Pensierini sparsi sulla situazione politica

I giornali di oggi sono tutti tesi a sottolineare un passaggio dell’intervento di Fini di ieri, quello in cui ha invitato Berlusconi a dimettersi. A parte alcune piccole sfumature di galateo istituzionale (del tipo che le crisi di governo si aprono in Parlamento con un voto di sfiducia, non sulla fiducia della sfiducia; e che un Presidente della Camera che sfratta il Presidente del Consiglio è una novità anche per la disastrata – e volesse il cielo esaurentesi – Seconda Repubblica), e tutto valutato che il fatto in sé è forte, non ho visto molti commenti sull’idea di società che Fini ha espresso ieri (con tutte le prudenze verso un leaderismo che ha fatto il suo tempo).

Fini ha parlato di immigrati che si integrano, di diritti civili, di temi insomma che sono non solo incompatibili, ma contrari all’attuale idea che il PdL ha della società italiana; ha minato alle fondamenta le assunzioni di quel partito su come l’Italia debba essere, e l’ha tacciato di essere un partito retrogrado. Con questo mettendocisi contro, in modo definitivo ed irrevocabile. La rottura tra PdL e FLI non sarà sul lodo Alfano, nel senso che potranno pure scannarsi su questo tema, ma è un dettaglio rispetto al quadro complessivo. Tra l’altro, così facendo, Fini si è ritagliato un ampio spazio di manovra, su cui quelli del PdL non possono starci dietro, aprendo delle voragini nell’elettorato di destra.  Poi, che FLI nei prossimi anni si limiti ad essere quello che era il PRI alla fine della Prima Repubblica, o qualcosa di più, lo scopriremo vivendo.

I giornali di Berlusconi hanno passato l’Estate a parlare del prestanome della casa di Montecarlo. Non hanno trovato il tempo di osservare che Fini che parla di diritti agli immigrati è lo stesso della legge Bossi-Fini (ve la ricordate, no?); ecco, quello evidentemente era un prestanome, altro che la cucina di Montecarlo. Hai pensato che l’arma atomica fosse la cucina Scavolini? Ecco il risultato.

Che poi, vogliamo parlare di FLI? Tipo Barbareschi responsabile della Cultura.

Se Berlusconi fosse un leader politico, sarebbe andato di corsa al Quirinale, proprio per questo problema del rapporto con l’elettorato che impone almeno un governo di coalizione. Sempre se fosse un leader politico, avrebbe accettato, anzi messo lui in campo per primo, l’idea di un nuovo governo con a capo un più o meno fedelissimo; ma il Lodo Alfano non prevede l’immunità, ne può prevederla, per gli amici del Presidente del Consiglio, quindi Berlusconi non può mollare l’osso.

Almeno, evitasse lo spettacolo di una sentenza della Corte Costituzionale a lui sfavorevole, giusto per salvare le apparenze. Sennò vuol dire che è proprio privo di ogni residuo di lucidità.

Quelli che pensano che non possa nascere un nuovo governo, dimenticano sia la storia recente d’Italia (tipo il governo D’Alema, realizzato con una scissione traumatica a sinistra dell’allora Rifondazione Comunista), sia che questo nuovo governo avrebbe l’appoggio certo di Confindustria e USA, e quantomeno un’apertura di credito dalla Chiesa Cattolica. Pensare che questi tre eterogenei ma fortissimi poteri non sappiano muovere le loro pedine è un po’ da ingenui.

E un governo del genere, durerebbe almeno un anno, probabilmente un paio (tipo il governo Dini, per intenderci). Per tanti motivi, dalla cottura di quel che resterebbe di Berlusconi, alla gestione della crisi economica (di cui si stima un’esplosione tra il 2011 e il 2012, stiamo ancora al fuoco che cova sotto la cenere) al fatto che non vedo il PD – per dirne uno – così pronto a tirare la volata a Vendola, oggi candidato fortissimo, ma tra un paio d’anni chissà.

Ma poi, non vogliamo fare qualche indispensabile riforma costituzionale? E ci vogliono giusto un paio d’anni per venirne a capo.

Dichiarazione dei capogruppo della Lega: L’incontro è andato bene, andiamo avanti. Si è deciso di proseguire con l’azione riformatrice per realizzare il programma. Ne è emersa un’assoluta sintonia sui concreti problemi del Paese e sulle azioni da realizzare, a partire dalla situazione creatasi a seguito delle alluvioni in Veneto. Domani Bossi e Berlusconi saranno nei territori interessati insieme al Presidente Zaia, per un sopralluogo nei comuni maggiormente colpiti” Diciamo che un comunicato del genere fa tanto DC dei bei tempi andati, io speravo un po’ di vedere spuntare fuori il nome, chessò, di Zamberletti. Giusto sul nuovo che avanza, anzi sul rompete le righe.

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Pubblicato il 8 novembre 2010, in Fatti nostri con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. è quel proseguire con l’azione riformatrice la cosa più comica.
    per proseguire con qualcosa bisognerebbe per lo meno averla incominciata.

  2. Istantanea davvero limpida e puntuale sul disastro presente, e su quelli a venire. Vien quasi voglia di sorridere, se non fossero così drammatiche le conseguenze reali…

  3. Se dai un occhio all’intervento di Travaglio nel blog di grillo ne troverai delle altre… Altro che barbareschi alla cultura! Sigh.

  4. Ciao Paolo, sempre ti leggo e mai ti commento, ma sta volta, dai, due righe te le lascio.
    Mi piacciono sempre le tue analisi di attualità e politica. Non sempre le condivido in toto, ma cmq le trovo ricche di argomentazioni e spunti.

    Ciao
    Max

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