Non ci provate

Alla fin fine penso sempre che l’Italia sia un paese fortunato; al tempo della vicenda Englaro, il decreto stupro del governo non riuscì nel suo intento, perchè quella ragazza smise di respirare, giusto in tempo. Oggi, con il decreto salva liste, ben è capitato un giudice che si è limitato ad applicare la legge, dicendo al governo che una norma regionale può essere modificata solo da una legge regionale, e che comunque quella legge così come è non può sanare niente. Potrei tornare indietro con altri esempi, al volo mi viene in mente la legge sulle rogatorie che era scritta male e non sortì l’effetto sperato di salvare Previti, ma il senso credo sia chiaro.

Però, io non credo che questo Paese possa sempre giocare con il fuoco, sempre sperare che pur ci sia un giudice a Roma, che la natura faccia comunque il suo corso, o che la Svizzera non si pieghi ad una norma cervellotica, perchè questo non risolve i miei problemi con un governo che è il governo dei prepotenti e dei furbi, di chi si sente un titano più bravo di Napoleone ma poi è un nichilista che si distrugge andando a puttane e vede con terrore il suo tramonto.

Io sono a dir poco stufo di essere stuprato da questa maggioranza che usa il mio diritto di libertà per farci quello che vuole, e detesto quegli editorialisti che in una vicenda così nauseabonda come quella del decreto salva PDL dicono che in fondo è pure colpa del PD (che, in effetti, non si è ritirato dalla competizione per spirito sportivo, come evidentemente doveva fare). Sono stufo della parzialità con cui si raccontano queste vicende, come dimenticando del regolamento sulla parità di condizioni che si è trasformato nella chiusura di qualsiasi programma di informazione che non sia di diretta proprietà di una parte politica, che quelli della Rai evidentemente erano controllati ma non a sufficienza.

Sono agghiacciato da un ministro della Difesa che con gli occhi di fuori, del tutto senza controllo di sè, aggredisce un giornalista scomodo, così come lo sono quando il Presidente del Consiglio ad una giornalista russa che ha fatto una domanda scomoda mima il gesto del mitra.

Per cui credo proprio che Sabato prossimo me ne andrò alla manifestazione a Roma in difesa della Costituzione, con un semplice slogan in testa: non ci provate.

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Pubblicato il 10 marzo 2010, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Anche io, vedendo il ministro della nostra Repubblica aggredire il giornalista, ho avuto la stessa associazione con l’immagine di Berlusconi che mitragliava la giornalista russa. E ho sempre pensato anche io che in Italia si vive di schianti mortali evitati per semplici colpi di culo, che ci salvano sempre dal baratro che però è sempre lì. E’ una sensazione che logora.

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