Ipnosi

Ipnosi. Ho iniziato a sviluppare delle tecniche di auto-ipnosi (o meglio, di trance ipnotica auto-indotta) per avere uno strumento di gestione delle situazioni difficili, visto che lo scopo di una psicoterapia è diventare autonomi nella vita. Finora le trance sono state almeno interessanti, e l’ultima che era invece proprio a scopo terapeutico (e non più superficiale) è stata importante.

A volte ritornano. Si sono riappalesati gli inglesi della prestigiosa università, scrivendomi per dirmi che siccome tra un po’ potrebbe esserci una nuova posizione da loro, anzi di coordinamento della posizione che era in ballo a fine anno scorso, se io volessi esserci ne sarebbero ben lieti. Con tutto che ci sono delle barriere culturali in mezzo, se devo tradurre quello che è successo, basandomi su quanto ho scoperto su chi ha ottenuto la posizione, direi: quel posto era probabilmente poco appagante per te, e comunque quello che abbiamo preso è alle prime armi, per cui se vieni e ci metti una pezza un posto te lo troviamo. Devo dire che ricevere una esplicita offerta di lavoro ad personam da una delle prime università del mondo mi fa quantomeno piacere. Pensa, in Italia facciamo leggi ad personam, negli altri paesi offriamo posti di lavoro ad personam.

Conflitti. Meglio, ora l’offerta mi fa piacere, perchè all’arrivo della missiva mi sono alquanto agitato. In fondo Lunedì inizio un nuovo lavoro, con un ottimissimo contratto per cui non ho potuto lì per lì non pensare che sarebbe stato meglio se questa offerta riparatrice da parte della perfida Albione fosse arrivata un mese fa o tra un mese.

Scelte. Se ho una nevrosi forte, ereditata e mutuata dal contesto familiare, è quella per cui ringrazia che hai un lavoro; mentre i fatti e le coincidenze degli avvenimenti mi dicono sempre che la mia questione è scegliere quale lavoro fare, perchè ora ho due opzioni entrambe molto buone.

Ipnosi. Che magari saperlo sarà naturale per molte persone, ma per me non lo è. L’ipnosi profonda fatta l’ultima volta è servita proprio a liberare questa energia emotiva per farmi dire questo. Così ho scritto oltremanica per capire quando e come, precisando che qualcosa già faccio e anche di interessante; ma certo, parliamone. Tirarsela il giusto.

La vendetta va consumata; fredda, ma va. Mi ha scritto una società editrice tedesca, dicendo che vorrebbero pubblicare la mia tesi di dottorato. Per quanto abbia scoperto che costoro hanno un catalogo di tesi di dottorato che è un magma in cui c’è di tutto, e sostanzialmente il loro concetto di pubblicazione è “dacci il PDF, poi noi facciamo printing on demand” la prospettiva mi diverte molto. Risposte ed azioni suggerite dai miei amici alla notizia: “digli che no, purtroppo non puoi, visto che la tua tesi fa schifo, e te l’ha detto il collegio di dottorato”, “tu vuoi rimanere in Italia per un tempo indeterminato?”, “fattene dare cinque copie stampate che consegnerai, autografate dall’autore, ai tuoi professori”.

Decidendo. Non so cosa sceglierò di fare, ma è una sensazione nuova avere del tempo per decidere e sapere che comunque ogni decisione presa sarà comunque una buona decisione, foriera di grandi sviluppi.

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Pubblicato il 23 gennaio 2010, in Fatti miei con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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