Fortuna che c’è Obama

Scrivevo il 30 Novembre 2010, parlando di Wikileaks (titolo: Tu chiamale se vuoi rivoluzioni):

Non è la prima volta che i segreti della diplomazia diventano di dominio pubblico. Non con queste proporzioni, ma è già successo, ed è successo quando dei grandi equilibri sociali stavano per cambiare

Scrivevo il 21 Gennaio 2010, parlando del discorso del segretario di Stato Clinton su Internet:

Le cose che ho notato del discorso sono: per gli Stati Uniti c’è una urgente necessità che tutti abbiano i diritti di espressione su Internet; che oggi i nuovi muri di Berlino sono quelli che bloccano e limitano la libertà di comunicazione; che chi invia dall’Iran un video in cui mostra quello che succede nella repressione è un eroe, come quelli che distribuivano i samizdat nei paesi della cortina di ferro; che non dobbiamo consentire che Internet sia per fomentare l’odio, e proprio per questo dobbiamo renderlo più libero, perchè se tutti i cittadini del mondo hanno accesso a tutti i punti di vista si riducono le tensioni […]

La storia dirà cosa ha fatto Obama per aiutare le rivoluzioni avvenute nei paesi nordafricani; è interessante notare – e non in modo umile – che quelli che non hanno capito un cazzo di cosa sia stata Wikileaks e che scopo abbia avuto, e dell’importanza del discorso della Clinton sulla libertà in Internet, sono gli stessi che oggi pensano che Internet non abbia avuto un reale peso nei cambi di regime che sono avvenuti finora (e quelli che avverranno in seguito, stay tuned) e che Obama stia lì a vedere quello succede con distacco e nessuna capacità di indirizzare gli avvenimenti.

 

(Detto questo, visto quindi che qualcosa ho pure intuito e per tempo e almeno un’idea di quello che succede ce l’ho, a differenza di tanti illuminati commentatori, cosa potrei chiedere per me, a parte la stima dei miei lettori? Il titolo di blog profetico dell’anno con cerimonia di premiazione? La direzione del TG1? Diventare editorialista del Corriere della Sera? No ma sul serio eh, che tanti altri che avessero inquadrato pur solo la centesima parte del tutto avrebbero cominciato almeno almeno a chiedere un’ospitata a Porta a Porta in quanto blogggher).

(Il seguito della vicenda comunque è facile: questi sommovimenti toccheranno la Cina e l’Europa, a meno di interventi drastici sulle monete e sul debito pubblico)

(In particolare, non è il caso di credere al fatto che la Cina cresce e questo la pone al riparo di qualsiasi contestazione, perché questa crescita: a) avviene per uno squilibrio che è alla base della crisi economica mondiale, tra una Cina risparmiosa e gli USA spendaccioni; b) ha una disomogeneità estrema tra l’interno rurale e i distretti sviluppati, con i conseguenti grandi flussi di urbanizzazione che non sono più sostenibili).

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Pubblicato il 8 marzo 2011, in Fatti nostri con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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