Kurt Vonnegut e i suoi trafalmadoriani

Certe volte ti capita di leggere un libro considerato un capolavoro e di trovarlo molto meno bello e molto meno capolavoro (ammesso che la definizione valga) di un altro libro, sempre dello stesso autore, che invece viene messo più in disparte.

E’ quello capitato a me con Kurt Vonnegut. Prima ho letto The Sirens of Titan, considerato un buon libro ma niente altro, quando a me è sembrato assai più bello e appassionante, spesso geniale, di Slaughterhouse n. 5, che è visto come il suo capolavoro e che avevo scelto proprio sulla fiducia.

I due libri hanno qualcosa in comune, non solo l’idea di fondo (la vita umana è futile, un gigantesco scherzo ordito da qualcuno) ma anche gli alieni che interagiscono con i terrestri, i Trafalmadoriani; l’artificio stilistico adottato da Vonnegut è quello per cui gli abitanti di Trafalmadore vedono tutte le quattro dimensioni, per cui non esiste per loro un passato o un futuro; tantomeno c’è quindi il libero arbitrio, e a questa verità amara arrivano prima o poi gli umani che sono protagonisti dei due libri.

Slaughterhouse n. 5 ha la sua vicenda focale nel bombardamento di Dresda, che Vonnegut visse direttamente come prigioniero di guerra americano in terra tedesca, ma non è un racconto sugli orrori della guerra, più appunto sulla sua futilità. The Sirens of Titan, invece, è un caleidoscopio di idee geniali ed intrecciate tra di loro, con un finale spiazzante che lascia il lettore a domandarsi se, forse, per caso, oddio, non sia proprio così; con una ironia caustica sulle speranze degli umani, ben rappresentate dalla religione che si diffonde sulla Terra a seguito degli eventi raccontati nel libro, ovvero La Chiesa del Dio della Suprema Indifferenza (The Church of God the Utterly Indifferent), il cui credo di fondo è che Dio si disinteressi completamente dell’umanità. Però non mi sentirei di dire che si tratta di un libro anti-religioso, per quanto strano possa sembrare, mi sembra che ci sia sempre un equilibrio e che non sia affatto un romanzo a tesi.

Leggendo da Wikipedia, ho scoperto che Slaughterhouse n.5 è uno dei libri più problematici nelle scuole americane, tanto che si è arrivati a delle sentenze di tribunale per consentirne la circolazione; così ho trovato anche la classifica dell’American Library Association sui libri che hanno avuto più di queste contestazioni così radicali; beh, sono quasi orgoglioso che, per mie scelte durante anni e anni di lettura, conosco e ho apprezzato alcuni (pochi) dei libri di questa lista.

Quindi boh, se dovessi suggerire a qualcuno quale dei due leggere, direi le Sirene di Titano, ma magari sono strano io.

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Pubblicato il 10 febbraio 2010, in recensioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Li ho letti entrambi nel giro dell’ultimo mese, che coincidenza :-)
    Sono tutti e due molto belli, ma Sirene lo è un po’ di più.

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