Luttuoso, vergognoso e razzista: è il Tg1

Oggi saltavo tra un canale e l’altro, e ho sentito questi tre scampoli detti al Tg1:

  • gli orientali, si sa, fanno fatica ad abbandonare le proprie abitudini“: si sa? E chi lo sa? Qualche razzista che pensa che l’itaglia sia il più bel paese del mondo, e che quindi chi non si adegua è uno strano, non uno che magari viene da una civiltà millenaria, che rivaleggiava con l’Impero Romano, e che è durata ben di più;
  • Il presidente di Panama saluta Berlusconi parlando in italiano. In effetti, lo si sente dire “Silvio“. Ovviamente il giornalista è troppo preso dal baciare le sacre chiappe del premier, per non avere il minimo di decenza per pensare che “Silvio” si dice “Silvio” in tutte le lingue del mondo (pure gli orientali di cui sopra direbbero “Silvio”). Ma tant’è, l’alternativa sarebbe stata sottolineare che se in 100 e più anni nessun premier italiano è mai andato a Panama non è per pigrizia (come lascia intendere il servizio, in cui si ricorda che Berlusconi e il presidente panamense sono entrambi imprenditori: veniamo paragonati a Panama come motivo di orgoglio) ma perchè nessun aveva bisogno di inventare delle scuse per non farsi processare grazie alla legge sul legittimo impedimento;
  • Viene poi introdotto un servizio dicendo “donna, russa, molto bella, conosceva i suoi amici su Facebook. L’incredibile storia…” Incredibile? Che le russe sono belle? Che ci sono donne russe? Oppure che i russi usano Facebook? Che la gente conosce altra gente? Ci pensa poi il solerte servizietto dagli USA a spiegare come la notizia è (sarebbe) che costei era una spia che cercava di vendere informazioni ai russi, anche se non c’è riuscita. Però il servizietto non manca di sottolineare che tra i raggirati c’era pure l’economista Nouriel Roubini, giusto perchè le manganelle del potere arrivino anche a chi oltreoceano parla male del premier (quello che sta appunto a Panama).

Una cosa in comune hanno questi tre rigurgiti di vomito propagandistico: sono tutti incentrati su vicende che avvengono all’estero, e l’obiettivo che si pongono, la scena che raccontano è quella di un mondo difficile, infido e pericoloso, con spie su Facebook (evitate di farvi amici degli stranieri), degli orientali rigidi (noi italiani siamo tanto belli e moderni) ma con il nostro premier che tutela i nostri interessi.

Quanto tempo ci vorrà per curare la malattia che un organo di propaganda come il Tg1 inietta nella vita italiana? E’ possibile uscirne solo con le buone, o ci vorrà una crisi di sistema acuta e traumatica?

Annunci

Pubblicato il 30 giugno 2010, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. Beh… i giornalisti dicono alla gente quello che la gente vuole sentire. Se gli italiani sono convinti di essere superiori (naturalmente mi riferisco solo ad alcuni) allora bisogna dire loro che sono superiori pur vivendo da schiavi e lavorando gratis per il caro Berlusca.

    Il giornalismo come lo sport e tutto il resto nella società moderna è soggetto alle leggi del mercato… insomma… è un business.

    • Non sono d’accordo. Primo, perchè il Tg1 è pagato con i soldi pubblici, quindi non ha questa ossessione degli spettatori, ma dovrebbe preoccuparsi della qualità. Secondo, perchè allora si potrebbe trasmettere un film porno, e quello piacerebbe anche di più. Terzo, perchè un paese non è un grande paese se i suoi cittadini non sanno nulla del mondo in cui vivono.

  2. -soldi pubblici… però se le loro notizie non risultano interessanti perdono il posto di lavoro. La qualità e pubblico non stanno quasi mai insieme.

    -film porno? lo farebbero… ma non possono per legge. Se ci fosse un programma porno… ti assicuro che avrebbe almeno l’89% degli ascolti.

    -un paese è formato da persone varie. Non tutti sono intellettuali. Anzi… spesso gli intellettuali sono un gruppo molto ridotto mentre le masse vivono nell’ignoranza… è da sempre così. Qual è la percentuale di giovani che realmente si interessa alle cose pubbliche? … se non centra con disco, alcool, droga, sesso… di sicuro non risulterà interessante.

    Io sono straniero… dell’oriente europeo XD… e sono sicuro che nell’inconscio di ognuno vi sono dei pregiudizi che vengono fuori istintivamente :D… senza che l’individuo se ne renda conto. In questo sono molto d’accordo con le teorie di Freud. Non c’è bisogno di dichiarare il razzismo… nella nostra mente da qualche parte vive nascosto :) ed è comunque presente.

    Il capitalismo ha introdotto nella società la competizione… se guardi attentamente tutti sono in competizione con qualcun’altro e per dimostrarsi superiori non esitano ad uccidere i valori morali della persona.

    • Io non sto chiedendo un telegiornale per intellettuali, sarebbe una contraddizione in termini. Ma non per questo posso accettare un telegiornale razzista e in modo subdolo, che cerca di alimentare tutte le paure possibili delle persone. Quello non vuol dire essere fifoni, vuol dire essere complici di un regime schifoso.

      • Ci sono stati molti martiri per la libertà nella storia dell’umanità. E’ giusto quello che stai chiedendo… però secondo me risulterà difficile cambiare qualcosa dal basso. Bisogna infiltrarsi nel sistema e cambiare le regole :)… però come succede sempre… chi arriva in alto… preferisce adeguarsi al sistema dimenticandosi le idee da cui era partito.

  3. “E’ possibile uscirne…?”: La seconda che hai detto.

  4. Che poi se c’è un popolo che non riesce a svestirsi delle sue abitudini, delle sue usanze, delle sua idiosincrasie e fissazioni è quello italiano. All’estero continuano a vivere come se fossero in Itaglia, lamentandosi che in Itaglia è tutto meglio. E finendo per creare ovunque delle Little Italy, più o meno strutturalmente organizzate. Quando vivevo in America rifuggivo sistematicamente dai miei connazionali. Una sera andai a cena con un sassarese che avevo conosciuto in palestra: aveva il coraggio di lamentarsi del fatto che Washington fosse smorta…cazzo invece Sassari è il massimo della movida. All’NIH, dove lavoravo, c’erano frotte di italiani che facevano gruppo assieme e pranzavano tutti alla stessa ora occupando vari tavoli, andavano tutti alla stessa palestra, uscivano sempre assieme e sempore con quell’arai spocchiosa di chi si trova in un paese che certo non può essere paragonato all’Itaglia.

  5. Ne parlavo giusto oggi a pranzo con mia madre, riguardo la domanda che fai in fondo. Secondo me questo ventennio berlusconiano è entrato molto più sottopelle del ventennio fascista (magari fosse un discorso solo politico), e se ancora non ci stiamo liberando del primo, tremo al pensiero di come/quando/se sia possibile libearsi del secondo. Forse noi viventi oggi dobbiamo già rinunciare alla speranza di esserci, quel giorno?
    un saluto con tanto ottimismo

  6. @ Afo:

    ti sembrerà strano da credere ma in Italia, come del resto in tutti gli altri stati di diritto del mondo, sopravvive ancora un ambito della società non soggetto, almeno formalmente, alle regole di mercato, ed è quello, appunto, del diritto, cioè delle regole della convivenza civile, a partire dalle norme costituzionali. Vai un po’ a leggerti che cosa dice, per esempio, la nostra Costituzione e scoprirai che, oltre a quelle di mercato, ne esistono anche di altro tipo, di regole intendo, e ispirate perfino ad altri principi che non quelli della competizione economica.
    Il passaggio storico dal comunismo direttamente al capitalismo anarchico, fa spesso dimenticare alla gente dell’Europa dell’est (ne conosco parecchia, e lo dico senza alcun disprezzo) che esiste anche il regime liberale come forma di governo possibile. Un’esperienza politica che purtroppo non vi è stata data la possibilità di sperimentare, neanche lontanamente (e non venirmi a parlare della vostra entrata in Europa, che è servita soltanto ai paesi occidentali per delocalizzare lavoro e guadagni illeciti).
    Per quanto riguarda il razzismo come una fra le pulsioni umane fondamentali, questa è una colossale cazzata, scusa la franchezza: il razzismo storicamente è sempre stato un prodotto sociale della propaganda politica. Volerlo ridurre ad un tratto antropologico avulso dalle vicende storiche puzza parecchio di fascismo.

    • @Filopaolo: guarda… se tu dici che la costituzione, che tra poco cadrà nelle mani del Berlusca, ti difende… allora per me va bene. Io non sono favorevole al comunismo, pur venendo da est, e questo è un tuo pregiudizio del tuo inconscio. Associare est con comunismo è troppo facile. Dico solo che potrebbero inventarsi un capitalismo più furbo. Più controllato dallo Stato centrale per evitare che i furbi se ne vadano a est ;). E poi non mi dire che le multinazionali americane venendo sul territorio europeo non sono entrate in competizione con l’economia locale…ma per favore.

      Per quanto riguarda il razzismo… l’Italia sostiene di essere la meno razzista dell’europa… ma semplicemente perché non lo dichiara. Come mai i cittadini Italiani si aspettano quasi sempre, magari non ne hai mai conosciuti, che chi venga da est o da qualunque altro paese estero debba fare i lavori più disumani che voi italiani rifiutate di fare? Quando qualche straniero occupa una posizione più importante subito a dire che ruba lavoro agli italiani. Quando le badanti puliscono i vostri vecchi quello è giusto. Credimi… il diverso viene sempre visto con altri occhi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: