La manifestazione a favore delle regole

L’ultima volta che ho partecipato ad un corteo politico è stato nel, addirittura, 1994, quando andai in piazza con i sindacati a protestare contro la finanziaria di Berlusconi. Già, nel 1994 c’era già Berlusconi, e già c’era l’adunanza contro il governo fascista ecc… ecc… Non sono sicuro, con il senno di poi, che quella manifestazione sia stata una cosa indovinata, visto che la cosa più criticata dai sindacati dell’epoca era il taglio del 3% della pensione per ogni anno in cui si andava in pensione prima dei 65 anni per gli uomini e 60 per le donne (se andavi in pensione a 60 anni perdevi il 3×5=15 per cento). Non ne sono sicuro perchè poi la riforma che comunque venne fatta, la riforma Dini, ha assestato un robusto calcio il culo a tutti i giovani lavoratori (me compreso, quindi) ed andremo in pensione con una cosa micragnosa.

Comunque, non è questo il tema, era solo per dire che questa volta dovevo sentire una ingiustizia forte compiuta dal governo, ovvero il decreto salva liste, per convincermi a scendere in piazza. Ma quanto è stato detto nella manifestazione non mi ha molto soddisfatto.

Siamo arrivati alle 15, quando aveva già parlato Emma Bonino, ed è stato quindi il turno di Nichi Vendola. Vendola è in effetti l’anti-Berlusconi, perchè la sua capacità di mobilitare la folla con delle suggestioni emotive, con immagini più che con fatti, non ha eguali. Anche nel suo rivendicare con orgoglio di aver ricevuto un avviso di garanzia per aver suggerito la nomina di un (valente) primario al posto del raccomandato di turno, rivela un’indole nei fatti berlusconiana, quando contrappone la legalità alla legittimità; ma di questo non s’è parlato in questa manifestazione, volevo chiarire che comunque il tema della legalità a sinistra viene digerito a spizzichi e bocconi (e se ci sono dei dubbi al riguardo, si pensi alla candidatura di Errani come governatore dell’Emilia Romagna, in contrasto con la legge).

Dopo Vendola ha parlato una giovane supplente precaria del Sud, certo il tema del suo intervento era tutto sulla scuola, ma non è certo da chiedere ad una lavoratrice disoccupata di parlar d’altro: ed anzi ha parlato molto meglio lei che non Di Pietro, che è stato uno spettacolo imbarazzante.

Tutto il tono dell’intervento è stato: noi dell’Italia dei Valori siamo buoni e bravi, e gli altri partiti non ci vogliono bene, e se la prendono con noi, un tono tra il lagnoso e il pietoso che manco ad una riunione di condominio per le infiltrazioni d’acqua della signora Luisa. Ci ha comunque rassicurato che lui non farà polemiche con Napolitano (senza mai citarlo per nome) perchè altrimenti i media in mano al nemico lo strumentalizzano.

Fenomeno interessante, una non piccola parte della piazza l’ha trovato insopportabile, ridendo dei suoi strafalcioni grammaticali e dell’insussistenza delle sue argomentazioni. Dopo è stato il turno di Bersani, che ha fatto un discorso molto liscio e lineare, e quindi molto sbagliato. La gente che era in piazza era per sancire il primato delle regole in democrazia, non per fare l’adunata tutti insieme contro Berlusconi, che poi intanto vinciamo (anche in Emilia Romagna) poi si vedrà. Non me ne importa niente che il decreto salva-liste abbia fallito nel suo scopo, quello che conta è che c’è stato, che è l’ennesima legge porcata, e che Bersani doveva prendere un impegno fortissimo a buttarlo giù con tutti i mezzi, non parlare genericamente di quanto è importante la scuola e il lavoro e la sanità e la ricerca, lo sappiamo ma non siamo venuti in piazza per quello: l’opposizione non ha avuto il coraggio di pensare che potesse parlare a tutto il Paese del tema delle regole, tanto che Ferrero (ha parlato pure lui ma me ne ero scordato) ha detto che bisogna fare la grande alleanza contro Berlusconi.

NO. La grande alleanza NO. Abbiamo già dato, con il povero Prodi che passava la giornata a mediare tra Bertinotti e Mastella. Dobbiamo fare una alleanza tra gente che ci crede, disposta a mettere molto da parte il proprio orgoglio personale ed interesse di partito, per offrire una piattaforma politica credibile e seria, che non solo ripari i guasti ma progetti una società nuova. Il programma politico non può essere l’abolizione delle leggi ad personam, perchè questo è un dettaglio che si fa il primo giorno di governo, poi ne rimangono 1800 in cui bisogna decidere cosa fare. Ci vuole un’idea diversa di Italia, che possa essere un messaggio anche per quella parte del paese che vota PDL ma si fa vieppiù sconcertata, non può essere che 16 anni dopo il 1994 stiamo a pensare a fare e rifare l’alleanza dei Progressisti.

Nota positiva: c’erano un po’, ma non tante, facce giovani in piazza del Popolo, che era gremita. Ad occhio direi che c’erano sulle 50-70 mila persone, certo non un gran successo, e che sarebbe invece stato tale se si fosse battuto su un tema forte e semplice come quello della legalità, invece di metterci dentro di tutto, ma come ho già detto: mai sottovalutare il PD.

(La giornata era soleggiata, le foto fatte con il cellulare sono venute un po’ scure).

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Pubblicato il 14 marzo 2010, in Fatti nostri con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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