Yocca

Il collega fa lo spuntino di mezza mattina, a base di Yocca e un po’ di noci. Gli ingredienti sono scelti in base ad un rigido programma nutrizionale, che gli fornisce tutti i dovuti nutrienti, in modo da permettergli di massimizzare i risultati dell’allenamento con i pesi in palestra.

Non che i risultati non si vedano, anzi, sta mettendo su un bel fisico. Ma mi pare che, più va da avanti nell’avere un bel fisico, e più la componente ossessivo-compulsiva predomini. Sono i primi giorni di Settembre, eppure già c’è la dieta da seguire, lo schema di allenamento fino a Dicembre, poi una idea di cosa fare fino all’estate del 2011, in modo tale da sfoggiare un fisico in spiaggia, parliamo da qui a 13 mesi, migliore di quello – comunque già apprezzabile – sfoggiato quest’anno, quando c’era un po’ di pancia perché ha preferito non mettersi troppo a dieta, per non perdere muscoli che gli servono per crescere ancora di più quest’anno in palestra ecc… ecc…

Sarebbe comunque un bel tipo, non il mio ma insomma uno che potrebbe anche avere delle soddisfazioni, ma più lo vedo e ci parlo e più mi convinco che sia un uomo (eterosessuale, senza dubbi e tentennamenti) con una grande paura delle donne. Per cui un po’ si avvicina loro, un po’ gioca, un po’ gli fa capire che lui è simpatico e divertente, ma poi tutto si smonta in pochi secondi, come un soufflé quando apri la porta del forno.

Mi colpisce, di lui, proprio questa dimensione ossessivo-compulsiva così totalizzante, per cui la persona con cui meglio interagisce è un altro palestricolo, uno che sarebbe da classificare nella categoria del bono se non fosse, purtroppo è, un altro uomo ad una dimensione. Quando li senti parlare insieme, ti prende un calo della palpebra che le poesie di Sandro Bondi a confronto sono un momento intellettualmente frizzante.

Io penso che fare sport sia una cosa essenziale, e che niente faccia stare meglio dal punto di vista fisico; ben sono consapevole che, da quando ho smesso di andare in palestra, colleziono doloretti e doloroni vari.

Appunto, ho smesso di andare in palestra; certo che, da quando non ci vado, la mia capacità di rimorchio non è diminuita, tutt’altro. Proprio questo collega si è lamentato con me che, poverino, sono due mesi che non fa sesso, io ho pensato a quello che ho fatto negli ultimi due mesi e ho smaccatamente finto solidarietà. E penso che non sia così strano non fare sesso se sei tutto preso da uno sport come il bodybuilding, in cui il focus e l’attenzione sono tutti su di te e sul tuo corpo, e non c’è altro che te e il peso che devi sollevare.

Penso pure che sì, dovrei tornarci, ma ora sarebbe appunto una ottima scusa, come dicevo qualche post fa, per non occuparmi di altre cose, per cui lascio la cosa in sospeso.

Ma il pensiero che più mi viene forte è che per un periodo io ho dato vita agli stessi comportamenti che questo collega ha oggi (non era yocca e noci, ma lo spuntino di mezza mattina che fosse nutrizionalmente equilibrato c’era tutto). Penso anche che questi comportamenti fossero una proiezione di un desiderio di starmene da solo per un po’ (anche il sesso all’epoca era piuttosto rarefatto) e che la mia terapeuta non abbia per niente affrontato questo tema della mia fissazione palestricola, occupandosi invece delle cose importanti; affrontate quelle, il comportamento ossessivo-compulsivo che c’era dietro s’è sgonfiato.

Questa è l’essenza di una psicoterapia: se un fatto A, latente, causa un comportamento B, palese, è del tutto inutile intervenire su B, anzi più lo si combatte e più si rafforza: è il grido di dolore della psiche che chiede di essere ascoltata per A. Un bravo terapeuta ignora quasi completamente B, considerandolo solo un mezzo per arrivare ad A, su cui poi interviene.

E’ il motivo per cui, a questo collega, non potrei certo dire: la tua maniacalità per la forma fisica, per un ipotetico domani in cui il tuo fisico sarà perfetto e quindi desiderato da una ancora più ipotetica donna, è un modo per posporre un confronto con il genere femminile che ti mette paura, quindi dovresti smettere di mangiare lo yocca ed andare a femmine, avendo anche più fiducia in te stesso, senza cercare la donna perfetta perché tu non sei e non sarai perfetto; avrei ragione nella considerazione fatta, ma a parte che lo farei incazzare oltre ogni ragionevole limite, non servirebbe assolutamente a niente, perchè avrei parlato del comportamento palese e non di quello latente.

Mi rimane, nei confronti di questa persona, un senso di dispiacere, perché non è una cattiva persona, e lo vedo che gira e gira intorno a se stesso senza potergli nemmeno dire qualcosa; fa parte del mio nuovo contesto lavorativo: quando sei in un posto dove tutti o quasi vengono da aziende diverse, allora puoi permetterti anche di giocare oltre e fuori le righe, tanto non hai da perdere una carriera; ma devi rimanere molto più prudente in un posto in cui, potenzialmente, potresti rimanere per anni.

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Pubblicato il 6 settembre 2010, in Fatti miei con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. Serviresti come psicologo con le donne pure a me….

  2. Uh, che tu abbia smesso di andare in palestra è una notiziona, però!

  3. Mi hai fatto venire in mente un incontro di quando vivevo in America. Incontrai un tipo, un bodybuilder che aveva posato per molte riviste e calendari. Entrare in casa sua fu un viaggio nell’ossessione narcisistica sparata ai massimi. La cucina era tappezzata da ritagli delle riviste in cui era comparso. La camera da letto aveva per 3 lati specchi: mentre scopavamo, non faceva altro che guardarsi i muscoli guizzare. Io tenevo la testa girata perchè non riuscivo a non ridere: dopo, invece, mi è rimasta una grande tristezza (per lui!) anche perchè la prestazione era stata ben lungi dallo splendore patinato dei suoi muscoli. PS Dimenticavo un dettaglio importante: mi aveva mandato le foto di almeno dieci anni prima!

  4. Vabbè, esustono persone che hanno l’ossessione per il fisico, ma ma da qui a definire ossessivo compulsivo uno perché segue una dieta e si dedica alla palestra è come dire che chiunque ha una passione (libri, internet, blog, politica etc) è un ossessivo-compulsivo.

    Insomma, dovrebbe essere un mondo di zombie che non si appassiona a nulla e vive grigiamente.

    Non parlo del tuo collega, che ovviamente non conosco. Ma il disturbo ossessivo-compulsivo è tutt’altro.

    Poi mi fa sempre sorridere vedere che chi va in terapia inizia a fare diagnosi a tutti (soprattutto a quelli i cui comportamenti li infastidiscono per qualche motivo…). Quando invece uno psicologo preparato come non si focalizza su B ma su A (ma poi lavora anche su B, specie se è un comportamentista o cognitivo-comportamentale) così non deduce da B una diagnosi. Perché per fare diagnosi da parrucchiere bastano pochi elementi. Per comprendere come funziona la psiche altrui ci vuole molto di più. basta vedere con la propria: non siamo in grado di capire facilmente noi stessi, figurarsi dedurre le dinamiche di un’altra persona solo da un vasetto di yocca e qualche settimana in bianco!

    • Io non ho parlato di un “disturbo ossessivo-compulsivo”, ma di un tratto di personalità ossessivo-compulsivo, è una bella differenza.

      Credo pure, per risponderti, che certe manifestazioni delle proprie passioni abbiano dei tratti siffatte (tipo il collezionista che vuole tutti i numeri di una rivista, o l’appassionato di moto che la pulisce in continuazione), quindi non valuto certo la palestra con occhi più critici o di critica “perché quelli che la fanno sono fissati”.

      Andare in palestra significa avere una rigida routine, ripetere le cose più volte in un certo modo, seguire una certa dieta, quindi è un ottimo framework per un tratto di personalità del genere, che anzi viene canalizzato in una attività che alla fine è comunque benefica per l’organismo.

      Non vuol dire che chiunque faccia palestra (e sottolineo palestra, non sport in genere, perché negli sport di squadra o di combattimento le dinamiche psicologiche sono tutt’altre) abbia questa manifestazione, e certamente non nella stessa intensità, ma dei due di cui ho scritto c’è eccome, e in questo collega per sua stessa ammissione.

      Ultimo, mi sa che hai frainteso il senso dell’articolo: non volevo certo scrivere un ritratto psicologico di questa persona, se non altro perché questo richiederebbe una oggettività che non ricerco (prova ne sia che parlando di lui, in realtà, ho parlato di me).

      Peraltro, questo collega non è che l’ho solo visto mangiare uno yogurt e su quello c’ho costruito un film, ma c’è una frequentazione lavorativa di mesi, per cui una qualche idea me la sono pure formata per un complesso di atteggiamenti, reazioni e comportamenti che qualcosa pur mi dicono, e non credo affatto di sbagliare nella mia analisi; mi dirai, casomai, che è un esercizio un po’ fine a se stesso.

      • Beh, “dimensione ossessivo-compulsiva così totalizzante”, collegata alla relazione con le donne e con l’immagine di sé come l’hai descritta, non si discosta molto dalla definizione di disturbo. Anzi, è proprio la definizione del DOC :)

        Detto ciò, era un commento generico, puoi fare analisi di personalità a chi vuoi, non è vietato da nessuna legge (a meno che non la scrivi e la firmi, ovviamente eheheh).

        • Se è una definizione, l’ho verificata per caso, non ho preso il DSM e visto quanto fosse applicabile :) il che casomai conferma che ho visto giusto.

          Ma, mi ripeto: l’analisi di personalità, nel caso, è su di me, non su questa persona, mi spiace che questo aspetto non sia stato reso evidente.

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