La crisi, come detto, è appena all’inizio

Sul “Il peggio della crisi è passato”, come dice la cricca di buffoni che ci governa, vale la pena riportare quanto ha scritto oggi in un editoriale il New York Times:

Unless there is more government support, it will take several years of robust economic growth — by no means a sure thing — to recoup the jobs that have been lost.

[…]

The underemployment rate — which also includes jobless workers who have not recently looked for work and part-timers who need full-time work — reached 17.5 percent in October. And the long-term unemployment rate — the share of the unemployed population out of work for more than six months — also continues to set records. It is now 35.6 percent.

[…]

Taken together, the numbers paint this stark picture: At no time in post-World War II America has it been more difficult to find a job, to plan for the future, or — for tens of millions of Americans — to merely get by.

[…]

At a recent meeting at the White House to discuss job creation, President Obama said that “bold, innovative action,” would be needed — from the administration, Congress and the private sector — to undo the devastation in the labor market.

In effetti, è possibile vedere il piano Obama per l’assistenza sanitaria quasi universale come un forte provvedimento anti-crisi (qui c’è una analisi del piano) . Solo che continuerà a non bastare, visto che il valore dei derivati presenti nei mercati finanziari è oggi maggiore di quello di un anno fa, ovvero le banche hanno ripreso a fare loschi affari, contando che tanto sono troppo grandi per poter essere lasciate fallire (la settimana scorsa il governo inglese ha dato vita ad un piano di salvataggio per RBS e Lloyds per circa 45 miliardi di euro, cosa che manderà il deficit inglese intorno, bho, al 15%? 20%? ormai è un numero a cui è meglio non pensare) e i supermanager continuano a prendere premi di produttività immensi quando decidono di inscatolare non più mutui bensì polizze vita, mettendole in giro nei mercati finanziari mondiali.

Cioè, detto in altri modi: questo primo anno di crisi ha fatto sì che non si sia intervenuto su nessuno degli aspetti critici che l’hanno generata, perchè improvvisamente questa primavera-estate le lobby finanziarie hanno detto al G20 che andava tutto bene. Allo scopo, poi, di convincere nuovi gonzi a compare i nuovi derivati basati sulle polizze vita.

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Pubblicato il 8 novembre 2009, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. la crisi è servita a tagliare qualche centinaio di migliaia di posti di lavoro senza i problemi sindacali e col supporto dei governi. siamo in piena bolla, in realtà.
    perchè si pensa che saranno i pochi eletti ad aver mantenuto il posto, a far crescere i consumi – e si continua a considerare la crescita – e non l’accoppiata debito + disoccupazione – come il vero indicatore dell’economia reale.
    su questa strada il prossimo baratro sarà cento volte più profondo del precedente, perchè a fallire sarà tutto il sistema – e tutto insieme.
    a volte continuo a considerarmi fortunato per avere – a mala pena – i soldi per mangiare (e anche male).

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