Gay ricchi, gay poveri

Ho letto un po’ di articoli su vari blog sulla questione di quella starlette che prima dichiara che lei no, i matrimoni gay no, poi va pure al Muccassassina e trova addirittura un pubblico (che il pubblico l’abbia fischiata o meno non conta, il comportamento maturo sarebbe stato andarsene via quando saliva sul palco, oppure evitare di andare proprio quella sera proprio a quella discoteca proprio quando c’è questa poveraccia (perchè una che sputa sul piatto in cui ha mangiato e in cui mangia è una poveraccia) oppure fare volantinaggio fuori dal locale).

Ma, mi pare che questo punto non sia passato, e ci si interroghi sulla profondità di pensiero di questa signora dello spettacolo, ormai non più giovanissima, e si perda di vista il punto della questione.

Vediamo di esprimerlo in modo facile e chiaro: in Italia, che tu sia gay o etero, non gliene frega niente a nessuno, e non c’è alcuna discriminazione per questo motivo.

Sì, non è una battuta o una provocazione, è un fatto. Perchè quello per cui sei discriminato, è se sei ricco o povero.

Se sei ricco, il matrimonio gay lo fai, perchè mica ci metti tanto ad ottenere una cittadinanza da un paese europeo che riconosca i matrimoni gay. Se sei ricco, puoi pure pagarti l’ospedale privato, dove puoi farti venire a trovare da chi cazzo di pare e piace, che sia tuo padre o il negro superdotato con cui è vero amore. Se sei ricco, ti puoi pagare tutti gli avvocati che vuoi, e non avrai bisogno di farti trovare in carcere dal tuo compagno, perchè avrai gli arresti domiciliari; che, in quanto ricco, manco ti pesano, mica devi lavorare per vivere. Se sei ricco, non te ne frega niente della pensione di reversibilità o del contratto di affitto, hai ben più di una rendita. Se sei ricco, ti affitti un bell’utero all’estero (ce ne sono di ottima qualità), dai il tuo seme e c’hai il figliolo: puoi anche affittare due uteri, e così fare due figli, uno per te e uno per il tuo partner.

Quindi, completando la frase di cui sopra: in Italia, non gliene frega niente a nessuno se sei gay o etero, finchè tu sei ricco.

Ovvero, la battaglia per i diritti dei gay è una battaglia non per chi sta bene di suo, ma per chi sta meno bene o per niente bene.

Chiaro no? Mica è complicato.

Allora, se è una battaglia di questo tipo, tu NON PUOI MAI, per nessun motivo, transigere su questioni economiche. NON PUOI MAI vendere la tua battaglia per i diritti gay per motivi di soldi. NON PUOI MAI pensare che siccome hai un po’ più di soldi degli altri te ne puoi fregare. Perchè altrimenti non stai facendo nessuna battaglia, stai solo lamentandoti che non sei così ricco da non poterti sposare e adottare: stai facendo una battaglia egoista e non contare di avermi al tuo fianco.

Quindi, pensa bene a quello che hai fatto, circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, quando hai invitato una che dice che i gay vanno bene però; perchè hai invitato una che ti dice che i gay ricchi a lei vanno tanto bene, quelli poveri, così lagnosi e così costretti ad arrabattarsi per avere uno straccio di tutela, le stanno invece più sulle palle.

Quindi pensa bene, giovane virgulto gay che sei andato al Muccassassina e poi hai avuto il coraggio di fare un fischio, a quanto sei stato egoista: perchè ti sei potuto pagare il biglietto per lavarti la coscienza.

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Pubblicato il 1 febbraio 2010, in Fatti nostri, gay con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 14 commenti.

  1. Nì :D
    Nel senso. Io non trovo poi gravi le dichiarazioni della Cuccarini, che il pubblico non se l’è scelto. Si potrebbe fare un paralleo su questo con Paola e Chiara, che una volta capito che il bacino gay era l’unico possibile per andare avanti hanno spinto tutto in quella direzione in maniera a dir poco sfacciata. Lorella mi sembra abbia sempre fatto il suo lavoro indipendentemente dal pubblico che l’ha scelta. Se poi, lei a causa del suo pubblico deve essere costretta a dire determinate cose per non risultare scortese… Mah non mi sembrerebbe apprezzabilissimo.

    • Il focus del mio intervento infatti ed appunto non è quello che dice la signora, ma cosa succede dopo quelle reazioni: invitarla a cantare in un locale gay che è la fonte di finanziamento di una associazione per i diritti dei gay non è che lascia perplesso, ma fa proprio schifo. Perchè significa che i diritti dei gay sono in vendita, e chi ha i soldi per comprarseli se li comprerà, per se e non per tutti.

  2. (Espando un po’ di più)

    Sono molto d’accordo sull’idea che la lotta sia perché i diritti non siano – come allo stato attuale – privilegi: privilegi degli etero/bisessuali in relazione etero; privilegi dei ricchi che si possono comprare il matrimonio e tutto quanto.

    Anche il divorzio e l’aborto sono state battaglie che sono iniziate così – la divisione tra “quelle che vanno in Svizzera” e “quelle che vanno dalla mammana”, la divisione tra “quelli che si pagano la Sacra Rota” e gli altri – quindi forse abbiamo qualche speranza. Anche se contemporaneamente non mi pare un’Italia in cui il senso di sdegno per la disuguaglianza del privilegio abbia molto successo – contrariamente ad altri tempi (o forse immagino tempi che non ci sono mai stati?).

    Un abbraccio.

  3. Si ma, è inutile che la chiami “la signora” se poi nelle tag metti Lorella Cuccarini :D

    Cmq, c’è da dire, per spezzare una gamba in favore dell’organizzazione, che la signora Cuccarini si è autoproposta con un’ospitata gratuita [per rinconcigliare (paraculare)].

  4. se mi dai giusto quei 5 minuti vado a hollywood, ritiro un oscar, convoco l’academy e ti nomino
    “persona che ha ragione più di tutti gli altri messi assieme”.

    applausi e condivisione!

  5. Sul discorso dei soldi sono abbastanza d’accordo, il vero discrimine è questo. ma con due riflessioni. 1) Che questo vale anche per i gay, molto interessati sempre al tuo conto in banca. 2) ma chi ce la fa fare di scegliere icone così squallide? in usa c’era madonna, c’è lady gaga, noi ci teniamo per sempre la carrà e la cuccarini?

    • Che valga per i gay è una parte del ragionamento, io ce l’ho anche con i gay che sono andati a sentire la signora perchè non potevano rinunciarvi, né potevano rinunciare al biglietto; in certi locali vai anche per far vedere che sei wealthy.

  6. “Vediamo di esprimerlo in modo facile e chiaro: in Italia, che tu sia gay o etero, non gliene frega niente a nessuno, e non c’è alcuna discriminazione per questo motivo.”

    Ho smesso di leggere il tuo post dopo aver visto questa frase.

  7. Pienamente condivisibile. Purtroppo è sempre stato così: “un gay ricco è un eccentrico, un gay povero è un finocchio”.

    La mia opinione è che in Italia ci sia una scarsissima tendenza a lottare per ottenere diritti, e moltissima a lottare per accaparrarsi privilegi. Quando io ho ottenuto ciò che voglio per me, perchè dovrei sbattermi per farlo ottenere ad altri? Ritengo che questo, che vale per l’italiano in generale, valga anche per la comunità gay che è un sottocampione della “comunità Italia”.

    Inoltre, la potenza del rituale non va mai sottovalutata. Compiere il rituale di protesta andando a fischiare questo o quello ci esime dal fare qualcos’altro nel quotidiano: probabilmente tanti di quelli che sono andati a fischiare la Cuccarini poi in ufficio si fingono “tombeurs de femmes” e raccontano delle loro mirabolanti scopate del sabato notte…

  8. Perchè quello per cui sei discriminato, è se sei ricco o povero.
    Son trent’anni che lo vado dicendo, con riferimento a qualsiasi fattore di discriminazione: colore della pelle, religione, orientamenti sessuali, appartenenza politica ….
    Non importa come hai fatto il denaro; l’importante è che tu ne abbia a vagonate e potrai ******** in bocca al Presidente della Repubblica, trovando sempre qualcuno disposto a gridare al mondo che l’hai fatto perché sei un genio.

  9. Ti lascio il mio saluto.

    Un Sorriso

    P.S. Sono giunto qui mediante una segnalazione su google reader. Avrò il piacere di seguirti.

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