Polverini, banalità

Intervista di Renata Polverini al Sole 24 Ore:

Di cosa parlerà ai cittadini nel Lazio?

La priorità, qui come dappertutto, è l’economia. Farò in modo che la regione esca dalla crisi nelle stesse condizioni in cui ne è entrata.

[Pessima idea. Forse il Lazio dovrebbe uscire molto meglio di come c’è entrato, anzi come dicono in America: Never Waste a Good Crisis]

Su cosa scommette il suo programma economico?

[…] Sopratutto a quel tessuto di aziende piccole e medie che ruota intorno ad un polo strategico per la regione e il paese, quello dell’auto di Cassino.

[E’ brutto da dire, ma la Fiat non ha più intenzione di produrre in Italia. E anche ammesso che non chiuda Cassino, sicuramente pensa a ridimensionarlo. Allora, bisogna sfruttare gli anni a disposizione per una riconversione industriale massiccia di un’area, altrimenti si fa la fine di Termini Imerese. E sarebbe bello che il Lazio si occupasse di settori nuovi, non di cose che ormai si fanno meglio e a costi minori in Polonia]

Il turismo è l’altra risorsa sottovalutata: c’è ancora tanto da fare

[Signora mia, io a mi’ marito je faccio du’ carciofi alla giudia che levete]

Il resto dell’intervista è anche più trascurabile, sia come domande che come risposte. Io avrei chiesto: Chi ti paga la campagna elettorale, che è già partita in grande spolvero? E’ vero che sei finanziata da Mario Baccini? Non ti senti in imbarazzo ad avere come consulente di immagine Claudio Velardi, lo stratega di D’Alema? E’ vero che D’Alema, da perfetto comunistone quale è, ti vota pur di non avere niente a che fare con i radicali?

Taccio per amor di patria su Bersani, che ha esordito la conferenza stampa dicendo pressapoco così: è vero che sono mancato in questi giorni, ma vi dovete abituare, io mi occupo di strategia mica di questioni spicciole. Siamo passati dal partito liquido di Veltroni al partito liquefatto.

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Pubblicato il 7 gennaio 2010, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Io a qualunque candidato chiederei “come si sente ad aver imbrattato la città di affissioni abusive?”
    E’ una domanda per tutte le stagioni, immagino

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