Equo compenso

Il ministro Bondi (quello che mentre marciava per il Family Day c’aveva l’amante che lo faceva venire leccandogli i capezzoli, giova sempre ricordarlo, anche se fa un po’ schifo) ha varato, il 30 Dicembre 2009, un decreto che ridefinisce il cosiddetto equo compenso, ovvero quanti soldi vanno alla SIAE per oggi oggetto (computer, hard disk, penna USB, …) che possa potenzialmente essere usato per memorizzare contenuti coperti dal diritto d’autore. La norma non ha ovviamente alcun senso se quello che viene tassato è l’hard disk in cui metto le mie foto delle vacanze, ma ne ha molto quando serve a compensare per un hard disk in cui metto del materiale protetto da diritto d’autore che non ho riconosciuto (ovvero, roba scaricata da Emule, Bittorrent e dintorni).

Questo scherzetto costa, in media, sui 100 euro l’anno, come indicano questi calcoli di Altroconsumo.

Ora, a parte tutte le considerazioni su Bondi-capezzoli, e su una norma che passa in sordina, a me sembra evidente la conclusione: se io pago per compensare dei diritti d’autore, allora i diritti d’autore sono compensati, quindi qualsiasi contenuto che ho su una memoria di massa ha avuto i suoi creatori retribuiti. Quindi: scaricate gente, scaricate.

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Pubblicato il 17 gennaio 2010, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. la stessa cosa che ho pensato anche io. In questa maniera non dovrebbero far cadere il concetto di pirateria? In fin dei conti così compensiamo a prescindere qualsiasi autore….

  2. vedrete che poi succedera anche in altri settori..
    non potrete piu’ parlare di un calciatore, di un attore etc etc
    senza pagare una tassa….

    io trovo questa cosa ingiusta,infame,ladresca,e chi piu’ ne ha ne metta..

    attenzione gente..la liberta’ non esiste piu’
    e saremo condannati solo per aver pensato di fare qualcosa….
    niente sogni o pensieri erotici su belle donne o attrici etc…
    altrimenti pagherete un equo compenso….

  3. In questo giorni mi è capitato varie volte di pensare ai nostri governanti sostenitori del family day. L’occasione mi è stata fornita dalle nozze (con rito civile!!) della ministra Gelmini incinta e ormai prossima al parto.

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