Spagna ed Italia (e i mondiali come un pretesto)

La foto più bella di questo mondiale di calcio è questa, il giovane capitano della nazionale spagnola che bacia la sua fidanzata, giornalista, davanti alle telecamere.

E’ una foto bella per la naturalezza del trasporto del sentimento di quest’uomo, peraltro piuttosto bello e assai desiderato, ed è bella per questi due giovani, felici ed innamorati, che hanno proprio tutta la vita davanti. Lui ha meno di 30 anni, e quindi giocherà anche il prossimo mondiale.

Non c’è immagine più in contrasto con questa che la prima pagina del Corriere dello Sport di oggi, in cui il titolo d’apertura non è sulla Spagna campione, ma su Totti che ha detto questo o quello. A prescindere dai meriti calcistici di Totti (di cui nulla so, e nulla me ne frega), si tratta di un uomo più grande d’età, giunto al termine della sua carriera calcistica, che al prossimo mondiale potrà andare come spettatore.

E’ il provincialismo di noi italiani, e la nostra passione per la gerontocrazia, tanto che anche in un contesto in cui la vigoria fisica dovrebbe essere importante, c’era tutto un piacere ed un crogiolarsi con una nazionale di persone ormai arrivate al capolinea (Cannavaro, che ha 37 anni e che consegna la Coppa al giovane capitano che ne ha quasi 10 di meno dice tutto), degli ex giovanotti che la stampa si beava di appellare “senatori”, perché il livello di rincoglionimento è tale che ci piace essere una nazione di vecchi.

La Spagna ha fatto tutto quello che noi non abbiamo fatto: ha dato spazio ai giovani. E questo non vale certo solo per il calcio, qui è solo la vetrina più evidente, almeno a saperla vedere.

Ci vuole veramente la faccia tosta di Berlusconi (o una forma di stanchezza per cui non si rende manco più conto di quello che dice, secondo le voci insistenti di chi gli sta vicino e lo descrive in una condizione di salute non buona) per dire che la vittoria della Spagna è la vittoria anche dell’Italia, perché siamo due paesi mediterranei (a riprova della stronzata, osservate come dopo questa cosa si sia messo a parlare di donne, e di come gli ambasciatori dovrebbero circondarsi di belle ragazze: è sempre che quando non sta in sè prima dice una cavolata e poi parla di donne).

Il compiacimento degli ultimi mesi di certa stampa di regime, per cui l’Italia non è la Spagna, è stata una campagna orchestrata da questa maggioranza e da ampi settori industriali e finanziari, che ha ignorato che se i problemi della Spagna stanno tutti lì, ci sta anche una popolazione giovane e dinamica, con un paese che è un’attrattiva per quei cinquecento milioni di persone nel mondo che parlano spagnolo. L’Italia chi attrae?

La Spagna può avere anche dei problemi di debito (sopratutto delle famiglie), può avere una disoccupazione alta (un suo problema strutturale peraltro) ma è una nazione giovane ed energica, che ha un premier di poco più di 40 anni; un premier che l’ultima volta che è venuto a Roma s’è visto lasciar solo nella conferenza stampa congiunta da un Berlusconi che si doveva allontanare improvvisamente, altro che solidarietà e vicinanza tra paesi del Mediterraneo. Una nazione che ha una qualità della spesa pubblica in genere migliore della nostra (magari farà eccezione l’Andalusia), ma che ha saputo costruire un treno ad alta velocità che in caso di più di 5 minuti di ritardo ti rimborsa tutto il biglietto. Parliamo dei Frecciarossa che si bloccano quando fa freddo?

Se non si fosse capito, sono stato molto contento che abbia vinto la Spagna. Non per motivi calcistici, non ne so niente, ma perché questo ha reso gli spagnoli ben più felici di quanto una vittoria avrebbe reso gli olandesi, sempre al confine di un senso di superiorità.

Annunci

Pubblicato il 12 luglio 2010, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. bel post, complimenti. pienamente d’accordo. ciao

  2. Chi può esser più d’accordo di me!!!!

  3. Solo il calcio tiene in piedi nazioni inesistenti come Italia e Spagna.

    Lombardia Libera

  4. d’accordissimo. e tutto ciò si capiva già nei lontani anni ottanta, quando andai a madrid per la prima volta: erano passati solo nove anni dalla fine della dittatura, ma già si vedeva un futuro come questo che dici.
    e non in senso calcistico.

  5. Gli italiani un grande popolo, sempre a soccorso del vincitore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: