Viaggi inaspettati

Mille chilometri in macchina in due giorni, per lavoro, sono una bella trasferta. Almeno non guidavo io: con un collega siamo finiti nel profondo Sud a vendere una cosa che non abbiamo fingendo che un giorno l’avremo anzi funzionerà meglio di come sia oggi, che anzi non funziona. Io sono stato scelto perchè – intanto – non ne sapevo assolutamente nulla (questa è la norma, quando nessuno ne sa niente allora si assume che io possa imparare quello che serve anche in poche ore) ma anche perché suggerito dal collega con cui sono andato.

E’ un uomo piuttosto bello, poco più giovane di me, e quando tempo fa scoprì che era sposato, rimasi quantomeno di stucco, perché il mio radar con lui s’era sempre acceso. E’ anche vero che, come tutte le persone che curano i rapporti con i clienti, ha sempre un certo grado di affettazione e di cura della propria persona che puoi spiegarti proprio con il lavoro che fa e non per il suo orientamento sessuale.

Ma non era per questo che avevo qualche desiderio di frequentarlo professionalmente. E’ che ne ho sempre avuto l’idea di una persona intelligente, molto determinata, con una certa rete di contatti e un certo approccio alle questioni lavorative, che poteva essere un modo per frequentare persone un po’ diverse dalle solite che frequento, insomma il solito giro dei colleghi.

Che sì, alla fine frequento per scelta e che quindi trovo comunque piacevoli, però a volte ho proprio avuto la necessità di seguire altri approcci, di lanciarmi anche in altri giri, di vedere le cose da chi per il suo lavoro adotta poi una epistemologia anche molto diversa dalla mia, senza poterlo poi fare.

Sarà che, più passa il tempo, più sviluppo nel mio modo di lavorare una certa tendenza a mettere insieme persone diverse, a trovare terreni comuni, a smussare gli angoli, a pensare che la verità è sempre distribuita in più parti e nessuno ne ha il monopolio.

Così l’occasione di questo viaggio di lavoro è stato anche entrare un po’ in contatto con questa persona. Ne ho ricavato l’idea di una persona intelligente, brillante, piacevole, con una grande rapidità nel capire le cose e giocare una partita diversa quando cambiano le regole del gioco. – quanto apprezzo la flessibilità nelle persone. Uno che conosce molto bene le dinamiche interne all’azienda, tanto da dirmi che io sono uno dei pochissimi su cui l’azienda ha fatto un investimento per le mie capacità e non per le mie parentele, e che sono considerato uno degli innovatori lì presenti.

Ma non abbiamo parlato solo di lavoro; anzi, abbiamo parlato sopratutto di viaggi, posti e popolazioni, di tecnologia, ci siamo scambiati i pareri sui personaggi con cui abbiamo variamente interagito in questa due giorni, alla fine le ore in macchina sono andate via velocemente. Poi sì, ho condiviso con lui le mie idee professionalmente più audaci, che hanno in comune il fatto che non le ha fatte nessuno, io di mio non so assolutamente come farle, e sono peraltro ad alto rischio di fallimento: tutte le premesse di un grande successo (la forma mentis dell’innovatore credo sia un po’ questa: è anche il motivo per cui è bene che ce ne siano pochi nella stessa azienda).

Tutto questo perché si è creato un forte clima di intesa, tanto che in un paio d’occasioni mi sarebbe venuto di dirgli del mio orientamento sessuale, e sarebbe stato il mio primo coming out aziendale; sopratutto quando mi ha detto che lui e la moglie parteciparono ad un Gay Pride estero di qualche anno fa e si divertirono come pazzi.

E pensare che è una persona che a molti appare scostante! Chissà cosa penseranno di me :)

 

 

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Pubblicato il 14 marzo 2011 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Non è che il raccontarti del gay pride era una specie di “mi sa che sei gay e questo è il mio modo per dirti che in tal caso non sarebbe per me un problema”?

  2. Che cose belle. Un po’ sono geloso, a me non mi portano mai in trasferta, soprattutto i figoni che ho in ufficio.
    Io, al tuo contrario, saprei cosa i molti pensano di te, solo che sono educato e, ancor di più, non voglio ledere la tua sensibilità ;-)

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