Un uomo stanco, ma non stupido

Berlusconi ha detto che il piano di salvataggio delle banche americane (il TARP) è stato deciso da Obama dopo un consulto Roma-Washington. Potrebbe sembrare solo per quello che è, una cazzata che riscrive la storia oltre la decenza (il piano fu varato da Bush) ma credo sia invece un messaggio obliquo.

Berlusconi sa, perché non è stupido, che gli americani se ne vogliono liberare il prima possibile. I suoi rapporti con Putin e Gheddafi non sono digeribili oltreoceano, e certo la scarsa simpatia personale con Obama non aiuta (in realtà, pure Bush l’avrebbe volentieri gonfiato di legnate alla prima occasione, visto che il falso rapporto sulle armi di distruzione di massa irachene è transitato, se non proprio stato confezionato, anche con delle complicità nella penisola).

I servizi segreti americani si stanno già muovendo: nessun altro avrebbe potuto indicare a Gianfranco Fini che era l’oscuro Lavitola quello che, sbarcato sull’isola di Saint Lucia, stava cercando la regina delle prove. Tantomeno Fini e i suoi non sarebbero stati così espliciti e duri nell’indicarne il nome se l’informazione non fosse giunta da una fonte che loro stessi hanno definito aldilà di ogni possibile dubbio, l’espressione in genere usata proprio per indicare i servizi segreti dei paesi alleati.

Uno ci pensi, all’idea di un ufficiale della CIA che chiama il Presidente della Camera dei Deputati per metterlo al corrente di una manovra contro di lui, ordita dal Presidente del Consiglio dei Ministri dello stesso paese, mica di un altro paese, e si dica se la cosa non è ben oltre tutto quello che ci saremmo mai potuti immaginare. Strano solo che Fini, al dibattito della Camera, abbia fatto un mezzo sorriso, credo che chiunque altro al posto suo avrebbe sfoggiato una immensa erezione: si vede che è un uomo freddo.

Vogliamo parlare della gita di piacere che, negli ultimi mesi, hanno fatto negli Stati Uniti sia il Presidente della Repubblica Napolitano (che come tutti sanno non è mai stato un informatore della CIA) che Pierluigi Bersani? Sono sicuro che Bersani è andato a promuovere il culatello.

Ora, circolano voci, magari assai speculative, che Gianfranco Fini abbia l’arma finale, e aspetti solo l’occasione per sfruttarla. Un qualcosa, legato proprio ai rapporti di Berlusconi con Gheddafi e Putin, che potrebbe segnare la distruzione politica di Silvio, e quantomeno il crollo del governo. Un qualcosa, proveniente proprio da certi ambienti.

Per cui, oggi quando Berlusconi s’è messo a parlare del suo ruolo negli Usa, ha solo provato a mandare un messaggio del tipo che, se casca lui, cascano tutti. Rozzo, ma lo spazio di manovra era assai poco (ve lo ricordate il ministro di Giustizia, Filippo Mancuso, quando parlò del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, lasciando una pagina vuota del suo intervento, come a dire che ne avrebbe potuto dire di cose? Ecco, Berlusconi non è uno da pagina bianca).

Si è trattato del grido di un leader ormai stanco, che si addormenta durante il dibattito parlamentare, ha un viso che va invecchiando in modo sempre più rapido (e anche qui, le voci che circolano in Parlamento sulle sue precarie condizioni di salute saranno interessate, ma non so fino a che punto), e che cerca di riorganizzare le sue truppe, solo che quando un pesce entra nelle rete un altro esce, e certi pesci come Ciarrapico sono particolarmente velenosi.

Non so quanto queste voci siano vere, è molto difficile da dirlo perché si è creata una cappa molto forte, però tutti riflettano sul fatto che un giornale di quasi contro-informazione come Dagospia ha detto che della faccenda della casa di Montecarlo non vuole più sentire parlare, perché nelle parole del suo direttore, Roberto D’Agostino, è entrato in un gioco assai più grande da cui si vuole tirare fuori.

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Pubblicato il 30 settembre 2010, in Fatti nostri con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Resta purtroppo il fatto che ce lo toglieremo dai coglioni soltanto quando morirà. E non è una bella prospettiva.

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