. Le angherie e le violenze della polizia contro chi manifesta per un po’ di giustizia sociale. La presa d’atto che si sono creati dei mostri terribili come le banche, che passano sopra tutto e tutti, istituzioni volute dall’uomo ma che di umano non hanno più niente. La povertà dell’America degli anni ’30, in cui non era insolito seppellire i morti in fosse comuni pur di risparmiare. La dissoluzione della vecchia famiglia patriarcale, quella legata ad una terra in cui si succedevano le generazioni.

L’unica speranza è l’ostinazione di andare avanti, incarnata dalla mamma. Una donna di una forza immensa e serena, che insieme alla figlia sarà protagonista dell’unico gesto non futile con cui si chiude il libro, un gesto d’amore disperato e che supera tutti i confini sociali, confini di una vecchia società che non esisteva più. Un gesto così forte e disturbante anche a leggerlo oggi che sono passati 70 anni, che non apparve nel film (in cui c’è anzi un lieto fine).

Si potrebbe dire che ci sia un senso femminista in questo libro, perchè come dice mamma Joad mentre gli uomini pensano agli avvenimenti brutti come a delle disgrazie da cui non rialzarsi, per le donne sono solo delle anse più strette del lungo fiume della vita.

Quando il Titanic stava affondando, l’orchestra si mise a suonare, fino alla fine. Non per eccentricità, ma perchè l’arte ci racconta la vita per aiutarci a sopportarne i momenti difficili. Furore potrebbe essere scritto oggi, perchè come tutti i capolavori non ha tempo.

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Pubblicato il 28 settembre 2009, in recensioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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