Divisioni

L’ultimo fine settimana è stato molto piacevole, pieno di occasioni conviviali e quant’altro, certamente utile a non chiudermi in me stesso.

Però, come mio solito, dovevo rielaborarmi una punizione per questo primo tentativo di metterlo da parte e guardare oltre (o quantomeno, far emergere un conflitto latente ma molto profondo) quindi mi sono preso una buona rinofaringite, che il dottore oggi ha diagnosticato come non trascurabile; fortuna che mi ha visto oggi, quando la gola non mi fa più male, perchè ieri credo si sarebbe preoccupato. Comunque, cura di antibiotici (cosa anche insolita per lui che non li dà spesso, e a me l’ultima volta che li ha prescritti saranno stati almeno 5 anni fa) e tanto riposo a casa, così posso riflettere un po’ (aggiungo io).

La cosa più strana (forse non brutta, però strana) è essere combattuto tra il desiderio di chiamarlo (anche solo per fare la vittima, cercare un po’ di comprensione, sentire come sta) e il sapere benissimo che questa cosa non avrebbe proprio nessun senso, e che se le nostre vite si devono separare, devono cominciare a separarsi. L’ultima volta che abbiamo fatto l’amore, e forse era solo sesso e lo chiamo amore per comodità, ho proprio pensato che avevamo cominciato a costruire un muro tra di noi, anzi più che pensare lo vedevo proprio, solo che non avevo più la voglia di dirglielo, avevo esaurito tutte le parole (e appunto ora ho un brutto mal di gola).

C’è una notizia positiva, eh, per la prima volta da qualche settimana ho un dolore (un po’ di cervicale da influenza) che riguarda non il lato sinistro ma quello destro del corpo (qui ci accontentiamo di piccoli risultati).

Annunci

Pubblicato il 15 aprile 2010 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Se cogli l’occasione di distrarti guardando da un’altra parte mentre fai scorrere lungo la mano una fiaccola accesa, ti scotterai per benino al punto da non poter più digitare sulla tastiera: così te sarai contento perché avrai da lamentarti, noi saremo contenti perché non avremo le tue lagne da leggere.
    In alternativa, come si dice qui: datti una patta! (o posso mettermi in fila per dartela di soppiatto io?) ;-P

    • Non so cosa voglia dire dare una patta, comunque e di sicuro se mi dai una botta casco per terra, quindi sii (con due i, mica stiamo a badare a spese) buono :)
      L’opzione Muzio Scevola non la considero proprio :P

  2. Ciao.
    Avrei una curiosità di metodo.
    Anche io ho un blog e molto spesso sono tentato di scrivere post come quello che sto commentando.

    Da un lato, mi andrebbe molto di scrivere i “cazzi miei”, dall’altro però mi dico: “Sono cazzi miei, alcuni dei miei lettori li conosco personalmente, nonostante lo pseudonimo e l’anonimato, e non a tutti mi va di raccontare certe cose” e quindi soprassiedo.

    C’è pure un altro aspetto.
    Un post come questo presuppone, a mio avviso, la non conoscenza da parte dell’interessato dell’esistenza del blog stesso o, quantomeno, la sicurezza che questo non sia letto da lui. Se così non fosse sarebbe un modo un po’ strano di dirsi le cose all’interno di una relazione, ma d’altro canto troverei ugualmente strano avere una relazione con una persona che non è a conoscenza (o a cui non interessa) di qualcosa a cui io dedico una parte significativa del mio tempo.

    Mi sembra una bella aporia.

    A

    PS: ovviamente non sto entrando nel merito delle tue questioni personali, né del cosa devi o non devi scrivere nel blog… Penso sia chiaro da quello che ho scritto, ma è meglio ribadirlo apertis verbis

    • Cosa scrivere nel blog: credo che ogni autore abbia un suo stile e un suo confine personale, che cambiano anche rispetto a chi sono i suoi lettori e a come interagisce con essi nella vita reale.

      Posso dirti che questo specifico post è stato molto meditato, indeciso sullo scriverlo o meno, e con molte false partenze. Ho sentito che fosse comunque il caso di scriverlo.

      No, la persona in oggetto del post non conosce il mio blog, sa solo che ce l’ho, e a specifica richiesta di quale fosse gli dissi che non era il momento di comunicarglielo, quindi il blog non è un modo di parlare in una relazione: quello che ci siamo detti è stato più intenso, bello, penoso e personale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: