Uno spettro s’aggira per l’Italia

(Adnkronos) – Costruire una fusione tra Alitalia ed Air France, una volta scaduto il lock up nel 2013. E’ questa la proposta che l’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, avanzera’, come ‘raccomandazione’, agli azionisti dell’aviolinea. ‘La mia opinione personale- ha detto Sabelli in un’intervista contenuta nel libro di Bruno Vespa ‘Il cuore e la spada. 1861-2011′- che trasformero’ in una raccomandazione agli azionisti, e di costruire un ‘merger’ tra le due compagnie per confluire in un aggregato piu’ grande

 

Il governo del fare ha risolto il problema dell’immondizia a Napoli, che non – si badi bene – è tornata a traboccare – ma è rimasta dove è sempre stata, s’è solo rotta la cappa mediatica che impediva di parlarne. Il governo del fare ha dato una casa agli aquilani, che sono ancora dispersi in tutto l’Abruzzo, spesso confinati in una camera d’albergo senza nessuna prospettiva. Il governo del fare ha evitato che Alitalia diventasse francese, e nel 2013 – a legislatura finita, guarda un po’ ile coincidenze della vita – la proposta dell’attuale amministratore delegato è quella di cedere tutto quanto ai francesi, che già ora sono i maggiori azionisti di Alitalia, e dal 2013 i proprietari.

Praticamente l’operazione che abbiamo fatto è stata quella di lavare i debiti di Toto/Airone, ripianando tutto con 5 miliardi di soldi pubblici – quelli che mancano oggi per l’Università, la Polizia, ecc… – lasciando la ditta agli amici del Bunga Bunga che si sono trastullati così, per divertimento, giusto per passare qualche anno tra gentiluomini tipo al circolo del giuoco del golf, e poi sbaracchiamo tutto e tante grazie, popolo cojone risparmiato dal cannone.

Oggi ho visto Berlusconi in un’intervista fatta a Bruxelles, un uomo ormai completamente avulso dalla realtà, che più che spaventato è spaventoso, come il Macbeth scespiriano. Non metteva paura, non incuteva rispetto come è stato in passato, ma era un’immagine assente, aliena, contraria alla logica, come quei sogni surreali che, mentre sogni, sai che è un sogno perché la realtà non è  così. E’ la prima volta che provo questa sensazione, che nemmeno saprei descrivere. Il capo è evaporato, c’è solo un guscio vuoto, uno che viene fatto scopare a comando, come i cani di pavloviana memoria, giusto per pilotarlo per quanto ancora possibile; un limone spremuto a cui dovrebbero consigliare, se ci fosse qualcuno preoccupato per la sua incolumità, di scappare il più velocemente possibile, prima che il conto da pagare non diventi troppo salato; perché ,intorno a lui, aleggia un vento di morte.

Annunci

Pubblicato il 2 novembre 2010, in Fatti nostri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Semplicemente, chapeau!

  2. interessante. secondo questa visione delle cose c’è chi lo manovra: e questo in effetti ben collima con il suo essere andato del tutto fuori di testa.
    il fatto è che di mettersi al riparo nessuno glielo dirà mai, ché costoro si interessano solo della propria, di incolumità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: