Come il ballo dell’estate

Nelle relazioni interpersonali essere belli aiuta, ma non basta. Quello che è bello-bello, ottiene un grande successo non perché abbia sviluppato una grande capacità di ascolto e di analisi dell’altro, non per l’ampiezza dei suoi interessi, non per lo sviluppo delle sue capacità di seduzione, ma sopratutto se non solo perché è appunto bello anche (se non sopratutto) con una maglietta bianca su un paio di jeans, perché gli basta lanciare un minimo di un sorriso per avere folle che cadono ai suoi piedi, senza doversi preoccupare di dire o fare chissà cosa: sarà l’altro ad avere l’onere di essere ricettivo, a ridere ad ogni battuta anche mediocre, ad interessarsi anche delle cose ininteressabili.

E di sicuro, non è una punizione essere belli, finché non diventa un limite. Perché poi, con il passare degli anni, se quel sorriso e quel paio di jeans che mettono in mostra un culo scolpito e un pacco evidente diventano i limiti del proprio mondo e della propria capacità di seduzione, improvvisamente ci si trova a passare dagli -enta agli -anta, e a scoprirsi sempre belli, ma sì sai relativamente. E tutto il sorriso del mondo e le chiappe scolpite non bastano proprio più, quando si può raccontare la propria esperienza di vita dicendo che ogni anno si va a Mykonos, Stitges e Gran Canaria. Certo, rimane una certa ragionevole invidia, da parte di noi che belli-belli non siamo, a pensare a quali simpatici menage si saranno scatenati, in tali lidi, tra i vari belli-belli.

Ma poi, vedendo in quei visi i riflessi della bellezza che fu, te li vedi così, ecco, imbranati, incapaci di costruire qualcosa, di raccontarsi o di raccontare qualcosa di diverso, e ti sembrano sempre più patetici.

Un po’ come quei venditori da strada, quest’anno è l’anno delle palline colorate e allora tutti a venderle, ecco guarda come sono belle, poi dopo una stagione – seppure – finisce l’effetto novità, e il passante si avvicina più per stanchezza che per curiosità, in fondo ci passi davanti, il guizzo negli occhi sperando di concludere l’affare, ma l’interesse è già scemato.

Un ballo di lambada. Ah sì ok, la lambada. Eh sì bella. C’erano anche le scuole di lambada. Impossibile non conoscerla. La trasmettevano ovunque. Te la ricordi?

Così vedi questi non più trentenni, chiusi nel bozzolo della loro eterna gioventù, senza aver mai sviluppato un minimo di capacità di relazionarsi, convinti di sedurre un trentenne ed oltre non bello-bello con trucchi e tatticismi buoni tra due quindicenni, e ti limiti a pensare che sì ok, è stato il ballo dell’estate.

Annunci

Pubblicato il 26 settembre 2010 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Per questo si va in carpione per i belli come te, che sono belli sempre.

  2. Sono solo a metà. Ieri è piovuto e oggi pausa. Niente vino novello, è roba per gonzi :-P

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: