Gay italiani, gay americani

Mi é giusto sovvenuto un episodio che mi hanno raccontato alcuni anni fa, di cui non trovo conferme ma che credo sia vero nella sua essenza.

Pare che un alto dirigente di Calvin Klein fece un commento omofobo; a seguito di questo i gay americani organizzarono una azione di boicottaggio e le vendite scesero, tanto o poco non so, ma quanto bastò perchè il dirigente venisse accompagnato alla porta.

E se fosse successo in Italia? Beh, innanzitutto, molti gay avrebbero continuato a comprare Calvin Klein perchè ci tengono a far vedere che possono spendere. Altri, avrebbero osservato che se non compri Calvin Klein non sostieni l’unica azienda che si rivolge in modo forte ai gay. Altri, che se non compri Calvin Klein poi metti in difficoltà chi ci lavora dentro, perchè i conti dell’azienda vanno male. Quindi, se fosse successo in Italia, il dirigente sarebbe stato lasciato lì, e anzi forse apprezzato perchè così si riposizionava il marchio anche verso consumatori più tradizionalisti.

Come esercizio ora uno puo’ sostituire alla parola “dirigente” quello della nota starlette, alla parola “Calvin Klein” la parola “Muccassassina” e vedere che non ho fatto un esercizio ipotetico.

Le associazioni gay italiane sono misere, spesso miserrime, per niente in grado di incidere nel dibattito politico o nella società. Ma sono anche le associazioni che ci meritiamo.

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Pubblicato il 2 febbraio 2010, in Fatti nostri, gay con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. la butto lì, come cosa che mi è venuta da pensare sommando i tuoi due ultimi post. i gay in Italia non si sono ancora “fatti male abbastanza”. con questo intendo che alla fine, nella maggior parte dei casi, nessuno “soffre” della propria condizione a sufficienza per iniziare a fare delle scelte che portino – in prospettiva – a rimuovere la causa di quella sofferenza.
    sia chiaro che generalizzo, quindi non sto ignorando situazioni – e non poche – di assoluta gravità. ma per il resto la sensazione è che “in fondo” tutti stiano più o mene bene come stanno, o comunque non stiano “abbastanza male” da muovere il culo.

    ora che ci penso questo vale per tutto e tutti in Italia, altro che gay…

  2. La prima cosa che mi è balenata per la testa è un corrispettivo con molti casi giudiziari. C’è un garantismo quasi insopportabile per i colpevoli e un calcio in culo per le vittime.
    Si, credo anch’io, un po’ come chi ha commentato prima di me, che la nostra vita generale sia permeata da questa distorsione di pensiero.

  3. Ok, diamo allora un nome a tutto questo. Io direi che le situazioni e gli atteggiamenti descritti possono essere correttamente definiti come “Pressochè totale assenza di coscienza civile da parte degli individui”. E questa malattia è diffusissima in Italia, e ne sono affetti etero, gay e qualsiasi altra categoria di cittadini vogliamo inventarci. E’ questa disfunzione congenita degli italiani che li rende così differenti dagli altri europei e che mi fa dire del nostro paese, nonostante la globalizzazione delle idee e delle merci e bla-bla-bla, che NON è ancora un paese normale. Il fatto è che sacrosante (e ormai banali) acquisizioni nel campo della condotta civile degli individui, e principalmente il concetto di responsabilità personale e sociale delle proprie azioni, non sono assolutamente entrate ancora a far parte della cultura nazionale e del comportamento quotidiano delle persone, sia privato che professionale. Il massimo che da un italiano medio possiamo aspettarci in fatto di impegno civile è il suo desiderio di delegare queste questioni alla politica. Penso proprio che il problema stia tutto qui.

    • Del tutto d’accordo con il tuo intervento e quello di Asa_Ashel. Da quello io penso che, con una situazione siffatta, non se ne esca se non c’è uno scossone molto violento che desti le coscienze e faccia riscoprire il senso di stare insieme come Nazione.

  4. Vi invio questo nostro Articolo, sono Mauro Merlino Vicepresidente dell’Associazione Attivisti Gay Harvey Milk :
    Presidenti Associazione Marco Bottaro e Angela Paradiso-I locali gay promiscui devono chiudere i battenti? E’ questa la proposta avanzata nei giorni scorsi dai membri dell’associazione ”Attivisti Gay Harvey Milk” che al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Monti chiedono espressamente di promulgare un disegno di legge atto alla chiusura dei locali frequentati da clienti omosessuali e promiscui, fra i quali vengono menzionate le saune, i Battuage e le dark room.
    A rend
    erlo noto sono stati i membri dell’Associazione gay Harvey Milk, che si battono affinché l’odio contro le persone omosessuali possa essere cancellato una volta per tutte.

    “Fermare per sempre l’omofobia nel nostr
    o Paese, fermare la pedofilia, la transfobia e il razzismo in tutto il mondo, avere i nostri diritti umani e civili, avere una legge contro il reato dell’omofobia, avere il diritto di sposare la persona che si ama, avere il diritto di adottare dei bambini”, sono questi gli obiettivi prefissi dall’associazione, che alle Forze dell’Ordine chiedono adesso un aiuto concreto affinché possano essere arginati alcuni spiacevoli fenomeni definiti “scandalosi”.

    All’interno dei locali “sotto accusa” si farebbe infatti un eccessivo consumo di sostanze stupefacenti, e sarebbero servite bevande alcoliche anche ai clienti minorenni. All’esterno inoltre avverrebbero continuamente episodi di brutale violenza, spesso ”provocati” proprio dall’orientamento sessuale dei clienti dei locali.

    “Chiediamo a voi alte cariche dello Stato di provvedere inoltre al contenimento, alla restrizione e all’eliminazione di siti web pornografici e chat, per la grandissima minaccia concreta e tangibile della pedofilia”, fanno sapere i membri dell’associazione, che dal canto loro si dicono pronti a cooperare “perché troviamo sia giusto e doveroso poter collaborare e camminare insieme per la costruzione di politiche sociali anti-discriminatorie”.

    “Se le nostre richieste di democrazia, libertà e tutela non saranno riconosciute e garantite dal nostro Governo e dalle vostre persone – fa però sapere Mauro Merlino, Vicepresidente dell’Associazione Harvey Milk – faremo un esposto all’Alta Corte Del Parlamento Europeo e all’Onu chiedendo il loro appoggio, aiuto e sostegno per mettere in mora questo Paese, visto che il nostro Governo rimane cieco e sordo di fronte alla legittima richiesta di diritti civili e umani”.

  5. Come trollata è di qualità miserrima.

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