Lettera aperta alla signora Paduano

Gentile signora,

posso immaginare il trambusto e la preoccupazione, viva e sincera, che lei deve provare per suo figlio, che è stato lambito dalla vicenda Marrazzo. Io non sono in grado di dire come siano andate le cose, se è come la racconta la trans Natalie, per cui suo figlio l’abbia cercata, identificata come una trans del caso Marrazzo e quindi picchiata per scelta, o come dice suo figlio, che alticcio l’avrebbe caricata confondendola per una prostituta, e alla richiesta di 600 euro per del sesso orale si sarebbe rifiutato di pagare scatenandone la reazione.

Però, vorrei che lei chiarisse innanzitutto a se stessa, e poi a suo figlio, un paio di questioni.

Suo figlio dice che non aveva capito che Natalie era una trans, nonostante che si tratti di una persona alta un metro ed ottantacinque e dal peso di circa novanta chilogrammi: dice che la confusione potrebbe essere derivata dal fatto che era un po’ sbronzo dalla serata passata con gli amici.

Gentile signora, se suo figlio era così alticcio da non notare che Natalie è piuttosto grossa, allora egli non doveva mettersi alla guida di notte, perchè poteva ammazzare se stesso e qualcun altro.

Le dirò: io non penso, concordando con lei, che suo figlio sia omosessuale. Questo perchè un omosessuale non va con una trans, visto che è attratto da un uomo che sia il più virile possibile, non certo da chi ha scelto un doloroso, è il caso di ricordarlo, percorso di riconciliazione tra la propria identià psicologica e quella fisica.

Vede, gentile signora Paduano, io sono omosessuale perchè se è Sabato sera, se ho voglia di conoscere qualcuno, fosse anche per una sveltina, penso di conoscere un uomo e a quello punto, altrimenti viceversa sarei eterosessuale.

Ma questo, gentile signora, non vuol dire che non possa avere una curiosità, un desiderio o un cambio temporaneo della libido per cui non possa andare con una donna; e se questo avviene per un omosessuale, può immaginare come possa avvenire anche per un eterosessuale, che certo ha pressioni ben più forti a mantenere il proprio orientamento sessuale a prescindere da quanto comodamente si trovi in esso.

Vede, gentile signora, io capisco tutta la sua preoccupazione per suo figlio, che si è avvicinato ad un grumo ancora indisciolto fatto di violenza, sopraffazione, ricatti politici, soldi che girano, cocaina manco stesse nevicando, giornali che sanno e premier che gentilmente avvisano, suicidi ed omicidi che posso capire  tutta la sua preoccupazione di madre, perchè sarebbe potuto succedere qualsiasi cosa.

Però, molto poco capisco quanto lei si preoccupi di chiarire, supplicando quasi, che suo figlio non è omosessuale.

Suo figlio, gentile signora, è un puttaniere, e lei come donna e come madre non può accettare una cosa del genere come il minore dei mali. Perchè sono proprio i puttanieri (non dico come suo figlio, che abbiamo stabilito essere ubriaco ed anche un po’ fesso) pronti a svuotarsi con la prima trans che capita quelli che poi trattano queste persone come degli avanzi della società, impedendo loro di avere un lavoro normale e ricacciandole spesso nel mondo della prostituzione.

Si ricordi, gentile signora, che quando c’è una persona sfruttata, c’è sempre anche uno sfruttatore. E ogni tanto, volgere lo sguardo verso lo sfruttatore, e riconoscerlo per quello che è, è il primo passo per restituire dignità allo sfruttato.

Ricordi e abbia ben chiaro, gentile signora, che suo figlio non è omosessuale: gli mancano i coglioni per esserlo.

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Pubblicato il 7 giugno 2010, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 13 commenti.

  1. Ok, il figlio non sarà omosessuale, fatto sta che evidentemente gli piaceva l’attrezzatura in dotazione…
    Qualche tempo fa ho sentito di una trans simpaticissima che suole ripetere: “Io prendo 30 euro per fare un bocchino e 50 per farmelo fare. E chissà com’è, a fine serata non ho mai neanche un pezzo da 10”. Dunque, o la poverina viene pagata con finte banconote da 30, oppure con vere banconote da 50… senza resto.
    A molti uomini piace il cetriolone, ma non sono omosessuali.
    Perché un omosessuale, almeno se è un gay un po’ sano di mente, ha magari anche l’intenzione di costruire qualcosa con un altro uomo, non solo di svuotarsi i cojoni a pagamento.

  2. “Perché un omosessuale, almeno se è un gay un po’ sano di mente, ha magari anche l’intenzione di costruire qualcosa con un altro uomo, non solo di svuotarsi i cojoni a pagamento.”

    Ossignùr, adesso i gay vorranno anche metter su famiglia e sposarsi, ma in che mondo viviamo, signora mia… (scusate, non ce l’ho fatta a trattenermi).

    Applausi a Paolo per il post e a Illuminismo per il commento.

  3. Restodelmondo: LOL!
    Aggiungo una postilla seria: quando vivevo in Danimarca (tredici anni fa!) le campagne di prevenzione sul sesso sicuro erano dirette “ai gay, e agli uomini che fanno sesso con uomini”, separando le due cose.
    Allora non capivo, invece oggi mi sembra una scelta saggia: molti uomini che fanno sesso omosessuale non si riconoscono nell’identità gay. Anche loro devono essere informati, senza metterli in una casellina.
    Io li chiamo “etero cetriolofili”, ma in ambito scientifico la denominazione non è (ancora) stata accolta.

  4. Questa lettera è perfetta. Avrei voluto scriverla io…

  5. Non riesco proprio a comprendere gli omo che ambiscono al matrimonio, alla famiglia, alla vita di coppia, ecc. ecc. E’ l’aspetto che più rompe i coglioni dell’essere etero; anzi, se vogliamo dirla tutta, in verità è quello per cui uno rinuncerebbe volentieri dall’esserlo, etero; e voi ve l’andate pure a cercare….. mistero della fede! Quando ve lo avranno dato, quel diritto – e io v’auguro di cuore che ve lo diano, se veramente lo desiderate – altro che “gay”! …. benvenuti nell’universo dei “depressed”, perché è cosi che vi chiameranno, dopo … eccome, se vi chiameranno così!

  6. Hai ragione, lector… pensa come siamo ridotti…a desiderare relitti veteroborghesi come il matrimonio! Ma ciò che non riveliamo è che li vogliamo per poi darci alla ribellione e al libero amore. Un nuovo ’68 frocio, insomma :D

    e ora che mi ci fai pensare, non vedo l’ora :D

  7. io non ho aspettato il matrimonio per fare l’una e l’altro, tigre. Il mio orgasmo non è approvato per legge.

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