Villa dei Quintili

(sono sicuro che uno dei blog che leggo ne ha già parlato, ma il mio lettore non ha la funzione di cercare tra tutti i blog, o almeno io non l’ho trovata).

La Villa dei Quintili si trova sulla via Appia, appena passata, uscendo da Roma ,la deviazione per l’Appia Pignatelli.

Costruita nel II secolo d.c. da due fratelli, consoli dell’impero, si erge su una piccola collina di lava, risultato dell’eruzione del vulcano laziale di 250mila anni fa. Così, è sul punto più alto di quella altrimenti pianura su cui la via Appia si snoda nel tratto iniziale fuori dalla Capitale.

Se i Quintili erano protetti da Antonino Pio (tanto brava persona), la splendida Villa destò l’invidia di Commodo (avete visto Il Gladiatore? Bene non c’entra niente) che li fece imprigionare ed uccidere pur di impossessarsi dei loro beni.

In effetti, la Villa è ancora oggi magnifica, nonostante sia stata ampiamente depredata delle proprie ricchezze, a volte per il meglio (con statue ospitate nei Musei Vaticani piuttosto che al Louvre) a volte in quanto cava di materiali edili (sono ancora presente le calcare in cui le statue di marmo venivano sminuzzate per ricavarne appunto della calce).

Gli interni erano completamente affrescati o ricoperti di marmi policromi con motivi geometrici (ma non solo, ci sono anche degli evidenti influssi greci, i due Quintili avevano in grande passione la Grecia, ed erano in questo anche molto figli del loro tempo).

Il calidarium, dai soffitti altissimi, aveva una piscina riscaldata da grandi forni di bronzo, e tutta la Villa era dotata di un sistema di riscaldamento basato su tubi sotto il pavimento: molte regge europee, costruite mille e più anni dopo, dovevano ricorrere ancora agli inefficienti camini.

Proprio dal calidarium, la vista corre fin sulla Capitale da una parte e ai Castelli Romani dall’altra, e in una giornata serena rimane uno spettacolo piacevolissimo, un angolo di pace e di silenzio proprio al confine della rumorosa via Appia (moderna), dato il grandissimo giardino che costituisce la proprietà stessa, acquisita negli anni ’80 dallo Stato Italiano.

Il piccolo negozio presente all’interno è molto modesto nella selezione delle cose, non ha un testo sulla Villa, in compenso il biglietto è unico anche per la Tomba di Cecilia Metella e le Terme di Diocleziano.

Per la settimana dei Beni Culturali, la Villa è aperta gratuitamente. Se non ci andate siete strani voi.

 

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Pubblicato il 13 aprile 2011, in gay con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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