Legami forti

Ho firmato il contratto per un nuovo lavoro che comincerà per la fine del mese.

Il vecchio lavoro era finito con Dicembre, e se ha avuto un merito è stato quello di essere di passaggio, un day job come dicono gli inglesi che mi ha meglio mostrato chi sono, per contrasto con persone che hanno fatto scelte ed hanno aspettative assai diverse dalle mie. E’ stato anche il primo lavoro che ho fatto avendo un orario di lavoro, quindi non più lavorando per obiettivi ma lavorando per tempo; in questo senso, ho vissuto quel lavoro anche come un esperimento psicologico, anzi forse sopratutto in questo senso, come un provare a dare del tempo al tempo per vedere cosa si poteva ottenere da un rapporto continuativo e prolungato, non da un semplice mordi e fuggi.

Questo nuovo lavoro, invece, nasce sotto tutti i migliori auspici. Farò quello che mi piace fare, e cioè progettare, in un argomento nuovo e in cui dovrò studiare molte cose. Lo farò con un contratto a tempo indeterminato, anche questa una novità per me, e con un contratto economicamente ottimo. Lavorerò per una media società europea, circa 4mila dipendenti, anche se il cliente finale è una società di informatica italiana; costoro, gli italiani, ora non possono assumermi per motivi di bilancio, e mi hanno girato ad un loro fornitore, che avrebbe potuto farmi anche un contratto ponte di qualche mese, ma ha invece voluto farmi un contratto a tempo indeterminato perchè l’impressione che hanno avuto è stata assai buona, e vogliono considerarmi comunque una risorsa dell’azienda.

Questi i fatti concreti, ma come sempre ci vedo una dimensione psicologica che è quella premiante e definente. Non ho certo iniziato, ormai anni fa, un percorso di miglioramento personale pensando a queste questioni lavorative, anzi tutt’altro! Quando iniziai pensavo  di essere nelle condizioni lavorative migliori; è vero che guadagnavo la metà di quanto avrò con questo nuovo contratto, ma ero contento di molti aspetti di quel lavoro, compresa l’estrema libertà di orari. Ma quel lavoro, e il modo in cui si svolgeva, facevano parte di un equilibrio nevrotico, che stava diventando insoddisfacente. Quella modalità lavorativa era un modo per non costruire e non avere rapporti lavorativi prolungati ed intensi, perchè non volevo avere rapporti continuativi. Non me ne rendevo conto, all’epoca, ma tutta la mia vita era costruita su un certo senso di precarietà, che era tutta nei miei limiti che nelle mie capacità.

Così, come un bambino che ha costruito una torre con le costruzioni, ma la vede traballante e sa che non può crescere ulteriormente, ho preso i singoli pezzi e li ho rimessi sul tavolo. Li ho esaminati uno per uno, ho visto come erano fatti fuori e dentro, e ho cominciato a riassemblarli in modo diverso; ho visto le mie capacità e i miei limiti, e ho cercato come rimuovere i secondi per far emergere le prime. Così, quando la selezionatrice di questa società europea mi ha chiesto che tipo di contratto volessi, io le ho detto quello che sentivo, e cioè che per me è più importante cosa si fa piuttosto che con quale tipo di rapporto lo si fa, ma che pensavo che se per fare un progettista di un progetto complesso ci vuole un contratto a tempo indeterminato, ben venga, io non avevo preclusioni. Sarà una cosa ovvia e scontata per molti,  anzi per moltissimi è ovvio che la cosa migliore è un contratto a tempo indeterminato, ma potrei pensare a quante volte io, ad analoga richiesta, ho risposto in modo molto diverso, spesso gelando sul nascere ogni possibile rapporto.

Così, sono passato dal momento in cui avevo più lavori in contemporanea, al momento in cui ne ho avuto uno solo ma fatto per scopi meramente materiali e che aveva un senso solo in prospettiva ad un lavoro il cui senso è invece qui e adesso. Così come, su un binario diverso ma lungo la stessa direzione, c’è stata prima la fase di tante avventure sessuali, poi quella di tanti tentativi di relazione che erano sbagliati direi quasi per definizione, e a cui è seguito un periodo di quasi astinenza, per mesi non avevo particolare intenzione di frequentare nessuno e non sentivo che mi mancasse qualcosa. Ma era un periodo di ricostruzione della torre, con delle fondamenta più solide. Per cui oggi, pur tra molte difficoltà, e a volte quasi troppe, c’è una persona  in più che è felice insieme a me per questo nuovo lavoro.

Tutto questo non è avvenuto nel modo così lineare in cui lo racconto, lavorare su se stessi non è come prendere un treno che arriva alla stazione seguendo un percorso ben definito; perchè poi ogni volta che è imminente un momento di cambiamento si scatena il finimondo perchè il cambiamento non ci sia; e nei primi giorni di Dicembre, quando era evidente che quel  vecchio lavoro era destinato a concludersi, ho avuto dei momenti di grande, estrema difficoltà; direi un travaglio, perchè una nuova vita lavorativa doveva nascere, e tanti temi irrisolti dovevano emergere.

Sì, perchè un percorso psicoterapeutico non ha un punto di arrivo, e appunto non è un treno. Se è vero che in certi momenti ci sono delle difficoltà e delle nevrosi che vanno affrontate, perchè la qualità della nostra vita ne risente in modo diretto, è vero anche che la psiche non ha dei limiti nella sua capacità di plasmare il mondo, salvo quelli superabili; per cui la vita ci mette dinnanzi a dei sogni e dei desideri migliori, che sono raggiungibili lavorando più in profondità. Non vuol dire questo che la psicoterapia sia un percorso da fare per sempre, anzi una buona psicoterapia non lo è mai, vuol dire anzi che ci si può fermare, vedere il percorso fatto e trarne le energie per farne un altro, magari lungo una direzione impensata, magari anche non subito.

Poi, come sempre, non finisce qui.

Annunci

Pubblicato il 14 gennaio 2010, in Fatti miei con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: