Il dibattito inglese

Qualche giorno fa ho visto il secondo dibattito televisivo tra i leader dei tre partiti per le imminenti elezioni inglesi. E’ stato un atto di necessità per preservare la mia salute psichica, l’idea di vedere Annozero e sentire parlare delle convulsioni interne alla maggioranza era una cattiveria che non volevo infliggermi (nel delirio della cosiddetta opposizione, sia tra i dirigenti politici che comuni cittadini, pare che faccia molto elegante l’ermeneutica di Fini, comprensiva di sfoggio di conoscenza della sua autobiografia: no grazie).

Non dirò che ho visto un bel dibattito, pieno di contenuti, di sostanza e di fatti, non come quelli italiani, perchè così non mi è parso. Forse dipenderà dal fatto che non conoscendo il sistema sociale inglese non sono in grado di contestualizzare le cose dette, però di numeri ne ho sentiti pochi: così tu vuoi tagliare le agevolazioni agli anziani per il riscaldamento, non è vero, anzi io le voglio aumentare: di come e quanto non hanno parlato, per cui spesso sembrava una gara a chi fa più contenta la maestra con la poesia imparata a memoria: a volte la domanda del pubblico era su un argomento poco studiato e quindi l’eloquio si faceva meno fluente.

Gordon Brown mi è sembrato quello più capace dei tre, nonostante i suoi difetti personali, primo tra tutti l’avere un’idea per cui la politica è tutto, e così anche il gusto per la polemica. Certo che è appannato, ma la sensazione che ho avuto è che da una domanda del pubblico ne ricavasse il senso politico e a questo rispondesse. David Cameron sarà sicuramente bravissimo, ma non me ne sono accorto, non ricordo niente di memorabile che abbia detto. Nick Glegg, behè Nick è bello, ecco questo credo sia quanto gli si possa dire. E’ sicuro che qui conta il fatto che per un italiano non è una notizia sentir dire che l’Europa è importante e bisogna starci dentro, mentre immagino che la cosa susciti altre sensazioni tra il pubblico inglese, però ha ripetuto dieci volte nella serata che gli altri due sono i due vecchi partiti, e la retorica del nuovo l’abbiamo già vissuta.

Sono invece rimasto deliziato dal tono utilizzato nel dibattito, per cui non si diceva “Nick hai torto” bensì “Nick la tua idea è sbagliata”, “Il tuo partito ha una posizione non condivisibile” e così sempre mettendo un filtro tra la persona e il ruolo che aveva. Vedi che ho fatto bene a non vedere Annozero?

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Pubblicato il 25 aprile 2010, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. A me è piaciuto di più il primo dibattito, quello della settimana precedente. era tutto più “fresco”, in questo secondo c’era più tensione, dovuta credo al fatto che Clegg, che dovrebbe essere l’outsider, lo aveva amabilmente messo in quel posto sia a Brown che a Cameron nel primo round.

    Ad ogni modo, anni luce da casa nostra. Se poi aggiungi che ero partito per Londra un giovedì per fermarmi quattro notti, e mi sono beccato tutto il casino del volcano, arrivando a restare altre cinque notti in più, puoi capire come mi possa sentire, a rientrare in Italia dopo dieci giorni di United Kingdom. Ti ho persino pensato!

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