Assicurazione contro il vulcano

Siccome sono previdente, e anche perchè avevo poco da fare, mi sono messo a cercare in giro nel web se esistono polizze che coprono contro i ruttini del vulcano islandese: metti che l’aereo non parte, che succede?

Quello che ho scoperto, è che non esiste una assicurazione al riguardo, almeno per cittadini europei. Gli americani possono ricorrere alle polizze “cancel for any reason” per cui appunto ottengono il rimborso di tutte le spese sostenute e le penali (come ad esempio l’addebito di una notte d’albergo anche in caso di cancellazione della prenotazione) mentre per gli europei questo non è possibile.

Sulle prime, ho pensato che fosse per una minore sofisticazione del mercato assicurativo del Vecchio Continente; poi c’è stato uno scambio di e-mail con una compagnia di assicurazioni che sembrava vendere un prodotto prossimo alle mie necessità che mi ha reso edotto della questione; e non sono buone notizie.

Per quel che riguarda il rimborso delle spese di trasporto già sostenute, quando il vettore non può svolgerlo, le direttive europee lo prevedono, quindi una assicurazione non ha motivo di esistere.

Per il rimborso delle spese dovute ad una maggiore permanenza, anche qui la direttiva europea prevede che ci siano, ma non è detto che avvenga (c’è una linea di demarcazione geografica: più le compagnie aeree sono nordiche e più sono pronte a pagare, più stanno a sud e meno mettono mano al portafoglio).

Per quel che riguarda invece il rimborso per le penali (ovvero quando il viaggio non ha inizio ma l’albergo pretende comunque di essere pagato, in tutto o in parte) la risposta è stata (testuale) “si tratta di una situazione difficile, non coperta da garanzia”.

Mi consolo con la seguente vignetta che ho trovato sul blog di Quintarelli:

“Lasciate 30 miliardi di euro in un sacchetto diplastica di fronte all’ambasciata islandese stasera, e spegnamo il vulcano. Non chiamate la polizia”

Advertisements

Pubblicato il 10 maggio 2010, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. la cosa interessante è che la normativa europea prevede il diritto del passeggero all’assistenza, ma non prevede strumenti specifici che possano costringere la compagnia ad ottemperare a questi obblighi.
    in altre parole, se una compagnia aerea rifiuta i rimborsi (o, come stanno facendo molte, semplicemente “non risponde” alle richieste), non esiste una “più alta” sede europea a cui indirizzare le proprie richieste, ma solo le ordinarie vie legali, nel paese in cui la compagnia ha sede legale.
    io, per inciso, ancora non ho visto un’euro (anzi, un pound), e la compagnia sostiene di non aver mai ricevuto la documentazione che mi ha chiesto di faxare (brutte cose, i rapporti di trasmissione “OK” dei fax).

  2. Per quanto riguarda i mancati arrivi a causa della precedente eruzione, posso dire che la stragrande maggioranza degli alberghi si è comportata in modo molto responsabile e ha accettato cancellazioni anche oltre il limite di tempo consentito, ha permesso di posticipare gli arrivi ai giorni successivi o, se i clienti non potevano spostare le date del loro soggiorno e la quota era già stata pagata, di poterla utilizzare per un soggiorno futuro. Chi ci ha rimesso sono stati quasi esclusivamente i turisti poco accorti che non si sono preoccupati di avvertire le strutture del loro mancato arrivo. Ciao

  3. Vero, gli albergatori sono stati molto corretti nella stragrande maggioranza dei casi. Ne ho parlato a lungo durante i miei cinque-giorni-cinque passati in più a Londra con la direttrice dell’hotel in cui vado da nove anni (ossia da prima che lei fosse assunta :-)

    C’è da dire che le strutture alberghiere erano in una posizione particolare. Avevano cancellazioni per i mancati arrivi, ma anche soggiorni prolungati di chi non riusciva a ripartire.

    E hanno, purtroppo, anche una certa preparazione in materia, perchè oltre al vulcano, che prima d’ora sarebbe stato considerato un evento eccezionale, sono “abituati” ad avere a che fare con problemi in qualche modo simili. Insomma ci hanno rimesso un bel po’, ma sono anche coscienti dell’importanza di un comportamento etico in situazioni simili.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: