Mancano i punti di riferimento

Ma quando uno entra dentro una libreria Mondadori, e da una parte c’è una parete per i “Romanzi” e dall’altra una parete per i “Classici”, è autorizzato a chiedersi dove sia la “Letteratura” oppure è demodè?

(Spero che l’edizione Einaudi dei Demonî sia buona, quantomeno ho apprezzato il titolo che è nella forma corretta. Però non si può mai dire, che una volta Einaudi stampava libri, ora è invece un’impresa editoriale, pure quello è demodè)

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Pubblicato il 16 giugno 2010, in gay con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Hai ragionissima: pensare cos’era una volta Einaudi, cos’erano “gli scrittori di Einaudi”, le menti che ci lavoravano dedicando tutta la loro vita alla cultura, e poi guardare cos’è l’editoria oggi, viene lo sconforto.

    • Einaudi era quella casa editrice che, di fronte al fatto che gli italiani leggevano pochissimo, decise di pubblicare quindi solo il meglio del meglio, partendo dal testo e poi passando dal traduttore, dall’edizione (oggi si dice editing) alla carta, l’inchiostro, la rilegatura e la copertina, in quella che è stata la straordinaria avventura editoriale di chi voleva far rinascere l’Italia nel dopoguerra passando attraverso i libri. Mi sa che l’Italia non è rinata tanto bene.

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