Il Sudafrica e gli OGM

La via intrapresa dal Sud Africa sembrerebbe quella di un’agricoltura d’avanguardia fondata sulla sperimentazione dei semi Gm, ma la generosa fiducia nelle biotecnologie del governo e la strategica promozione commerciale delle multinazionali in realtà per i piccoli coltivatori si è rivelata una trappola. Infatti gli agricoltori che usano semi GM devono firmare un contratto che li obbliga a non conservare semi per l’anno successivo: devono in sostanza comprare ogni anno dalle multinazionali (che ne detengono i diritti e le proprietà intellettuali) le sementi per il loro raccolto. Considerando che per circa il 90% dei piccoli coltivatori i semi conservati in una stagione sono una ricchezza per la successiva, si capisce quali devastanti conseguenze sul piano economico e sociale potrà avere l’impiego prolungato di queste sementi. Proprio sulla mancata possibilità per il coltivatore di conservare i semi, lo stesso stesso Dipartimento dell’Agricoltura ammette che “il sistema dei diritti della proprietà intellettuale (…) ha fallito nell’incrementare la produttività tra coloro che hanno beneficiato della riforma agraria”.

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Pubblicato il 19 giugno 2010, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. E’ assurdo che il Sudafrica che sembra così modernamente aperto nei confronti degli OGM sia lo stesso che sta cercando di curare i suoi cittadini ammalati di AIDS con dei rimedi “tradizionali”.

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