Parole regionali

Sintesi. La bellezza di 14 anni fa, durante la campagna elettorale per le politiche del 1996, il candidato nel collegio per la Camera fu un esponente di medio rilievo del PDS, che sarebbe poi diventato sottosegretario nel governo Prodi. Una persona sulla cui onestà, almeno all’epoca e per come l’ho conosciuto io, non ho proprio motivi di dubitare. Mi ricordo come ci fu una manifestazione nella pubblica piazza, condotta da un famoso presentatore televisivo, che ben pensò di chiedermi durante la serata se volevo fare una domanda, e con tutto che mi ero raccomandato con lui, dietro le quinte, che non mi coinvolgesse. Non sapendo cosa chiedere, feci la domanda jolly: quale è la cosa più importante che farete se vincerete le elezioni? La risposta del futuro sottosegretario fu disarmante: ci sono tante cose sbagliate fatte da Berlusconi che è difficile dire da dove iniziare.

A me pare che questa risposta sia la migliore spiegazione dei successivi 14 anni di risultati alterni, e di sicuro della mazzata di due giorni fa. Non si può pensare che la gente voti PDS, DS, PD (è rimasta PS come combinazione da provare, facciamo un partito-commissariato) perchè l’altro ha fatto tante cose brutte che tu manco ne sai indicare una, manco sai dire che vuoi pensare alla scuola, alla ricerca, alle buche nelle strade, alle procedure per il rinnovo dei passaporti, insomma ci sono talmente tante cose da fare, talmente tanti danni aveva fatto Berlusconi dopo 7 mesi di governo nel 1996, che nel 2010 dopo più di 7 anni di governo del centrodestra mancano ancora delle idee chiave.

Non è un caso, seguendo questa linea di pensiero, che Brunetta e Castelli siano stati sonoramente bocciati nelle elezioni comunali. Già è difficile spiegarsi la sconfitta di Brunetta, che della bandiera di una (supposta) lotta ai fannulloni aveva fatto la sua ragion d’essere, ma Castelli sconfitto a Lecco richiede una spiegazione che non può essere quella da reality che molti cosiddetti giornali cosiddetti progressisti tirano fuori (cioè invidie e scontri tra maggiorenti e notabili locali). Quello che è mancato a questi due candidati è una sintesi (il programma di Brunetta per Venezia era a dir poco immaginifico) che è riuscita meglio ai loro avversari (l’avversario di Brunetta: Cacciari ha governato bene ma di alcune cose come la sanità non si è occupato). Questa sintesi riuscita a livello locale s’è persa nelle elezioni regionali, e i risultati sono che non si va a votare un non programma, o un programma che esiste in funzione dell’alleanza che si presenta. Certo, chiedere al gruppo dirigente del PD di avere un programma e una sintesi politica significa chiedere un atto contro natura, perchè il PD è nato come una sintesi di due tradizioni politiche che non si sono nè unite nè sintetizzate.

Federalismo. No, sul serio, facciamolo subito ed in fretta, ma in dosi massicce. Credo di dirlo dal 1996, quantomeno come misura anti-berlusconiana di fondo, visto che di Silvio ce ne è uno e le regioni sono venti. Non è possibile andare avanti con uno Stato che porta soldi a pioggia al Sud, dove si permettono di costruire non opere importanti ed utili ma autostrade che crollano dopo sei mesi, finanziare fabbriche che chiudono appena presi i fondi regionali, dipendenti della regione Sicilia che vanno in pensione con mezzo milione di euro l’anno e così via in allegria, con la sanità siciliana che costa, per abitante, più di quella lombarda. Non si tratta di razzismo, ma di rispetto per se stesso, io pagare perchè giù vogliono fare la bella vita non mi va bene. Sono cinquant’anni che continuano ad arrivare soldi al Sud, e cosa ne abbiamo ricavato? Stanno meglio? Stiamo solo ad ingrassare il malaffare.

Poi certo che sì, questo modello economico faceva comodo non solo al Sud, che veniva pagato perchè non si sforzasse di essere produttivo come il Nord, ma anche al Nord, le cui imprese potevano contare su manodopera a basso prezzo e su un mercato per i loro prodotti, quando non proprio come discarica per i rifiuti tossici. Ma questo modello non è un modello di sviluppo, e ora il Nord se ne è reso conto. Io non penso che i siciliani piuttosto che i calabresi siano incapaci, penso che se ne stiano approfittando, oltre il lecito e il possibile. Lo Stato investa più risorse nella lotta alla mafia, ma evitiamo di finanziare autostrade, che tanto diventano solo ruberie a cielo aperto.

Oppure finanziamo anche le autostrade, ma abolendo tutti gli organismi elettivi da Napoli in giù e nominando dei podestà, perchè mi pare che questa rinascita del Sud non stia avvenendo. Quindi, sì e proprio assolutamente, federalismo in dosi massicce, perchè Bossi ha ragione quando dice che la gente vuole il federalismo perchè così come è messo lo stato non riesce più ad andare avanti.

Figli e figlie. Il figlio di Bossi s’è candidato alle elezioni regionali e ha preso 13mila voti di preferenza. Ok, con cotanto cognome. Ma sempre meglio lui che la figlia di Veltroni, che dal suo appartamento a Manhattan (l’appartamento a Manhattan di Veltroni è come la barca di D’Alema nell’immaginario autentico del popolo di sinistra) scrive su Facebook che qualcuno dovrebbe proprio dimettersi. Oh, risparmiamoci la fatica di pensare, anche solo per un attimo, che dietro quella frase non ci sia il padre (che da bravo buonista dirà che la figlia ha fatto tutto da solo). Vediamo invece la puzza sotto il naso e la presunzione tutta radical-chic di chi manco si presenta al vaglio del popolo sovrano e già sputa sentenze. Ecco, il figlio di Bossi sta in un partito più popolare della figlia di Veltroni e rispetta la democrazia in modo più sostanziale.

Pubblicato il 31 marzo 2010, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Sull’opportuntà di un ordinamento federale per l’Italia sono d’accordo con te (e non da ora: ho sempre pensato che questa fosse l’unica proposta decente della Lega)
    Non penso però che il federalismo verrà mai attuato, almeno dai partiti attuali. Perché sono ancora una volta così pessimista? Perché, come tu sai bene, la politica si fa con i numeri e tutti i partiti hanno bisogno dell’enorme bacino elettorale del Sud per sperare di vincere le elezioni. I vantaggi che il federalismo porterebbe e che tu indichi chiaramente nel tuo post sono anche gli stessi motivi per cui questo sistema non godrebbe di molti consensi nel Meridione. Quale partito (eccetto la Lega)secondo te se la sentirebbe di rischiare ad intraprendere questo percorso?

    • Se uno se la volesse giocare in senso politico per la politica dell’oggi, potrebbe osservare che la Lega non è stata a favore dell’abolizione delle provincie, anzi, per cui la riforma federale è molta più fuffa di quello che sembra. Ma poichè quella riforma ha un senso, allora bisogna cercare di farla passare nel modo migliore possibile, cercando di incunearsi nelle divisioni del centrodestra. Non credo che il PD capisca cosa significhi :)

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