Mastella: speriamo che sia una dura sentenza

E’ una notizia molto bella che Sandra Lonardo, la moglie di Clemente Mastella, sia sottoposta ad una dura misura cautelare per cui le viene fatto divieto di dimora in Campania e nelle province limitrofe, come se fosse una camorrista.

Il clan Mastella non ha solo fatto della raccomandazione la cifra della sua azione politica,  cosa che sarebbe già una cosa esecrabile perchè spezza le gambe a chi è capace di suo ma non ha santi in Paradiso; ha anche minacciato e sottoposto a provvedimento disciplinare (tramite una commissione d’indagine in cui erano tutti amici) i pochi che non ci stavano; ha distrutto la maggior parte delle prove poco prima della prima ondata di arresti; ha agevolato parcelle milionarie per consulenze sulla gestione dei rifiuti in Campania; e c’è una parte dell’indagine che è in carico alla Direzione Distrettuale Antimafia.

Clemente Mastella è quello che ha fatto cadere il governo Prodi anche perchè contrario alla regolamentazione delle coppie di fatto, con quelle norme sui Di.Co. che non erano eccezionali ma che oggi ci appaiono come un sogno svanito (e vorrei sapere quanti ci sputarono sopra all’epoca sarebbero pronti a sputarci sopra anche oggi, ma passim).

Per questo io dico che è bello pensare i Mastella sottoposti a misure analoghe a quelle di un camorrista, e anzi spero molto di poterli vedere in galera, sia lui sia sia il figlio, quello che ha una auto da 5000 di cilindrata che prende 150 euro di pieno di benzina, pagata con i soldi pubblici del finanziamento del giornale dell’Udeur. (spese di rappresentanza). Sarebbe molto bello vederli marcire in galera, e spero che i giudici, se necessario, forzino anche la mano per castigare questi osceni personaggi di tutto il male che hanno fatto nella vita pubblica italiana, un cancro che si è diffuso anche oltre il Sannio e che va estirpato con severità ed implacabilità.

Poi sono d’accordo con quello che Panebianco ha scritto sul Corriere, anche se si è fermato a metà perchè non voleva andare fino in fondo: gli abitanti del Meridione non sono in grado di esprimere una classe dirigente passabile, quindi è necessario privarli del diritto di voto per alcuni decenni, nominando nel frattempo dei podestà che estirpino i fenomeni malavitosi. Del resto se dopo Gava e De Lorenzo in Campania ci stanno Bassolino e Mastella, vuol dire che non c’è niente da fare.

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Pubblicato il 23 ottobre 2009, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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