Tra Maxxi, Terme di Diocleziano e Galleria Barberini

Questi due giorni di aperture straordinarie dei musei nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio hanno ben fruttato. Il che è ottimo, perché più passa il tempo e più vedo che se non mi espongo periodicamente all’arte mi prende male.

Maxxi. Il museo delle Arti del XXI Secolo è particolarmente bello nelle sue forme, sono riusciti a costruire qualcosa in cui non ci sono due piani alla stessa altezza, non ci sono forme rigide e anzi ogni angolo è una scoperta, ma non da risultare dispersivo. L’ingresso mi ha ricordato il Nuovo Museo dell’Acropoli di Atene.

(Sappiate, cari lettori, che c’è un lettore e commentatore di questo blog che ha contribuito alla progettazione dello stesso, io non dirò chi è perché se vorrà lo dirà lui stesso, ma sappi (e ora mi rivolgo a te) che è stata un’emozione in più pensare che c’era il tuo tocco dietro quell’opera.)

Tornando al museo, quello che mi ha lasciato invece più tiepido sono le collezioni. A parte che io non riesco a strapparmi i capelli per l’arte moderna, però l’impressione è proprio che le collezioni debbano irrobustirsi un poco. Mi è particolarmente piaciuta l’installazione di Giuseppe Penone (che potete vedere qui) in cui l’esperienza sensoriale è resa completa dalla resina posta sulla trave. Oddio come parlo.

Altre cose mi hanno lasciato molto più perplesso, tipo un’opera di Billy Viola, composta da ciotola di acciaio piena d’acqua con dei cosi che sembrano strisce di cocco, e uno schermo che mostra la creazione dell’opera stessa, ove l’artista beve dell’acqua e la sputazza nella ciotola stessa: di sicuro, è un passo in avanti rispetto alla Merda d’Artista di Manzoni.

Poi si vabbè, Fontana. Bella, anche negli spazi, la retrospettiva su Luigi Moretti.

Terme di Diocleziano. Viste già in una precedente occasione, sono state il teatro di un concerto di musica antica assai apprezzato, non era popolare ma nemmeno inutilmente intellettualistico. Ovviamente, sempre con il tocco da strapaese per cui chi ha prenotato ha fatto bene, ma tanto ci sono dei posti in più, e poi qualcuno rimane in piedi.

Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini. Sturbo. Le nuove sale – al piano terra – non sono eccezionali negli spazi (con l’eccezione di una Sala delle Colonne, che pensare che c’è un posto così dentro Roma fa un effetto strano ma magico) e nemmeno così piene di opere, ma quello che c’é è bellissimo, da un crocifisso in legno del 1050 ad alcuni trittici meravigliosamente conservati. Nelle sale che erano già aperte, tutto predispone per arrivare all’estasi caravaggesca, io sono andato lì quasi solo per vedere il Narciso e mi sentivo ruzzolare nella strepitosa bellezza del quadro. Caravaggio ha saputo rappresentare il disperato erotismo dell’uomo tutto proteso verso sé stesso e la propria distruzione, il corpo in tensione, la ricerca spasmodica del piacere, la superba fusione tra eros e thanatos.

Nota: caro giovanotto che facevi da guida a quel gruppone di italiani. Premesso che sei piuttosto carino e, nel caso leggessi queste note, considerati invitato a cena, ti prego! la prossima volta che dovrai parlare del Narciso, di non metterci in mezzo il gnôthi seautón socratico perché secondo me, come dire, non c’entra una cippa, e di sicuro Caravaggio suggerisce letture più sanguigne e corrette, non vedere quel quadro come fosse un’opera idealista, non lo è. (Ok per la cena)

Giovanotti. Io non so come mai sia, ma è che in queste occasioni inconti sempre dei tocchi di maschio che vedi solo qui; non li incontri in spiaggia, al cinema, nei bar, in palestra, in chat, in libreria, ma solo in questi posti: credo che ci sia un gruppo di gay che viene ibernato tra una mostra e l’altra, e appena finita torna a casa e non dà sue notizie al mondo esterno. Oggi ho visto un ragazzo così bello che, semplicemente, non riuscivo a muovermi in sua presenza, lasciamo perdere proferire un concetto più strutturato di un rantolo (quanto al Maxxi, ero con un mio amico ed abbiamo incontrato un suo amico eterosessuale: presumiamo fosse l’unico in tutto il museo). Mi sa che devo andare per mostre anche più spesso.

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Pubblicato il 26 settembre 2010, in recensioni con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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