Il re dei fisionomisti (o un approccio a distanza di 10 anni)

Io ho una scarsissima capacità di ricordare i volti delle persone: li associo ai nomi, ma in genere riesco a ricordarmene i loro tratti psicologici, per quello che li percepisco, molto più dei loro tratti del viso. Se uno mi chiedesse il colore degli occhi di mia madre o di mia sorella saprei dirlo, ma ci dovrei pensare sopra.

Partendo da queste premesse, l’episodio che mi è accaduto una settimana fa, mi ha lasciato più che di stucco.

Ero ad un centro commerciale e mentre stavo per uscire, ho incrociato un tizio, circa della mia età e poco meno alto di me, che mi ha guardato e ha spalancato un attimo gli occhi, come sorpreso. Non gli ho dato alcun peso, anche perchè il volto non mi diceva nulla, ma il tempo che ho superato le porte d’uscita questo tipo mi si avvicina e mi chiede se per caso ho fatto ingegneria informatica presso la tale università.

In effetti sì, per cui un po’ (anzi parecchio) non a mio agio gli dico di sì, e cerco di capire chi possa essere, ammesso che sia qualcuno che conosco (per dire, oggi ho incrociato l’amico scemo del mio ex sulla metropolitana, lui mi ha salutato tutto convinto e io l’ho guardato chiedendogli chi fosse, aveva un viso già visto, appunto da scemo, ma non ricordavo altro).

Tornando al tizio del centro commerciale, questo mi dice che abbiamo fatto l’università assieme, solo lui ha fatto ingegneria elettronica, però si ricorda di me. Ora, considerando che io mi sono laureato nel 2003, e che dopo quel periodo sicuramente lui non bazzicava l’università, dovrebbe parlare di qualcosa di almeno sette anni fa. Aggiungendo che non ci sono esami in comune tra ingegneria informatica ed elettronica passato il secondo anno, parliamo di qualcosa che risale ad almeno 10 anni fa, forse 12, e perdipiù avvenuta in aule che avevano almeno duecento studenti.

Così, quando questo qui ha cominciato ad insistere chiedendomi che lavoro facessi, io sono stato evasivo, perchè mi veniva da pensare che fosse un maniaco molto fortunato, non un ex compagno di studi. Poi, parlando e parlando, mi ha detto alcune cose sia sull’università che sui posti dove ha lavorato; in alcune di queste società ci sono passato anche io, e le cose che sapeva non potevano che essere dette da uno che ci fosse stato per davvero.

Così dopo che mi sono convinto sul fatto che non fosse pazzo, gli ho detto chi fossi, gli ho chiesto il suo nome, così ci saremmo agganciati su LinkedIn (diciamo che tra ingegneri si usa, e di sicuro non userei mai Facebook per tenere l’elenco dei miei contatti lavorativi). Ci siamo allora salutati, e io ho continuato molto a pensare a questo incontro.

Per me è difficile anche da immaginare che una persona possa ricordarsi di un ex compagno di studi, incrociato episodicamente, passati dieci anni, tanto più quando l’incontro avviene così di sfuggita, non è che siamo stati ad una cena da amici in comune e ha avuto tutto il tempo di ricordarsi, parliamo di forse 3 secondi di tempo di reazione.

Perdipiù, quando gli ho detto di come fossi stupito delle sue abilità fisionomistiche, mi ha detto che, beh, sai, la mia è una faccia che non si dimentica.

Siccome mi è parso che ci fosse un sottotesto di interesse sessuale, per l’intanto ho giocato in contropiede dicendogli che io non mi ricordavo di lui, ma certo non aveva molto l’aria da ingegnere (anche questo tra ingegneri si usa, ed è un complimento).

Così, ora ce l’ho tra i miei conoscenti su LinkedIn, e mi pongo la domanda: che faccio? Ho capito oppure ho frainteso se penso che il suo sia stato un tentativo di rimorchio a distanza di un decennio che va almeno premiato per l’impegno? E’ il mio narcisismo che è in fase espansiva?

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Pubblicato il 30 giugno 2010, in Fatti miei con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 11 commenti.

  1. effetti del passaggio per amsterdam? (il narcisismo in fase espansiva intendo) ;-)

  2. Al di là dell’essere fisionomisti o meno, non ricordarsi delle persone (amico scemo dell’ex) è sintomo di maleducazione. E già che ci sono fare ipotesi basate su cose false (te non hai un account su feisbuc) è inutile, fai perdere tempo alla gente che ti deve leggere, ed è pure stupido (eccezioni consentite: io).
    Detto questo l’abito da finto tontolone non ti si addice. Fattene una ragione. Io scapperei a gambe levate da un sedicente ex compagno di studi che non ricordo, te sprezzante del pericolo osi una risposta simpatica. Ma per favore.

    Ah, io sono quello che si chiama Andrea. All’incirca alto come te. Appaio simpatico solo quando scrivo. E sono tanto buono solo dopo aver mangiato dolci di mio gusto.

    • L’amico scemo dell’ex meriterebbe uno sputo in un occhio, casomai accusami di essere stato ipocrita non mandandocelo, ma non certo maleducato.

      Comunque no, non ho un account su Facebook, e se esiste con il mio nome e cognome l’ha fatto qualcuno che non sono io, e dimmelo che provvedo a farlo chiudere (salvo ogni maggiore azione).

      Ma stasera hai mangiato dolci di tuo gusto? :D

      • Ovviamente no: gelato al pistacchio, però era troppo ‘acchio.
        Su feisbuc potrebbe esserci un tuo omonimo, che fai gli neghi l’identità?
        Io lo conobbi all’università il mio omonimo: cazzo, era maledettamente più carino di me.

        • Esiste un “Pier Paolo” con il mio cognome, e che ha fatto la mia stessa università e vive dalle stesse mie parti, e lui non è un omonimo. Quello a cui negherei l’identità è uno che se ne appropriasse della mia, mettendo le mie foto nel suo profilo.

  3. Leggi un pò la posta! Sempre che sia quella giusta… ;-)

  4. Per quanto riguarda non saper riconoscere i volti delle persone, ho lo stesso problema, che qualche volta mi ha creato imbarazzo, specie nella sfera professionale. Ricordo molto bene i nomi ma non so riconoscere la gente che ho conosciuto (a meno che non mi interessi per qualche motivo).

    No, non credo che il tuo amico ingegnere di stesse cuccando :-)

  5. A me invece accade esattamente il contrario. Nel senso che le facce delle persone mi si stampano nella mente in modo indelebile dal primo momento che ci ho a che fare, mentre i nomi, anche dopo numerose frequentazioni, non me li ricordo proprio. Anche perché molto spesso i nomi si ripetono mentre invece due facce uguali le trovi molto difficilmente.
    Bentornato.

  6. Io allora sono un caso a parte: non ricordo nè i nomi nè le facce. Ma una volta che ho messo a fuoco (con generosi aiuti da parte di altri), ricordo ogni cosa, ogni evento riguardo i miei rapporti con quella persona: date, luoghi, impressioni, frasi, situazioni che involontairamente ricordo con precisione quasi maniacale. E infatti vengo bonariamente canzonato per questa mia caratteristica.

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