Vandana Shiva: sì al biologico, no ai brevetti

Giusto perché fa sempre bene tornare sul tema degli OGM, riporto quanto ha scritto oggi Repubblica.it da una intervista con Vandana Shiva, una delle donne più invise ai prezzolati dalle multinazionali degli OGM:

“l’unico modo per affrontare la fame è la riduzione dei costi della produzione alimentare e l’aumento della resistenza ai cambiamenti climatici. Questo significa adottare il metodo biologico. Inoltre, l’eliminazione della fame richiede un impegno per la sovranità alimentare e sistemi decentrati e diversificati per la produzione e distribuzione alimentare”.

[…]

“È necessario stoppare i brevetti e i diritti di proprietà intellettuale sulle sementi. Brevetto significa royalty, royalty significa povertà e povertà significa fame. La fame continuerà a esserci se le scarse risorse degli agricoltori e dei contadini verranno prosciugate dagli alti costi dei semi e dei prodotti chimici, pesticidi e fertilizzanti. La fame – conclude Shiva – è il risultato degli elevati costi di produzione agricola e della distruzione della biodiversità necessaria per fornire alimenti e nutrizione”.

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Pubblicato il 23 settembre 2010, in Fatti nostri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. ma la povertà e la fame, a loro volta, servono al potere perché danno la possibilità di concedere (poco) o negare.

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