Mocciolo

Dei nuovi colleghi di lavoro, vorrei oggi parlare di Mocciolo.

Il soprannome gli deriva dall’avere, in forma ormai stabile, che faccia caldo o faccia freddo, piova o ci sia il sole, una certa occlusione delle vie respiratorie superiori, che egli risolve con convinzione tirando bene su con il naso ed assorbendo tutto quel bendidio, preziosi elementi nutritivi che lo fortificano: similia similibus curantur, quindi cosa c’è di meglio che un bel trattamento h24 di mocciolo per farsi passare il raffreddore?

Mocciolo non solo ricorre a questo trattamento, ma ha ben capito come la temperatura corporea sia un fattore critico, per cui va sempre in giro con dei maglioncini aderenti, tessuti morbidi e leggeri come un plaid, sudando costantemente: ha sempre quell’aria umidiccia e costipata. Non vorrei essere calunnioso, per cui dirò solo che non sono sicuro che sia il responsabile della puzza che costantemente sentiamo nell’open-space, potrebbe anche essere opera di qualcun altro: seppure, tal puzza si riduca notevolmente quando cambia il maglione-plaid, e poi riprenda  a crescere finchè la moglie non gli presenta la lavatrice.

Sì, Mocciolo è sposato, ed anzi ha anche un figlio, a riprova di quanto l’universo sia caotico, imprevedibile e votato verso l’autodistruzione. Mocciolo inoltre parla con un tono di voce simile a quello dell’orso Yogi, per cui sono stato indeciso su quale soprannome affibbiargli, ma ho scelto la versione mucolitica perchè le sue profonde aspirazioni le sentiamo anche quando non parla, e mi stanno spingendo a comprarmi un paio di cuffie per non partecipare a quel gesto imperioso e voluttuoso, che a volte mi pare seguito da un ingoio pieno di segreta gioia.

Mocciolo è un berlusconiano. Oh, mica un berlusconiano furente, mica un attivista, no no no, è molto peggio, è un berlusconiano silenzioso e compassionevole. E’ compassionevole per tutti quelli che non votano Berlusconi, perchè non sono stati toccati dalla Luce, perchè non hanno la Fede nel Caro Leader (lui parla con le maiuscole quando parla di Lui, anzi manco tira su con il naso, in segno di rispetto) e quindi nemmeno prova a convincere nessuno, perchè la Fede se non si ha non si può avere. Così, con il suo tono da orso Yogi, attua una linea di difesa ingenua ed inoffensiva, per cui qualsiasi cosa gli venga detta reagisce citando tutte le Bibbie del Pensiero del Caro Leader, in cui risulta in modo incontroverso che Egli ha Ragione e gli altri no. Chi si è avventurato in una discussione con lui sull’infame decreto salva-liste (non io, trovo del tutto fuori luogo trasformare un open-space in un arena politica; peraltro entrambe le opinioni erano lo strame di quanto si sente e si legge ovunque, quindi nemmeno il merito dell’originalità, con il piddino che gli diceva che Corriere e Stampa sono due giornali non legati a nessun gruppo imprenditoriale, roba da compulsare il proprio passaporto per essere sicuri che sia ancora valido), dicevo chi si è avventurato ha sperimentato argomentazioni per cui il decreto è giusto perchè è icasticamente giusto, perchè così deve essere. Non esiste differenza tra legalità e legittimità quando tutto si fonde nel Caro Leader.

Tutto questo, appunto, con il tono di voce dell’orso Yogi ed intervallato, quando parlava la controparte, da robusti riassorbimenti del muco, giusto per prendere le energie per la prossima replica.

Era agghiacciante sentirlo parlare, perchè sentivi una persona ormai del tutto sganciata da qualsiasi contatto con la realtà, che poteva dire le cose più folli ed assurde, tipo che i radicali hanno picchiato i rappresentanti del PDL all’atto della presentazione delle liste, oppure che la Bonino eletta presidente darà vita ad un regime, con la stessa tranquillità con cui potrebbe dire che l’Italia è una penisola, derubricando qualsiasi pensiero ad essere o quello del Leader, quindi Giusto, oppure una cosa falsa in sè.

Certo, Mocciolo non è un razzista o un antisemita, perchè gli hanno insegnato che essere razzisti è male. Non per una sua elaborazione, solo perchè così si usa tra persone perbene. Mocciolo è uno che nella Germania degli anni ’30 sarebbe stato uno dei volenterosi carnefici di Hitler, perchè così si usa tra persone perbene, ed è la realtà che deve adeguarsi al pensiero del Caro Leader, togliendo di mezzo quello che c’è di più o di incompatibile.

Così, quando penso all’Italia di Berlusconi, penso che ci sono persone come Mocciolo, ormai del tutto perse ai fatti, e che non ci sia niente da poter recuperare. Persone che quando sentono Berlusconi dire che sconfiggerà il cancro entro tre anni, non riescono a pensare qualcosa di diverso che sì, forse è difficile, ma il Caro Leader ce la può fare, quindi bisogna intanto avere Fiducia nelle Sue Capacità.

Io non sono preoccupato per Mocciolo, alla fine di Berlusconi egli troverà un nuovo leader, da amare come un Caro Padre, non preoccupandosi della realtà: quando è sgradita, basta tirare su con il naso.

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Pubblicato il 21 marzo 2010 su Fatti nostri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 14 commenti.

  1. Un post esilarante e tragico (politicamente).
    A costo di ripetermi, i miei complimenti per la capacità di descrivere il mondo che ti circonda con pochi tratti psicologici essenziali.

  2. Se dovessi mai trovare una soluzione ai problemi di Mocciolo (quelli mucolitici, non gli altri), dammi una dritta. Ho un problema simile anche io. Ma non porto maglioncini eh!

  3. Disgustoso sotto ogni punto di vista.
    Hai ragione: è da questo tipo di consenso, passivo, cieco, acritico, compiaciuto, riposante che trae maggior forza il berlusconismo. E’ quel consenso che non si accorge che a piccoli, a volte infinitesimi, pezzi stiamo mettendo in gioco la libertà. Forse però non metterei queste persone nel novero di coloro che, mutatis mutandis, sarebbero stati tra gli zelanti carnefici di Hitler. Da come lo descrivi lo vedo più tra quei borghesi che abitavano linde villette circondate da ordinati giardini in prossimità dei campi di concentramento che chiudevano la finestra quando sentivano troppo puzza di carne bruciata.

    PS: troppi Paolo affollano questo blog: non mi ci raccapezzo!

  4. Molto vero, ahimè.
    Vorrei però esprimere il mio dissenso sul fatto che l’Italia sia una penisola. (*sorriso*)

    PS mi scuso con VSOD per il mio nome, ma che ci posso fare!

  5. >PS mi scuso con VSOD per il mio nome, ma che ci posso >fare!

    Cambiare nome mi sembrerebbe troppo, ma un appello a tutti i Paolo: Paolo I, Paolo II, Paolo III così al massimo vi si scambia per papi. Leggendo uno dei commenti qui di sopra (scritto da paolo, p minuscola) pensavo che tu avessi avuto un attacco di schizofrenia con sdoppiamento della personalità e che dicessi a te stesso che hai lo stesso problema del tuo collega moccoloso…

    • No, io non parlo da solo, a differenza di Cartman (un altro collega di cui un giorno parlerò, se la domanda è perchè si chiama così è sufficiente vedere una puntata di South Park e se ne trovano tutti gli aspetti più caratteristici).

      Direi che comunque e per l’intanto, siamo tutti daccordo che Paolo è un bellissimo nome :D

      Per la discrimine, la cosa possibile per chi legge è vedere, quando c’è, il link al sito associato al nome.

  6. Paolo che si scusa ha sempre il collegamento al suo blog. :)

  7. (E commenta molto molto raramente…)

    • E’ anche un peccato che Paolo/PeterConiglio scriva così poco sul suo blog, mi ricordo che aveva vinto un dottorato a NYC, sono sicuro che avrebbe moltissimo da dire :)

      • Ma che carino che sei! Sono recentemente tornato sul blog ma solo per una nuova rubrica (l’oroscopo per le settimane già passate).

        • Beh in effetti capisco che se io stessi a fare un dottorato a NYC potrei trovare di meglio da fare che scrivere il blog, però è anche vero che se scrivessi scriverei cose di sicuro interessanti.

          E non sottovalutare la rubrica, è criptica per ora ma può avere grandi potenzialità :)

  8. io sono sempre paolo minuscolo ma senza blog, però possiamo studiare una strategia identificativa differente. purchè non finisca con l’essere paolo VI.

    sorvolerei sui diminutivi, quando avevo 14 anni eravamo in (solo) due paoli, e già si discriminava: il preferito di tutti (che non ero io) era “paoletto”, mentre a me toccava “paolino”. che preferivo, anyway.

    diciamo che passerò a paolofm da ora in poi, sempre che mi ricordi.
    prendetela pure come una minaccia :-)
    (niente radio, iniziali di secondo e terzo nome, belli anche quelli).

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