Fastidi sulle Regionali

Non saprei, ma ho alcuni fastidi diffusi rispetto alle prossime elezioni regionali.

Per intanto e sopratutto, non mi è piaciuto manco un po’ lo sciopero della fame e della sete di Emma Bonino.

Senti Emma, con tutto il rispetto immenso che ho per la tua storia personale: qua si tratta di vincere nel Lazio per fare una grande e vera operazione di legalità e di efficienza, dove il merito e le capacità personali contino più delle consorterie e delle amicizie. Altro che sciopero della fame, per vincere dovresti mangiare per due, sparandoti il Supradyn perchè dovrai parlare, parlare, parlare e camminare, camminare, camminare, non presentandoti invece ai cittadini del Lazio con il volto stanco ed emaciato di chi combatte una battaglia che non è ora la tua battaglia. Io penso che tanti cattolici siano pronti a votarti, perchè tutte le lamentazioni del clericume siano destinate a rimanere tale, ma come candidato devi presentare anche un volto rassicurante, non dare l’idea di una regione in cui la Presidente invece di andare di disinfettante in certe stanze del potere sta presa in una battaglia contro l’ipoglicemia. Hai una statura internazionale, comincia a comportarti da una che ha vinto, che malgrado il PD c’è il rischio che tu vinca. Se vuoi ricordare le battaglie sui diritti civili di trent’anni fa, ricordati che in quelle battaglie tu e i radicali vi siete sporcati le mani con il sangue di quelli che difendevate, non stavate a fare lo sciopero di testimonianza. Accetta e porta su di te la necessità di una mutazione quasi antropologica del partito radicale, che deve diventare un modo per contaminare la sinistra e rigenerarla, non fare il gruppetto dei troppo puliti per andare di ramazza. E ripeto, il Supradyn.

Sulle candidature, ho avuto l’ennesimo prolasso. Ho letto le liste della Bonino, e ho faticato a trovare un candidato votabile, la cui storia mi dicesse qualcosa. No, mi spiace, io non voto un candidato solo perchè ha un blog, nè lo voto solo perchè è omosessuale e quindi, ho già dato con Vladimir Luxuria e non mi fregate più. Vorrei un candidato che facesse della sua storia personale la chiave politica del suo impegno, non uno che passa le giornate a sputare sul PD, poi alla fine a forza di lamentarsi ottiene un posto in lista e da quel momento il PD è tutto un profumo; e non perchè si debba difendere il PD (per quel che me ne importa…) ma perchè ho già visto l’insussistenza di questa “generazione dei gggiovani che hanno il bbblog” quando si tratta di fare politica, e perchè certe battaglie mi sembrano alla fin fine strumentali. Non so, cominciate a fare politica nella circoscrizione, poi al comune, poi alla provincia, poi alla regione, e così mostrate un curriculum su cui votarvi. Se vi piace fare la rivoluzione da tastiera, allora contate sul mio voto su Facebook, non in cabina elettorale.  Sì, mi sento tanto leghista nel senso di invidiare il loro senso di politica sul territorio.

Voterei, se fosse candidata, Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi. Perchè ne ho apprezzato la dignità e il senso civico; di fronte all’omicidio per bastonate del fratello non è andata in televisione a piangere all’ennesimo talk-show, ma s’è in quel tritacarne della macchina della giustizia, chiedendo ai giudici di indagare e di valutare le responsabilità, con una concezione dello Stato e una decenza fiera e coraggiosa di fronte alla quale mi tolgo il cappello. Ditemi che è candidata e che è votabile.

Questa faccenda dell’esclusione della lista del PDL nella provincia di Roma mi pare solo foriera di cattive notizie. Intanto e per di sicuro, l’idea che una competizione elettorale sia decisa dai giudici mi pare folle, non capisco l’entusiasmo di chi gioisce per l’esclusione di un partito che è comunque un partito di massa e certo non antidemocratico; non mi piace poi perchè la non elezione della Polverini (che discenderebbe da questa esclusione in modo quasi automatico) sarebbe ben gradita da Berlusconi, visto che si tratta della candidata di Fini; non mi piace infine perchè Berlusconi non aspetta altro per lanciare la sua campagna elettorale contro (già me lo vedo) i ladri di voti. Berlusconi non sa governare, dopo 15 anni ce lo possiamo pure dire senza che si tratti di un giudizio di parte; ma gode come un matto ad andare contro un ostacolo e buttarlo giù, inoltre almeno questo gli riesce benissimo, così una siffatta esclusione sarebbe quello che gli serve per portare a votare pure i morti.

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Pubblicato il 28 febbraio 2010, in Fatti nostri con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. posso capire quanto dici della Polverini e di Berlusconi, ma quello che scrivi della “generazione dei gggiovani che hanno il bbblog” dimostra – mi spiace dirtelo – che non hai capito niente…
    sappiamo a chi fai riferimento, potevi anche fare nomi e cognomi, ma se invece avessi provato a conoscere meglio questi blogger invece di scrivere cosi dall’alto del tuo piedistallo, non era meglio?

    • Beh, ho letto quel blog quanto mi è bastato per dire che, se devo votare chi lo scrive per quello che scrive, allora non lo voto; non credo che avere un blog sia sufficiente a farsi votare, non è una garanzia antropologica di qualità.

      Poi, non scrivo nomi come non li ho mai scritti quando devo parlare in dissenso di qualcuno che come me ha un blog, perchè non mi interessa farlo e credo sia solo il modo di battibeccare (che, diciamolo, porta anche un sacco di visite e ti fa scalare le classifiche, ma a me non interessa particolarmente): stai pur certo che se mi fosse chiesto dal vivo un voto direi di no, non ho certo problemi di ipocrisia.

  2. La democrazia è fatta di regole, le liste andavano presentate entro le ore 12 di ieri, mi sembra strano che i responsabili del maggior partito della provincia di Roma lo ignorassero.
    Dalle parole della Polverini emerge tutto il disprezzo per ogni tipo di regola: “La burocrazia non uccida la democrazia”
    Se le regole vengono declassate a burocrazia, la democrazia cessa semplicemente di esistere, dato che anche una falsa attestazione di residenza all’estero (tanto per dire…) potrebbe essere un semplice “cavillo burocratico”. Oppure un qualsiasi elettore potrebbe presentarsi ai seggi un’ora prima dell’apertura o due ore dopo la chiusura pretendendo di votare affinché la “burocrazia non uccida la democrazia”. Pura follia.

    • Le regole in democrazia però esistono per una ratio, che è garantire tutti; tralasciando la dietrologia (per cui il PDL non ha presentato liste per far perdere la Polverini, ovvero Fini e Casini, cioè Berlusconi ora si sta pisciando sotto dalle risate) che secondo me lascia il tempo che trova, penso che sia il caso di trovare il modo di salvare il diritto di espressione di una fetta consistente della popolazione di Roma e provincia.

  3. hummm, io non so a chi tu ti riferisca come “gggiovani che hanno il bbblog”, però so benissimo a cosa ti riferisci… qui (cioè: lì) credono di aver capito che “Obbama” ha vinto le elezioni perché andava su facebook e aveva un blog, non perché li usava per organizzare una macchina capillare di militanti, volontari o prezzolati, che coprivano l’intero territorio nazionale (pure le zone in cui era sicuro di vincere, pure quelle in cui non c’erano speranze che vincesse)…

  4. Anche io non credo assolutamente che il fatto di avere un blog, di esprimere le proprie idee (??) politiche e i propri intendimenti programmatici attraverso la rete faccia di per sè migliore un politico o più affidabile “perchè vicino a noi”, “perchè ci parla direttamente e ci ascolta, ci dà la possibilità di interagire con lui”. Non è certo lo strumento che si usa per fare propaganda alla proprie idee (???), ma il contenuto di quello che diciamo usando un certo strumento che fa buono un politico. Lo strumento può dare al più l’illusione di essere più vicino all’utente, ma quanto questa illusione sia fallace, la politica, italiana e mondiale, è lì a dimostrarcelo.

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