Quando finirà, e cosa faremo

Questo è un post pieno di impotenza politica, lo dico subito.

E per buona misura, preferisco l’impotenza alla volgarità oscena di Berlusconi e dei suoi seguaci, e all’odio bilioso di alcuni dei suoi avversari. Sia chiaro, penso che Berlusconi e i suoi seguaci siano il peggio che ci sia in Italia, senza dubbi o distinguo, ma penso che qualsiasi contrapposizione sul terreno della politica sia inutile.

Berlusconi è il ritratto di Dorian Gray dei suoi elettori: questi ci godono a saperlo un piccolo uomo come loro, pieno pienissimo di soldi ma sempre desideroso di arraffare di più, a combinare qualsiasi sconcezza fuori e dentro casa sua nemmeno per il piacere del fatto, ma per il piacere di averlo fatto. Lo sanno che è il personaggio che è, e anzi l’hanno capito dal primo giorno che l’hanno votato, diciassette anni fa, in questo sono ben avanti a noi. Ma lo vogliono così, nauseante e disgustoso, per potersi sentire consolati nelle loro mediocrità, per non sentirsi inferiori al Re, per cercare nel grande pantheon della corruzione un pezzettino dove rubare ed essere contenti contenti di aver rubato rubato.

Non sarà con le accuse a Berlusconi che ce ne libereremo, così come non è lamentandosi della febbre che la febbre passa. Sì certo, abbiamo il dovere (più che altro verso noi stessi) di provarci, ma avendo pure l’onestà di dirci che ci confrontiamo con un’Italia rozza e volgare, che pensa che sia così in tutto il mondo, e che se non è così nel mondo perlomeno è sempre stato così in Italia. Il qualunquismo di cui si nutrono non è un disprezzo verso lo Stato, è l’unica ideologia che certe povere menti possono abbracciare.

Certo, fosse per me li priverei dei diritti politici, perché non sono degni di stare in nessun consesso democratico e civile, ma non si può, e allora bisogna pure che le cose facciano il loro corso.

Tutto può accadere, ma l’evento più probabile è che Berlusconi cada sul disastro dell’economia, sulla disoccupazione che cresce, sui conti pubblici a rotoli, che sono poi gli stessi motivi per cui i sultani di Tunisia e d’Egitto hanno fatto le valigie. Voglio dire, non credo che nessuno penserà sul serio che tunisini ed egiziani siano più portati alla democrazia e più usi alle sue regole di noi italiani, questo non sarebbe minimamente vero. Tanto che si sono tenuti dei dittatori, dittatori per davvero, finché c’era il tozzo di pane. Finito quello, è cominciata la protesta, che tnasceva nella società e che le opposizioni si sono trovate sguarnite e incapaci di trasformare in una proposta politica.

Non so cosa accadrà, ma rimane quello lo sviluppo più probabile. Del resto la storia d’Italia è stata tutta una storia di improvvise conversioni; solo con il 25 Luglio si scopre che tanti fascisti che avevano avuto molti vantaggi dal regime erano in realtà dei fieri anti-fascisti, e sono proprio costoro dietro l’oltraggio al cadavere di Mussolini; così come le monetine lanciate a Craxi non sono altro che le monetine dei socialisti che s’erano fino a quel punto ingrassati con Bettino; così come la Democrazia Cristiana non finisce perché crolla il Muro di Berlino (per dire, la DC tedesca è viva e vegeta) ma perché non può più garantire che tutti mangino a quattro ganasce, come è stato nei favolosi anni ’80 quando il debito pubblico è esploso, e il pentapartito ha trionfato.

Quello che dovremo fare, quando questo sistema di potere crollerà (sia domani o tra dieci anni) è quello di proteggere, per quanto possa darci fastidio, Berlusconi e il suo impero dalle vendette dei suoi ex migliori amici ed elettori. Perchè troppo facile sarebbe per costoro sentirsi improvvisamente di nuovo puri e pronti a ricominciare daccapo, buttando via il ritratto di Dorian Gray e raccontando di una verginità che non hanno.

Quello che dovremo fare, quel giorno, è prendere Silvio Berlusconi e nominarlo Senatore a vita, perché rimanga sempre impresso a costoro chi hanno messo al potere, e possano specchiarsi, innanzitutto, nel loro ritratto.

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Pubblicato il 6 febbraio 2011, in Fatti nostri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Bollenti Spiriti?

    Suvvia, si raffreddi i bollenti spiriti con il Cacciari:

    http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50201627

    Acuto, quando parla delle forme di privatizzazione della vita e dell’immaginario sociale (gli italiani non vivono più in comunità) per cui: “penso ai cavoli miei e quindi Berlusconi fa i cavoli che vuole lui; l’italiano dice: in qualsiasi altro paese del mondo Berlusconi non sarebbe presidente del Consiglio? Lo so ma non me ne frega niente, cose più serie mi preoccupano a partire dal MIO avvenire e da quello della MIA famiglia”.

    Il discorso non fa una grinza, l’assenza di una comunità è ormai un dato di fatto antico. Ognuno per sé, Dio per tutti (per chi ci crede).

  2. Diagnosi e prognosi limpide, tregiche e struggenti. Esempio di come, nonostante tutto, sia ancora possibile parlare di politica e commuoversi.

    (A costo di passare da snob: sì, hai ragione, non siamo affatto tutti uguali. “Noi” siamo decisamente migliori di “loro”)

  3. Non sono d’accordo solo sul fatto che Berlusconi cadrà a causa dell’economia e della disoccupazione.
    Per il resto un’analisi condivisibile, chiara, commovente, forte e realista.
    Sono ancora in piedi che applaudo. BRAVO.

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