Zelig

Dodici giorni tra Atene, le Sporadi con Skiathos e quindi di nuovo Atene, tornato un po’ dimagrito (provateci voi a mangiare porzioni luculliane quando fa 40 gradi all’ombra) ma molto rigenerato dalle bellezze della Grecia, con una vacanza che è cominciata bene, ha avuto quindi un assai penoso problema che la stava per far deragliare del tutto, e poi c’è voluto un po’ di tempo prima di ritornare a sincronizzarmi con il posto dove ero e a lasciarmi dietro quello che non mi serviva più.

Mi succede sempre, nelle mie vacanze, che nei primi giorni vengo costantemente identificato come un turista (anzi, la cosa che trovo più fastidiosa è che io dica “Hello” e la risposta sia “Buongiorno”, così a colpo sicuro) e poi invece alla fine sono confuso per un abitante del luogo, con anzi un certo stupore quando faccio presente che non capisco la lingua del posto: così stavolta sono diventato greco d’adozione, dopo essere stato nelle altre passate vacanze inglese, spagnolo, portoghese, turco e olandese (non so cosa potrebbe succedere se andassi a Tokyo: però non dovrei assomigliare molto ad un giapponese tipo).

Nel frattempo che mi riorganizzo per le mie impressioni di viaggio: Eleutheria i thanatos

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Pubblicato il 18 agosto 2010 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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