“L’invasione degli ultragay”

Me l’ha regalato E. per il mio compleanno (e sono rimasto molto affettuosamente divertito dall’idea di lui, etero convinto, che entra in una libreria e chiede al commesso dove si trovino i libri gay, e comincia a scartabellare un po’ incuriosito e un po’ straniero in terra straniera).

La trama è giocata su due livelli, o meglio l’espediente utilizzato è quello del libro dentro il libro. L’alter ego dell’autore (Corrado Farina l’autore, l’alter ego è Corradino Piersanti) è un onesto scrittore di racconti splatter, che un giorno ha l’intuizione di narrare non tanto l’eroica lotta dell’ultimo essere umano contro gli zombie, ma quella dell’ultimo eterosessuale in una stramba società futura dove solo l’omosessualità è accettata, il presidente degli Stati Uniti è una trans di nome Sylvester/Silvie B. Kane, e le pattuglie Pat-G (gay) e Pat-L (lesbiche) vigilano sulla pubblica moralità, con tanto di centri di rieducazione per gli etero irriducibili e autorizzazione esplicita alle molestie sul luogo di lavoro.

Questo per il libro dentro il libro, la cui trama e il cui stile di scrittura sono volutamente sempliciotti (credo che Farina si sia ben divertito a fare un po’ lo sborone mentre scriveva). La trama del libro è quella riguardante tutti gli stravolgimenti che capitano a Piersanti quando comincia a scrivere questo racconto a puntate.

Il suo agente letterario, Giorgio Pinto, ottiene un grande successo con la pubblicazione del racconto d’appendice su una rivista nazional-popolare, e a quel punto la vita del povero Piersanti non sarà più la stessa.

Tra i giornali di destra che ne esaltano il coraggio ambizioso di denuncia contro il complotto della lobby gay, e quelli di sinistra che lo disprezzano perché è un cripto-fascista (salvo il cambio di casacca quando il suo agente, con grande fiuto, annuncia che é gay, e allora titoloni del giornale di destra: anche Piersanti è gay! Chiaro il tentativo di infiltrazione!), cortei pro e contro di varie associazioni gay, servizi segreti che un po’ tramano nell’ombra (del resto, siamo sempre in Italia o no?), noti conduttori televisivi (tale Maurizio Speranza, fate un po’ voi) che vogliono intervistarlo, il tutto diventa una godibile seppure non troppo incisiva satira di costume sugli opposti estremismi e gli schematismi in cui vive la società italiana d’oggi.

Un racconto che ho letto in un giorno, scritto con professionalità ed onestà. Si vede un po’ che l’autore ha lavorato per anni nel settore della pubblicità, perché ha saputo ben confezionare il tutto; ma nella pubblicità di Carosello, mantenendo quindi un certo buon gusto per le cose costruite bene.

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Pubblicato il 22 agosto 2010, in recensioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. E’ proprio vero: ormai questi uominisessuali sono dappertutto, signora mia. O è colpa di Cernobil, o è davvero un complotto dei marziani che vogliono conquistare la Terra. Sennò come si spiega che ai miei tempi di questi invertiti non se ne vedevano mai, e adesso invece vanno anche in televisione?

    • E qualcuno ha pensato ai bambini? A cosa possono vedere quegli occhi innocenti? A quali perversi spettacoli potrebbero essere esposti? Qualcuno ha pensato ai bambini?

  2. Ah guardi, io per essere sicura i bambini li mando in parrocchia; c’è il parrocco che impazzisce per loro, letteralmente.

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