Tutto come previsto

Da Previsione per l’anno nuovo (pubblicato il 2 Gennaio 2009):

[…]

Ma questo è un discorso più di lungo termine (a cui in genere i cosiddetti fautori del capitalismo oppongono la sciocca domanda di chiedere quale sia l’alternativa al capitalismo, come se il futuro fosse prevedibile), il discorso più a breve termine che manca in quell’articolo è semplicemente questo: Obama non avrà altra speranza, per risollevare l’economia americana, che consolidare il debito pubblico americano.

Questo vorrà dire che i titoli di stato americani in mano agli investitori esteri e alle banche saranno carta straccia, mentre quelli in mano alle famiglie americane saranno rimborsati, anche se probabilmente solo il capitale e non gli interessi. Questa manovra libererà una enorme quantità di risorse, che potranno essere utilmente impiegate nella trasformazione del sistema economico e sociale, non che Obama abbia una idea di cosa venga dopo il capitalismo, ma una redistribuzione della ricchezza è comunque necessaria.

[…]

Da Un nuovo mondo è dovuto (pubblicato il 24 Maggio 2010):

[…]

Oggi leggevo un’intervista a Nassim Taleb, di cui riporto un breve passaggio:

“Ci sarà uno choc, un Cigno Nero: una cattiva asta di titoli pubblici del Tesoro americano […] Forse ci si può rifugiare in qualche bene reale: non gli immobili, ma la terra agricola e un paniere di metalli”

[…]

Oggi che è successo? Che S&P ha detto che non è sicura che gli Stati Uniti pagheranno il loro debito (da Repubblica.it)

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha confermato il rating AAA sul debito degli Stati Uniti ma l’outlook è stato tagliato da “stabile” a “negativo”. Il profilo fiscale degli Stati Uniti potrebbe diventare secondo l’agenzia “significativamente più debole” rispetto alle altre grandi economie se la crescita del deficit non sarà messa sotto controllo. Invariato, invece, come detto, il rating AAA sul debito pubblico.

“Riteniamo che ci sia un rischio che i governanti Usa non trovino un accordo su come affrontare le sfide di bilancio di medio e lungo termine”, afferma Standard & Poor’s ricordando che la recente crisi è iniziata già da due anni senza che la politica Usa sia stata in grado di stabilire come contrastare le recenti difficoltà fiscali e mettere in cantiere la pressione fiscale di lungo periodo.


Ora, l’idea che gli Stati Uniti non abbiano un debito garantito al 100% è una notizia che, boh, non riesco a quantificare nella sua enormità. Ovviamente S&P si muove con molta prudenza, ma l’aria che tira è quella, come ho ampiamente scritto tempo fa. Il bello è che c’è chi se ne stupisce.

Rimane valido l’invito: se potete, fatevi un orto.

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Pubblicato il 18 aprile 2011, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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