Dall’altra parte dell’oceano, qualcuno ci ama

(Scena: Ministero del Tesoro degli Stati Uniti d’America, ore 00:00. Il segretario al Tesoro legge gli ultimi dispacci di agenzia. L’espressione è angosciata. Prende il telefono (rosso, in questi casi è sempre rosso) e dice “Chiamatemi il Presidente”.)

(Scena: Casa Bianca, ore 00:15. Il segretario al Tesoro con una cartellina sotto braccio, lo sguardo teso, il passo svelto, attraversa i corridoi. Si ferma all’ingresso dello Studio Ovale)

Segretario al Tesoro: “Devo vedere il Presidente. E’ una questione di sicurezza nazionale”

(il segretario entra nello Studio Ovale. Il Presidente, contrariato per essere stato buttato giù dal letto a quell’ora, lo squadra severo)

Segretario: “Signor Presidente, mi spiace di averla svegliata, ma le cose stanno andando male”
Presidente: “A cosa si riferisce? All’Iran? All’Iraq? Al Pakistan? Ad Al Qaeda? Corea del Nord? Cina? Filippine?”
Segretario: “Signor Presidente, mi riferisco all’Europa”
Presidente: “Cosa è successo in Europa?”
Segretario: “Sta per crollare. Ecco i dati: è in corso un attacco selvaggio all’euro, i mercati sbandano, i governi sono bloccati, non si rendono conto del baratro”
Presidente: “Cazzo”
Segretario: “Le stesse parole che usò John Fitzgerald Kennedy quando vide tirare su il Muro di Berlino.”
Presidente (parlando nell’interfono): “Chiamatemi subito il segretario di Stato”

(Scena: Casa Bianca, ore 00:25. Studio Ovale)

Segretario di Stato: “Le conseguenze del crollo dell’euro sarebbero oltremodo catastrofiche. L’Europa si avviterebbe in una crisi economica estrema, e alla fine collasserebbe”
Segretario al Tesoro: “La caduta dell’economia europea impatterebbe anche sulla nostra; potremmo addirittura venirne trascinati”
Vice Presidente: “Potrebbe essere la crisi più grave della sua presidenza”
Presidente (dopo attimi di silenzio): “Dobbiamo intervenire. Chi chiamiamo?”
Segretario di Stato: “Beh ci sarebbe il presidente della commissione europea, coso, lì, Barroso”
Presidente: “Non conta niente, viene da un paese come il Portogallo che sta con le pezze al culo, ho bisogno di qualcuno che abbia il potere di decidere”
Segretario al Tesoro: “Il presidente della Banca Centrale Europea, aspetta, si chiama…ce l’ho sulla punta della lingua…Trichet!”
Presidente: “Uno che si fa mettere sotto tutela dal Fondo Monetario Internazionale? Non credo sia significativo”
Segretario di Stato: “C’è l’Alto Rappresentante per la Politica Estera, quella lì, quella brutta come la fame, che si occupava di pesca, la Ashton”
Presidente: “Non capisce un cazzo di politica estera, da quando è stata eletta non s’è vista o sentita, e poi è inglese e gli inglesi ora non hanno un governo”
Segretario di Stato: “Ci sarebbe…ecco…ci sarebbe…”
Presidente:” Chi? Parla!”
Segretario di Stato: “Il Presidente del Consiglio Europeo, van Rompuy”
Segretario al Tesoro e Presidente (all’unisono): “Chiiii???”
Segretario di Stato: “Sì un belga, uno simpatico”
Segretario al Tesoro: “E il suo ruolo quale sarebbe?”
Segretario di Stato: “Beh, una volta il suo posto era assegnato a rotazione, ora no”
Presidente: “Ok, ma il posto a che serve?”
Segretario di Stato: “A non essere assegnato a rotazione. Comunque questo van Rumpuy…”
Segretario al Tesoro: “Non era rompoy?”
Segretario di Stato: “E che ne so? C’ho parlato una volta ad una cena, un tipo simpatico. Mi pare gli piacessero i surrealisti”
Presidente: “Quindi questo sarebbe il meglio che abbiamo? Roba che manco Google riesce a fare l’autocompletamento del nome”
Segretario di Stato: “In Europa quello c’è. Ora che ci penso, credo che gli piacciano molto i pittori impressionisti, non i surrealisti”
Segretario al Tesoro: “Non c’è nessun altro leader da chiamare?”
Segretario di Stato (borbottando): “Ma forse erano i pittori fiamminghi…mica mi ricordo”
Presidente: “Leader? L’Europa non ha leader. Gli inglesi sono senza governo, Zapatero è l’ombra di ste stesso, Sarkozy ha preso una botta alle elezioni regionali che ormai parla da solo, Berlusconi…beh lo sapete meglio di me…”
Vice Presidente: “Signor Presidente, dobbiamo pure fare qualcosa”
Presidente: “Non ci rimane che un’opzione. E sapete a cosa mi riferisco”
Segretario di Stato: “Signor Presidente, si rende conto che una cosa del genere sarebbe una esplicita ammissione che gli Stati Uniti non credono all’Europa? Come crede che reagiranno gli europei?”
Presidente: “Reagire? Sono talmente intontiti che nemmeno credo se ne renderanno conto, anzi alla fine ci ringrazieranno. E comunque, tra fare questo ed invadere nuovamente l’Europa, perchè tanto se non ci mettiamo mani la fine è quella…”
(attimi di silenzio nello Studio Ovale)
Presidente: “Passatemi il telefono”

(Scena: Berlino, Cancelleria Federale. Suona il telefono)

Funzionario: “Signora Cancelliere, c’è in linea il Presidente degli Stati Uniti per lei. Dice che è urgente”
Cancelliera: “Pronto? Ciao…Come stai? I bambini? E la macchia di petrolio? Sì guarda il petrolio è un guaio, quando ti macchia un vestito… come dici? L’Euro? … Embè? … Stai calmo e non ti agitare che non capisco niente… ricomincia da capo… ok la speculazione… ok l’Europa… sì vabbè von Rumpuzzupuy, ma chi lo conosce… no non ti arrabbiare, non è che ce l’ho messo io, me l’hanno suggerito… sì vabbè Schroeder, quello fa il consigliere di amministrazione per una società russa, sta dietro a queste cazzate, Gordon Brown ci voleva mettere Tony Blair che gli ha fatto una scenata… boh che ne so, pare gli piacciano i quadri di Pollock… ok non ti arrabbiare, era per parlarti del personaggio… che è successo? … sicuro? … tu dici? … beh certo se fosse così… certo visto da quest’ottica… sì che ci ricordiamo l’ultima volta che voi americani siete intervenuti in Europa… sì è il caso di evitare… ok come potremmo fare secondo te? … ah, ah… ah… beh detto così suona bene… mi pare fattibile… avete già controllato voi? … mi fido eh? … ok ci penso io… sì stai tranquillo… stai tranquillo… sì non ti preoccupare… salutami tua moglie… un bacio”

(Scena: riunione straordinaria dei capi di Stato e di Governo dell’Unione Monetaria Europea. Grandi sorrisi e pacche sulle spalle, flash dei fotografi)

Berlusconi: “Sono felice per come l’Europa ha reagito”
Sarkozy: “Una grande prova di compattezza”
Zapatero: “Sconfiggeremo tutti gli speculatori”
Merkel: “Un piano che gode del pieno sostegno del governo tedesco che l’ha anzi proposto per primo”

(Scena: Studio Ovale della Casa Bianca)
Vice Presidente: “Guarda i gonzi, credono di aver deciso qualcosa”
Presidente: “L’importante è che abbiamo evitato che nascesse un nuovo Muro di Berlino”
Vice Presidente: “Al prezzo di dire in pubblico che l’Europa non esiste, e qualsiasi suo coordinatore conta meno del più grande paese”
Presidente: “Se lo facessero a noi, se qualcuno chiamasse il governatore della California scavalcandomi, gli lancerei contro i marines”
Vice Presidente: “Noi non siamo come loro”
Presidente: “Per fortuna”

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Pubblicato il 8 maggio 2010, in Fatti nostri con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Aha sei in gran forma :-)

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