Ci siamo raccontati un’Italia che non esiste

Una sberla così il centrosinistra non la prendeva da venti anni, da quel 1994 quando si svegliò e vide Berlusconi a Palazzo Chigi.

Ci siamo detti che la crisi era forte e che il governo non aveva fatto nulla, ma il cuore produttivo del Paese si è consegnato a questa maggioranza. Ci siamo detti che all’Aquila la ricostruzione non è nemmeno cominciata mentre la Pezzopane, l’unica che ha sempre contestato la strategia della ricostruzione, è stata mandata a casa. Abbiamo la Lega che in Emilia prende il 14% e insieme al PDL ha circa gli stessi voti del PD. Credevamo che l’astensione non riguardasse gli elettori di centrosinistra.

E’ semplice, non sappiamo chi sia l’Italia e cosa voglia, ce ne siamo raccontati una versione che non esiste e vediamo un Paese che non ci vuole e non ha alcun interesse nelle nostre battaglie.

Annunci

Pubblicato il 30 marzo 2010, in Fatti nostri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. Scusa, quali battaglie?

  2. E’ vero, forse ci siamo raccontati un’Italia che non esiste, ma è vero anche che l’opposizione (quella del centrosinistra) non ha saputo fare nient’altro che rincorrere Berlusconi. Al nord (dove risiedo) il PD non esiste come alternativa credibile, nè in termini di contenuti nè, tanto meno, in termini di classe dirigente. E quando ascolto e vedo Rosy Bindi, D’Alema, e tutta la dirigenza del PD “straparlare”, mi cresce un senso di fastidio e mi chiedo dove vivono.
    L’amarezza più grande resta quella per la Bonino e per la Bresso, donne capaci, coraggiose e concrete. Le uniche, per ora, che hanno ancora il coraggio di dire ciò che pensano.
    Le nostre battaglie? Apparirò arrogante, ma fino a quando resterà gran parte di questa classe dirigente di sinistra, la battaglie per i diritti civili saranno solo un’aspettativa futura.

    Mi

  3. o più semplicemente, molta più gente di quanto pensiamo ha la sua piccola (?) personale parte di illegalità da difendere e proteggere, e per farlo non può che votare da una parte sola.

    in fondo siamo il paese in cui il numero di persone che può permettersi auto di lusso è la metà delle nuove immatricolazioni dello stesso tipo, in un anno.

    perferisco pensare che una parte vota in un certo modo perchè si informa solo attraverso i telegiornali, e l’altra vota nello stesso modo perchè le fa comodo. d’altronde basta fare un giro per roma o per il lazio, e capire che la bonino sarebbe stata un pesce fuor d’acqua.

    • Non sono d’accordo con la tua analisi, perchè non è Berlusconi che ha vinto ma la Lega, il partito meno televisivo e meno da salotto che esista.

  4. il problema è di capire e raccontare, dove lo si fa ancora la sinistra può vincere. Non dico che vince automaticamente, ma può farlo.

    Però non sono d’accordo, di sberle il centrosinistra ne ha prese molte altre e pure peggiori ;-)

    • Io leggo i dati dell’Emilia-Romagna dicendo che la prossima volta, se non cambiano radicalmente modo di fare, vincerà il centro-destra, non sono sicuro che nel PD l’abbiano capito, ed ecco perchè parlo di sberla.

  5. ora che ci penso, ma il claim del PD questa volta non era “in poche parole, un’altra Italia?”

    mi sembra, drammaticamente, azzeccatissimo.

  6. La tua previsione sull’Emilia, la mia regione, mi sembra azzeccatissima. L’anno scorso, alle comunali, Sassuolo, città operaia in cui il PCI dei vecchi tempi raggiungeva percentuali bulgare, ha eletto un sindaco di centro-destra la cui campagna elettorale era stata incentrata tutta sul problema dell’immigrazione.
    Io, però, sono invece sicuro che il PD non ha capito la portata di questa sberla: i comemnti che si sentono dai dirigenti sono agghiaccianti. Continuano a stare chiusi nei loro bunker pensando ad un paese che non esiste da decenni e si incazzano pure se dici che la Lega è molto più vicina alla gente (o almeno, fa percepire alla gente di essere più vicina) che non il PD: alle menti del PD basta andare in giro in pulman per la cmapagna elettorale, andare una volta davanti ad una fabbrica e un giorno a girare tra i banchetti del mercato per sentirsi radicati nel territorio. Se penso a quanto era davvero radicato in mezzo alla gente il PCI mi viene un travaso di bile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: