La mostra su Van Gogh al Vittoriano

Booh. Diciamo che una mostra così micragnosa e modesta non la vedevo da tempo (da mai, forse).

Il titolo della mostra è “Van Gogh: Campagna senza tempo e città moderna”, volendo rappresentare il conflitto (?) e le oscillazioni di Van Gogh nel rappresentare queste due diverse dimensioni del vivere umano. Il concetto non mi pare di suo così profondo, e alla circa sesta volta che l’audioguida lo ripete, cala il latte alle ginocchia.

Parliamo subito dell’audioguida: modesta, a tratti involontariamente comica. Per esempio, quando l’annunciatore (la cui dizione non mi è per niente piaciuta) legge un testo del tipo “il tal giorno, Van Gogh si trasferisce nella tal città, dove divide la casa con il tal pittore. Dalla casa, si vede la stazione” e FINE. Cioè ben 21 secondi (ho controllato) di guida, detti con un tono enfatico analogo a “A vent’anni mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana”.

Dei quadri di Van Gogh, diciamo che intanto ce ne sono pochi, e ci sono numerosi rinforzi di Millet, Gaugain ed altri, sicuramente apprezzabili ma allora la mostra non è su Van Gogh. Poi, siccome avanzava dello spazio, ci sono anche libri e giornali d’epoca, di cui sfugge completamente il senso (a parte un custode che mi si è avvicinato per dirmi di non avvicinarmi troppo per vedere questi libri, con tutto che erano ovviamente sotto una teca: ora capisco che questi siano lavori di utilità sociale, ma magari spiegargli cosa, come e perché facciamo noi visitatori di queste mostre potrebbe essere un utile corso di formazione professionale).

Gli unici quadri decisamente belli erano quelli su Montmartre, prestiti dal Van Gogh Museum; il resto era abbastanza improvvisato, con questo filo conduttore del confronto città/campagna molto tirato per i capelli. Certamente mancavano tutte le opere belle, quelle stanno ad Amsterdam.

Fortuna che non abbiamo pagato i biglietti d’ingresso (l’audioguida sì, ahimè).

La mostra è prorogata fino al 20 Febbraio, quindi avete tutto il tempo per prendere un biglietto aereo e andare al meraviglioso Van Gogh Museum di Amsterdam.

Altrimenti, se proprio volete una mostra al Vittoriano, fino al 23  Gennaio ce ne è una gratuita su Eleonora Duse: assai più bella e realizzata con un grande buon gusto e un impatto scenico notevole.

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Pubblicato il 15 gennaio 2011, in recensioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Te sei andato da Vincent e non mi hai detto nulla?!
    Ci sei entrato aggratiss?!
    Ti permetti di fare stroncature al mio livello, non riuscendoci neppure?!
    Sappi che mi ritengo offeso.

    • Sì, e c’era un buon motivo.

      Sì (e non era quello il buon motivo)

      Boh, nel caso l’ispirazione è assai inconsapevole.

      Mi spiace, ma mettila così: ti ho risparmiato una mostra modesta.

  2. e il nome_e_cognome, come lo pronunciava?

  3. Circa “vangog”, con la v non troppo forte.

  4. Guarda, STESSA cosa successa a me qui a Tokyo. Identica, sul serio. Qualche imbecille sta organizzando mostre di van gogh in maniera assurda in giro per il mondo mi sa… Solo, mi sa che a te mancavano i millemila giapponesi con cui fare a spintoni che sono capitati a me…

    • In effetti, abbiamo solo incrociato il gruppone che deve assolutamente seguire la guida che spiega le cose e quindi si comporta come un sol uomo.

      Sarebbe interessante se tu facessi un post sul tuo blog sulle mostre che si fanno a Tokyo :)

  5. non potrei essere più d’accordo!

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