A proposito di OGM

Ah, quanto sono begli gli OGM: fanno bene, mettono di buon’umore, non s’attaccano al lavoro del tuo dentista, eradicheranno la povertà dal Terzo Mondo; insomma di fronte a tutto questo, come ci si può lamentare se ci sono delle industrie multinazionali che cercano di ricavarci un loro giusto profitto? Bisognerebbe essere degli Oscuri Nemici della Scienza, e noi non lo siamo. Però non siamo nemmeno fessi.

Qualche tempo fa, scrissi un post sugli OGM sterili, ovvero sul fatto che i contadini indiani a cui viene venduto il riso modificato geneticamente sono diventati più poveri di quanto fossero prima: sia perchè la monocultura, quando viene praticata, rende più povero il contadino (che una volta poteva perlomeno mangiare di tutto quello che produceva il suo terreno, ora non è che possa nutrirsi solo di riso piuttosto che di tabacco), sia lo mette in una condizione di dipendenza dal fornitore dell’OGM.

Eggià, perchè le multinazionali che producono OGM non è che pensano di venderti un singolo seme, che poi tu potrai riprodurre ad infinitum, pensano di venderti le sementi ogni anno, e tanto per essere sicuri che tu non possa liberarti dal cappio, inseriscono negli OGM dei meccanismi per cui le piante fanno sì i frutti, ma non si riproducono. Sicuramente, chi studia gli OGM in un’università lo fa per il giusto progresso della scienza, ma tra quello che avviene in un laboratorio e quello che viene commercializzato, come dovrebbe sapere ogni buono scienziato, passa una grande differenza, che si chiama profitto.

Così, dopo quel mio post, ci fu la replica piccata di Dario Bressanini. Nel flusso dei commenti, nessuno che si era impegnato a contestare la basilare affermazione da me fatta, e cioè che gli OGM non possono che essere sterili, per una questione di profitto.

Proprio oggi, tu guarda i casi della vita, è uscito un articolo sul New York Times, in cui si racconta di come stanno andando le cose con gli OGM negli Stati Uniti.

Stanno andando molto male. La Monsanto (un nome che Bressanini, quando sente, sospetto si ecciti quasi fisicamente, è il tempio degli OGM, mica degli Oscuri Nemici della Scienza) ha inventato negli anni ’90 un mais – coperto da brevetto, che tutti gli OGM sono coperti da brevetto: magari lo faranno per divertimento, mica per farti il culo a strisce appena provi ad usarli senza pagare il proprietario – dicevo un mais che resisteva non alle malattie, non agli insetti, ma ad un super-disinfestante, che distruggeva tutte le piante infestanti, il Roundup.

Così, il mais OGM ha preso piede, ma cosa è successo a distanza di due decenni? E’ successo che si sono sviluppate delle super-piante e dei super-parassiti che resistono al Roundup, e che possono essere estirpate solo a mano (se ce la fai, crescono di 7 centimetri al giorno). Inoltre, i coltivatori che hanno impiantato quel mais sono diventati dipendenti non solo dalla Monsanto per quel che riguarda il mais – che devono comprare ogni anno – ma pure per il diserbante. La selezione darwiniana ha fatto quello che era evidente che avrebbe fatto, e la Monsanto si è nel frattempo arricchita. Le condizioni dei suoli, sovraccaricati dal super-diserbante, sono lasciati come esercizio di fantasia al lettore.

Insomma, l’adozione del mais OGM si sta rivelando un disastro, i coltivatori non ci hanno guadagnato molto e ora sono legati mani e piedi ad un fornitore.

Cosa dire a Dario Bressanini e a quelli come lui? Mi è venuta in mente una singola, semplice, efficace parola.

Suca.

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Pubblicato il 10 maggio 2010, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 26 commenti.

  1. che gli OGM non siano sterili…
    che la resistenza agli erbicidi si sia sempre avuta, anche in assenza di OGM…
    sono fatti che ti passano semplicemente sopra, come acqua fresca…
    tipico di chi ragiona solo ed esclusivamente in modo ideologico, senza alcun riferimento alla realtà…
    ma farsene pure vanto è abbastanza stupido, direi…

    • Fai una cosa, invece che dirlo a me, vallo a dire ai contadini americani che ora sono mani e piedi legati alla Monsanto; che possono produrre solo comprando dalla Monsanto, e che alla Monsanto vendono il mais prodotto, per cui da produttori autonomi sono diventati degli esternalizzati.

      Vai a dire loro che in 20 anni la modifica dell’ecosistema che hanno sperimentato è per il meglio e che non si deve ragionare in modo ideologico: cavolo, uno ha riferito dei *fatti* che sono *accaduti* e il commento è: la tua è una analisi ideologica. Ammazza, e una analisi indipendente quale è? Che gli OGM fanno bene perchè lo dice la Monsanto che è buona?

  2. e questa non è pura ideologia?
    nemmeno ti rendi conto di dire semplicemente frasi fatte, di cui in realtà non conosci niente personalmente…
    ripeti il tamtam che reputi corretto per il tuo modo di ragionare, ma non hai nessun dato di cui puoi garantire personalmente la validità…
    non sai nemmeno cosa realmente sia la Monsanto, e quanto conti poco nell’economia concreta… ne fai solo un mostro di cui non conosci le dimensioni…
    però vai alla COOP, che “sei tu”, e non sai che è grossa molte volte la Monsanto, e ti condiziona e ti lega molto più di lei…
    ma tu però sai tutto e sei sicuro di tutto…
    come tutti gli ignoranti…
    e, scusami, ma questo te lo sei tirato proprio addosso, perchè hai detto un mucchio di scemenze che non hanno alcun rapporto con la realtà…

    • Sì sì, certo certo, il problema degli OGM sono la Coop. Pure la pizzeria “Da er patata” ha un ruolo un tutto questo, altro che la Monsanto.

      Quanto vi ha fatto rodere il culo l’articolo del New York Times…ma quanto…

  3. sei veramente più stupido di quanto credevo…

  4. Creare piante resistenti agli erbicidi, per poterne usare di più, dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità, altro che ideologia. E la stragrande maggioranza della superficie coltivata a OGM nel mondo, ospita colture di questo genere. Il resto è fumo negli occhi per quelli che si commuovono quando parlano del Golden Rice, il supermangime per i poveri.

    • anche tu hai capito tutto… ma come al solito al contrario…
      parli perchè devi far prendere aria ai denti, non perchè hai capito quello che dici…
      certo che studiare, leggere e capire costa fatica… molto più facile adagiarsi su frasi fatte con ampio contenuto emotivo… che poi siano false, non conformi alla realtà, chi se ne importa, per certe persone questo non è il problema principale…
      :(

  5. Diciamo che sì, la conoscenza di come funzioni l’agricoltura è decisamente scarsa.

    Tanto per dare un paio di spunti:

    Le colture resistenti agli erbicidi esistono dagli anni 60, ben prima dell’avvento degli OGM.

    I semi, nelle agricolture “serie” si ricomprano ogni anno.

    Certo mikecas ha ragione, molto più facile dare aria alla bocca piuttosto che studiare. Dopotutto il nostro sistema scolastico è strutturato in modo tale da valorizzare gli scaldabanchi che oggi non vengono più bocciati perchè così “ci si leva una rogna” e questa gente impara che a non saper nulla e sparare scemate si va avanti tanto quanto se non di più che a farsi il paiolo.

    Buona vita.

    • In effetti, anche il New York Times è un risultato del nostro sistema scolastico.

      A costo di ripetermi: quanto vi rode il culo.

    • >Diciamo che sì, la conoscenza di come funzioni l’agricoltura
      >è decisamente scarsa.

      In effetti, cosa vuoi che ne sappia di come si coltiva il mais un coltivatore di mais americano. Quanto a me, vengo da una famiglia di contadini per generazioni e porto il 45 di piede, fai un po’ te.

      >Le colture resistenti agli erbicidi esistono dagli anni 60,
      >ben prima dell’avvento degli OGM.

      E quindi?

      >I semi, nelle agricolture “serie” si ricomprano ogni anno.

      Boh, mio padre ha comprato le viti alcuni decenni fa, dici che s’è sbagliato? Doveva ricomprarle ogni anno? Mo’ glielo dico.

      Poi, senza voler nemmeno troppo infierire: un conto è “poter” comprare dei semi, un conto è “doverli” comprare.

      Perchè quello che fa il produttore di OGM è una manovra a tenaglia, per cui prima dà al contadino gli OGM e i relativi concimi (ci vuole un concime adatto, un diserbante adatto, un antiparassitario adatto per l’OGM, e guarda caso sono o prodotti dallo stesso che vende gli OGM o da un suo amico), poi gli dice che no, non serve nemmeno che lo paghi, salderanno tutto al tempo del raccolto.

      Arriva il raccolto, e il mais (o chi per esso) non viene più venduto sul mercato, perchè il contadino ha ora un obbligo col produttore di OGM, che a quel punto decide anche il prezzo.

      Poi, l’anno successivo si ricomincia, e ogni anno il terreno si impoverisce (perchè i trattamenti dati sono di una estrema virulenza, ora per il mais americano si sta pensando di ricorrere ad un derivato dell’Agente Arancio, quello che veniva usato nella guerra del Vietnam per distruggere intere foreste), il contadino è più legato, e il produttore di OGM guadagna più soldi. Il contadino da coltivatore diretto ed indipendente diventa un esternalizzato.

      Ma a te di questo che ti importa? Sono piccoli dettagli di fronte al Progresso dell’Avvenire.

      >Certo mikecas ha ragione, molto più facile dare aria alla
      >bocca piuttosto che studiare. Dopotutto il nostro sistema
      >scolastico è strutturato in modo tale da valorizzare gli
      >scaldabanchi che oggi non vengono più bocciati perchè così
      >“ci si leva una rogna” e questa gente impara che a non saper
      >nulla e sparare scemate si va avanti tanto quanto se non di
      >più che a farsi il paiolo.

      Io, brutto stronzo che meglio non sei, a 30 anni tenevo un corso all’università come titolare. Ad Ingegneria.

      >Buona vita.

      Ricambio, augurandoti un incontro ravvicinato con un contadino schiavo degli OGM: magari ti fa provare un uso della pannocchia di granoturco che ancora ignoravi.

      • Ma ci sei o ci fai. Brutto stronzo? Forse, sempre meglio che ignogante.

        Sapientino plus, hai una vaga idea della differenza esistente tra una pianta annuale ed una perenne?

        Poi, bello, nessuno ti obbliga a ricomprare il seme ogni anno. Resta da chiedersi perchè i contadini (e non basta avere il 45 per esserlo) lo fanno. Ora fatti la domanda e datti la risposta, poi magari leggiti il nostro ultimo post, non dubito tu possa imparare qualcosa che ti assicuro non sai.

        Mi piace l’idea che tu a 30 anni tenessi un corso di ingegneria, mi stuzzica pensare cosa insegnavi, chissà in che posizioni strane, innovative oserei dire, facevi mettere gli impianti ai tuoi discenti. Avevate anche laboratorio?

        PS. non preoccuparti per il fatto che spari cazzate in serie. L’alzaimer purtroppo è così. Perchè non vai poi da Fidenato a spiegargli le tue teorie? Sarei curioso di vedere il faccia a faccia.

  6. PS. sì è meglio che tu ti arrenda. Perchè stai combattendo la battaglia sbagliata.

  7. Io sono uno spettatore dello scazzo scientifico, non so nulla dell’argomento, mi chiedo solo, non ho simpatia per gli oligopoli delle multinazionali. Mi chiedo solo: di fronte a scienziati e ricercatori che studiano da anni questi temi ha senso dire “SUCA” aggrappandosi ad un articolo non di “Nature” o di una rivista scientifica ma del “New York Times”?

    La domanda non è retorica, vuole seminare dubbi geneticamente modificati.
    E comunque anche il morettiano “Io non parlo di quello che non conosco” è problematico: la democrazia, la diffusione delle notizie che si portano dietro commenti e discussioni, il diritto di cazzata non può essere castrato. Rimane il fatto che lo specialista (se e quando intellettualmente onesto) è sempre da preferire, anche nei casi in cui sbaglia. C’è poi sempre tempo per cambiare idea.

    • Sì, “suca” è una risposta dovuta, non solo potuta, quando vieni aggredito dalla combriccola degli OGM, come mi è successo in passato.

    • Uno specialista è sempre da preferire, certo. Ma quando si sconfina in un altro campo, uno specialista cessa di essere tale. I genetisti invece sono convinti che al di fuori del loro campo non ci sia nulla da sapere.

      Prendi il caso del già citato Golden Rice. Ci sono bambini ciechi perché non assumono quantità sufficienti di vitamina A, a causa della loro dieta esclusivamente a base di riso? E dove sta il problema? Mettiamo il betacarotene (provitamina A) nel riso, e il gioco è fatto. Chissenefrega, oltre a tutte le considerazioni di altro genere, della biochimica della nutrizione.

      Perché poi il betacarotene dev’essere trasformato in vitamina A, e la vitamina A dev’essere assorbita. E per far questo all’organismo sono necessarie quantità adeguate di proteine, zinco, vitamina E, lipidi e altro ancora. Ma se la dieta di quei bambini garantisse un apporto sufficiente di tutto ciò, probabilmente garantirebbe anche un apporto sufficiente di vitamina A! Per quanto riguarda i lipidi, in particolare, ne servono almeno 10-20 g al giorno (la vitamina A è liposolubile). Ora, considerato che il riso raffinato ne contiene 0,4-0,6 per 100 g, chi glieli fa mangiare a quei bambini fino a 5 kg di riso (pesato a crudo, pure) al giorno? Sempre ammesso poi che la quantità e la qualità delle proteine fornite dal riso siano tali da permettere la trasformazione del betacarotene in vitamina A. E che la quantità di vitamina E fornita dal riso sia sufficiente a evitare l’ossidazione della vitamina A prodotta. Vitamina E liposolubile anch’essa, peraltro. E via dicendo.

      Già è vergognoso anche solo pensare di risolvere i problemi di chi mangia solo riso, agendo sul riso, ma se poi nemmeno funziona?

      • Aggiungo solo che, proprio per supplire alle carenze vitaminiche dei bambini del Bangladesh, Muhammand Yunus ha sviluppato uno yogurt arricchito di prodotti naturali, prodotto dal latte delle mucche del luogo, distribuito da una rete di piccoli fornitori, e tutto senza nessuna ansia anti-capitalistica, visto che molto del sostegno tecnico gli viene dalla Danone. Tutto questo l’ha raccontato nel suo “Un mondo senza povertà”, di cui ho parlato anche su questo blog.

        Immagino che i fautori degli OGM non abbiano tempo per stare dietro queste sciocchezze da premio Nobel per la pace, loro sanno cosa è meglio per tutti noi.

  8. Non che valga un granché, ma io la mia laurea in scienze naturali l’ho ottenuta studiando, e non coi punti dell’Agip. E pure il mio master in microbiologia applicata (con stage in un’azienda in cui si testavano proprio i pesticidi, sui microrganismi impiegati in agricoltura biologica, nell’ottica della lotta integrata).

    Ora, se oltre a negare, insultare e usare stratagemmi retorici, foste anche in grado di confutare le mie due reali affermazioni, ovvero che chi crea una pianta resistente agli erbicidi (e ‘sti gran cazzi se esistono dagli anni ’60, non è che un assassino di oggi sia meno colpevole di uno di mille anni fa), lo fa per usare una maggior quantità di questi ultimi; e che la stragrande maggioranza della superficie coltivata a OGM è riservata a cultivar modificate in tal senso…

    E prima che ci proviate: l’argomentazione che tanto il glifosato è poco tossico, vale solo se accompagnata da un video in cui ne bevete un bicchiere.

    • gli stupidi, indipendentemente dal titolo di studio, si replicano abbondantemente anche senza ingegneria genetica…
      potrei replicare facilmente alle tue osservazioni da vero fanatico, pur non essendo un esperto specifico del settore ma solo perchè io la scienza di base la conosco davvero…
      ma non lo faccio solo perchè l’ultima tua frase fa capire ampiamente che tu non saresti mai in grado di accettare una dimostrazione oggettiva che sbagli, che ti basi non su fatti dimostrati ma solo su fantasie ideologicamente omogeneizzanti…
      quindi mi astengo, ma ritieniti ampiamente “schiaffeggiato” per incapacità scientifica… e non scherzo… sei solo e semplicemente un ignorante…

  9. Le repliche imbarazzanti e pateticamente provocatorie dei
    pro-OGM mi fanno sorgere un dubbio: non è per caso che sono anche loro geneticamente modificati? (tipo quelli del centro-destra, per intenderci). Ciao

  10. E che accanimento. Ma chi sono? I parenti stretti dei padroni della Monsanto? Sicuramente è gente da evitare. Ciao

  11. io qui vedo solo gente geneticamente sottosviluppata mentale che spara palle in totale libertà, e se ne compiace anche…
    è un mondo che sospettavo esistesse, ma speravo non fosse così abbondantemente popolato…
    addio…

  12. mikecas, io ti avevo chiuso l’unica via di fuga dignitosa, è vero. Ma ti avevo anche lasciato la possibilità di fare comunque una bella figura accettando il confronto. Perché non si può oggettivamente negare che la resistenza agli erbicidi sia funzionale a un uso maggiore dei medesimi. E’ logica elementare, altro che scienza di base. E l’altro dato puoi trovarlo ovunque, è ufficiale (la percentuale esatta non la ricordo, ma stiamo oltre l’80% considerando la sola resistenza agli erbicidi e le varie combinazioni di questa con altre caratteristiche indotte). Non è colpa mia se hai scelto di suicidarti con questo sclero infantile.

    • Caro ignogante, parte delle risposte le avresti già trovate se avessi letto il nostro post sul tema. Nevermind.

      Sulle tue 2 domande da demente eccoti un paio di risposte terra terra.

      Le colture resistenti agli erbicidi si fanno perchè esiste un mercato di agricoltori che è interessato ad acquistarle. Certo, benvenuto nel mondo reale, qualcuno ci guadagna. Se non ci guadagnassero però anche gli agricoltori (e quindi le acquistassero) non credo che nemmeno il venditore delle suddette sementi diventerebbe ricco. Ora dai, sù, fa uno sforzo e cerca di capire da solo perchè nel mondo 3 piante di soia su 4 sono resistenti al glifosato…

      Comunque sì, la laurea in scienze naturali ha a che fare con la scienza come scienze della comunicazione con il sapere. Magari anche a te hanno fatto un corso per insegnarti ad usare powerpoint.

  13. Ah, eccola finalmente la spiegazione scientifica: è il mercato, baby!

    E dire che avresti ancora potuto sfangarla blaterando di frequenze di trattamento come un agronomo festivo che non ha mai visto un contadino in vita sua.

    Tra parentesi, se c’è una cosa di cui io non avevo parlato, è l’aspetto economico. Ma lo straw man argument è una tentazione troppo forte per te, a quanto pare.

    E comunque ai tempi miei si usava ancora la lavagna luminosa coi lucidi.

    • Ok, caso disperato si lascia in pace.

      Comunque la risposta (peccato, no, non ci sei arrivato da solo) non è economica. Il successo economico della coltura spiega semmai il suo successo agronomico. Troppo difficile da capire? Te lo spiego meglio: gli agricoltori usano questa tecnologia perchè gli semplifica il lavoro. Porta ad una migliore conservazione del terreno e risparmia lavorazioni e quindi gasolio e acqua e tempo (prezioso). Il resto son tutte vaccate.

      Comunque un consiglio. La prossima volta limitati a parlare dei cazzi tuo, magari quelli li conosci meglio…

  14. Proprio non ce la fai a capire che a me non frega un cazzo dei motivi del successo commerciale delle colture resistenti agli erbicidi, vedo. A parte che sono tutte belle favole, contraddette dai dati reali che parlano di numero di applicazioni di erbicida in crescita dall’introduzione della soia RR negli USA. Dici che senza soia RR l’aumento sarebbe stato maggiore? Ottima spiegazione, ma purtroppo indimostrabile. Tra parentesi, a fronte di questo aumento del numero di trattamenti, le rese non sono affatto aumentate. Non era questo l’obiettivo? Per te, forse.

    E ancora non mi hai risposto sulla quantità di erbicidi usati e l’incidenza della resistenza agli erbicidi sul totale degli OGM coltivati.

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